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venerdì 22 febbraio 2008

Via alle consultazioni del P.D. così a Sestri P.:






In Liguria e in altre regioni questa Domenica si terranno delle assemble per scegliere i candidati al parlamento; per quanto riguarda Sestri P. l'assemblea consultiva si terrà dal ARCI di via Vigna dalle h9,00 alle h13,00.


Partecipiamo numerosi per dare un chiaro segnale: il Partito Democratico vuol essere il partito della partecipazione!!


Alberto Spatola

lunedì 18 febbraio 2008

Macchia

Macchia è ciò che significa Spot in inglese, come se fosse un elemento inquinante che mal combacia con la normalità, ma è proprio così? La pubblicità si distingue con nettezza dal "resto"?
Prima di iniziare il ragionamento vi do un semplice dato: Sino a due anni il cervello umano non è in grado di distinguere il film, il programma, dalla pubblicità, facendo un tutt'uno micidiale, che trasforma il bambino in un piccolo diavoletto consumista.
Una scrittrice francese ha scritto un best seller, che ha avuto un grande successo tra i lettori d'oltralpe, in cui sosteneva che è meglio non far figli, che la prole è una rovina, i bambini sono dei consumisti alleati del capitalismo che ti inducono continuamente a spendere.
Mi verrebbe da liquidare l'argomento dicendo che anche Lenin e Marx sono stati dei bambini, ma il mio interesse per le mente mi porta a generalizzare un attimo la questione dando ragione alla scrittrice francese quando dice che i bambini sono dei consumisti accaniti, ma la soluzione della questione dev'essere non fare più figli? Oppure i bambini sono "alleati del capitalismo" perchè seguono dei modelli estranei a loro, disegnati dai "grandi"?
I bambini, quando gli mettevano un fucile di legno in mano, volevano essere ballila, Quando vedevano i Pokèmon volevano volare (tutti ci ricordiamo quel bambino che si è buttato giù dalla finestra perchè voleva prendere il volo come Charizard), Quando vedono il Wrestling vogliono esseri lottatori, Ma questo è comune a tutti gli esseri umani senza una opinione, una cultura e dei punti riferimenti, come i bambini che si devono ancora fare un'esperienza propria. Per quale motivo allora i bambini desiderano così tanto questo o quell'oggetto? Non è nella loro natura. È perchè la pubblicità, che sono abituati a vedere sin da piccoli, gli propone un modello per cui se bevi la Cola "l'impossibile diventa possibile", in cui dai "una mano alla fortuna", dove "non è mai troppo tardi", oppure un modello per cui se bevi quel tipo d'acqua, con poco sodio, puoi divenire come quella modella anoressica e se hai la quinta, i fianchi larghi, non vai bene, se bevi quel latte con gli Omega3 sei più intelligente (Non è un caso che abbia scelto solo prodotti liquidi...scoprirete dopo).
Ammaliati da questo mondo parallelo, fantastico e virtuale, poi si cresce in corpi che non si accettano, perchè non corrispondenti al fisico di quell'attrice o quell'attore, passando l'adolescenza in continue e turbolente depressioni (ovviamente la mia è una generalizzazione) senza aver la capacità di aprire gli occhi su un mondo in cui le falde acquifere dei paesi più poveri vengono depredate dalle multinazionali che ti fanno bere quell'acqua per sentirli più vicino a un certo idolo, la stessa multinazionale che "paganizza" il natale trasformando un cristiano scambio di doni all'interno della propria comunità in una corsa frenetica al gadget per soddisfare un dovere imposto, nulla a che a vedere con la generosità (forse ad indignarsi dovrebbe essere il papa anzichè un miscredente come me). Quel giovine, che prima prendevamo in esame, non sarà in grado di capire che per bere un po' d'acqua con poco sodio dovrà distruggere il pianeta, perchè la plastica e il trasporto "dell'oro bianco" incidono tantissimo sul sistema ambientale: aprite un cassonetto giallo (plastica); la plastica che contiene non è principalmente di bottiglie d'acqua?
Quando il nostro ragazzo si alzerà alla mattina, con venticinque anni sulle spalle, dovrà votare, e davanti alla sua tazza di latte con gli Omega3 starà decidendo su quale simbolo porre la sua "X", sarà in grado di capire che quel latte lo ha prodotto un industriale che voleva trasformare la sua azienda nella "Coca-Cola del latte" e così facendo ha creato il più grande crack finanziario italiano, e che, se quell'industriale avesse avuto la fortuna di un suo collega, fondando "Forza Latte" e per legiferando per se stesso, ad personam, ora potrebbe, il nostro ragazzo, lasciare al suo latte decidere cosa fare della sua pensione e dell'aria che respira? Direi proprio di no.
Continuando sull'onda del mio interesse per la mente umana mi immagino "tipo" sulla soglia di cinquant'anni che, preoccupato del suo futuro, perchè ormai non si vede più la tartaruga e i pochi capelli che ha sono bianchi, si lascia prendere dal carisma di un cowboy-president texano molto potente che lo mette in trenta secondi in allarme sul rischio del terrorismo; lo vota lasciando il mondo nelle mani di colui che ha fatto due guerre per accappararsi gas e petrolio. -Piccolo nota: il nostro cinquatenne dopo aver votato "Forza Latte", ha dato la possibilità al suo capo di fargli un contratto a termine e dopo un mese si è ritrovato sul lastrico; è stato poi costretto a delinquere, e questo nostro bravo picciotto ora si trova alle dipendenze del boss John dell'Ohio-.
Infine, dopo essere sopravvissuto alla vita si ritrova a novant'anni con un tumore dovuto allo smog respirato in ottantanove primavere, senza la possibilità di guarire perchè la sua assicurazione sanitaria non gli permette di pagare certi interventi accende la TV su un canale di storia e rivede una vecchia pubblicità italiana del Cynar e guardando quell'uomo beato contornato da macchine che si beve il carciofo "contro il logorio della vita moderna" decide allora di finire i suoi giorni in una rotanda dell'Ohio bevendo litri di Cynar sino a un giorno in cui il Cynar finì con lui.
Dopo aver immaginato questa storia, con una sottile lacrima che mi taglia la guancia, penso a come può essere sostituita la pubblicità, come si può rendere informativa, formativa e non omologante e vado a finire in un altro tema a me caro, l'@-democracy, la rete, i siti, i blog, non sono soltanto mezzi d'informazione, ma possono divenire un vero e proprio business.
Facciamolo resuscitare un attimo il nostro "tipo" e riportiamolo a venticinque anni; se lui è un dormiglione tremendo può fare un blog in cui parla solo di materassi e avere a fianco ai suoi post un riquadro nel quale tutte le ditte di materassi si fanno pubblicità. Questo è un altro modo di concepire lo "spot", non di farlo, com'è la pubblicità progresso che sfrutta gli stessi trucchi delle pubblicità per avvicinare le persone ad argomenti seri, modo di concepire la pubblicità che si spera prenderà sempre più piede.
Altra è la questione per la pubblcità i TV in cui non si può far altro che regolamentarla ma si può creare un'alternativa alla TV commerciale, proponendo una TV pubblica senza spot e con metà canone.
Come?
Basta che la TV pubblica, la RAI, faccia un accordo con tutte le altre reti per cui lei, mamma RAI, non trasmette più la pubblicità, ma loro le danno metà dei proventi pubblicitari. In questo modo il costo della pubblicità aumenta, ma in totale ce n'è di meno; altra conseguenza è che la RAI, non dovendo inseguire gli ascolti, abbandonerebbe i reality show che sono i programmi più costosi da fare.
Per ora queste sono solo intenzioni supportate dalle opinioni di Grillo e Sartori forse è meglio, però, la più radicale soluzione per cui gli spot si diano alla macchia.

Alberto Spatola

A proposito degli argomenti di questo post vi consiglio il libro "Mala costituzione e altri malanni" di G.Sartori... Un grande!

W l'asse P.D.-I.D.V.

Invece del solito "comunicato politico" metto nel post una serie di link su "le ultime" più interessanti:

Post di Travaglio sull'accordo P.D.-I.D.V.; "una rivoluzione la non candidatura dei condannati in primo grado".

Video di DiPietro sull'informazione e l'accordo elettorale con Veltroni.

Veltroni presenta all'assembela nazionale i dodici punti del programma democratico.

Nascono i circoli del P.D. on-line, tra cui il circolo "Barack Obama".

Stando ai calcoli di alcuni blogger il P.D. rangiugerebbe la maggioranza al senato già ora!

Si deciderà nelle prossime ore il metodo per fare le liste del Partito Democratico-Veltroni Presidente, probabilmente si terranno le cosidette "primariette". Due fonti: Il Velino e il sito RAI.

Nasce l'iniziativa del P.D. AttiVati per poter creare un'Italia nuova. Si può fare!


P.S. Non per fare l'antiberlusconiano, ma non dimentichiamoci cosa è voluto dire per l'Italia cinque anni di dittatura del Cavaliere, e figuriamoci se dopo le elezioni vincesse un'alleanza fatta da Fini, Bossi, Mastella e Berlusconi!!!

Alberto Spatola

mercoledì 6 febbraio 2008

"Comunicato" politico

-Se non ve ne siete accorti ho messo tra i link un sito per firmare la petizione on line a favore dello "doparie", cioè? Con questa petizione si chiede che le prima-rie non siano usate solo per la scelta dei candidati prima delle elezioni, ma che vengano usate anche dopo per sciegliere le posizioni politiche e per far partecipare attivamente i cittadini alle scelte dei partiti. Era un'idea che avevo gia in testa, ora c'è il nome:"doparie". Ricorderà il doping, ma è proprio per questo che lo slogan dell'iniziativa è: ""Fatti" di vera democrazia partecipata".

-Due annotazioni ai miei post. Nel post "Regime" avevo detto che la legge Mastella non permette ai giornalisti di scrivere dei processi in corso, invece devono aspettere "solo" l'udienza preliminare: un bavaglio lo stesso.
Invece nel post "Politica di questi giorni...Discedo in P.D." ho paura di lasciar intendere che le liste civiche di Grillo siano l'ennesimo partitino, non è così, Grillo vuole creare una rete di liste civiche da appoggiare con la sua persona e il suo blog, una rete da presentare alle prossime amministrative, ma non alle politiche, a cui forse si presenterà la lista civica nazionale. Ma invito tutti a partecipare alle primerie del P.D. che pressoché sicuramente si terranno, perlomeno in Liguria...Vi terrò informati.

-Politica di questi giorni...Forza Walter. Yes, We can! Forza Walter perchè, nonostante sia stato prematuro dirlo a Prodi ancora in piedi, è una vera novità quella di andare "da soli", è stata una scelta capace di rompere gli schemi e di creare una politica, almeno in questo, un po' più europea. Forza Walter per l'ultima scelta, non ufficiale, di allearsi solo con l'Italia dei Valori, l'alleanza con l'I.d.V. è il modo migliore per incominciare a recuperare una giustificabilissima fetta di elettorato che pensa di votar bianco, nullo, o non votar affatto e soprattutto Forza Walter per non aver accettato l'alleanza con i socialisti, sarò pregiudiziale, ma con chi rimpiange Craxi nessuna alleanza! Forza Walter perché, come el Berluska, sta cercando l'appoggio dell'imprenditoria con Montezemolo, mettendo nel cestino ogni ipotesi di ambientalismo che metta, quella si, l'automobile nel cestino. Sarà necessario aver l'appoggio di Confindustria, ma preferisco il modo con cui Realacci loda le aziende che rispettano l'ambiente e non indiscriminatamente tutte le imprese a seconda del loro potere. Forza Walter perchè, come el Berluska, più che politica fa avan-spettacolo, sarà americano, kennediano, moderno, ma sembra che Veltroni dimentichi che la politica si fa con le idee e con la forza del logos, certo, per vincere le elezioni ci vuole anche questo, certo, l'elettorato di sinistra dopo dieci anni di bofonchiamenti di Prodi vuole cambiare, ma c'è un limite a tutto.

-Good news! Il P.D. ligure chiede a gran forza le primarie per sconfiggere l'antidemocratico porcellum. Tullo ha avuto la forza di dire che con i volontari "nulla" è impossibile, si tratta ora di dar forma a questo progetto.

-Si sono formati i circoli, il motore, la benzina del P.D. è difficile carburare con le politiche imminenti, ma c'è una gran voglia di cambiamento e...We can. Per quanto mi riguarda sono stato eletto con 12 voti al coordinamento del circolo di Sestri P., ma evitando di parlare di me, Domenica 3 Febbraio è stata una giornata memorabile: se il 14 Ottobre è nato un bambino il 3 febbraio lo abbiamo svezzato tutti insieme. Spariamo solo di vederlo vincitore quando tornerà "dal fronte", le elezioni.
Mercoledì sera ci sarà la prima riunione di circolo di Sestri, è riservata ai soli eletti.
L'elenco degli eletti:
Risultati delle elezioni primarie del 3/2/08 per il Direttivo del Circolo del Partito Democratico di Sestri Ponente
LEGENDA:
IN GRASSETTO E CORSIVO I DELEGATI CHE SONO ANCHE ALL’ASSEMBLEA COMUNALE ED AL COORDINAMENTO PROVINCIALE (OLTRECHE’ ELETTI AL DIRETTIVO DEL CIRCOLO);
IN GRASSETTO ELETTI AL DIRETTIVO DEL CIRCOLO;
non eletti

DONNE VOTI

1 CARI’ NADIA 72
2 BARISIONE MANUELA 65
3 RIBECA ILARIA MARIA 50
4 VASSALLO PAOLA 47
5 POGGI MARIA TERESA 44
6 ZUNINO FRANCESCA ROSA 42
7 CENTOFANTI ROSELLA 40
8 SPANO LAURA 38
9 OLIVERI IVANA 36
10 CANEPA CLAUDIA 30
11 GAGGERO MARIA GRAZIA 29
12 GAMBARO FEDERICA 28
13 BISIO ALMA 26
14 GERACI ANDOLFINA 24
15 PASTORINO CARLOTTA 21
16 RAPETTI ROSETTA 21
17 CARLINI MARINA 18
18 BERTOLAMI DANIELA 15
19 COSTA HEE 15
20 DEBBIA PAULA 13
21 CORSIGLIA DANIELA 11
22 FACCO SIMONA 10
23 SIGNORI PATRIZIA 9
24 FIUMARA MARIA TERESA 7
25 ZANELLI FLORIANA 7
26 PIN GIANNA 6
27 MUZIO GIUSEPPINA 5
28 Demicheli maria pia 5
29 Russo isabella 5
30 Scarpa emiliana 3

UOMINI VOTI

1 LATORRE MICHELE 100
2 ROMAGNOLI LAURO 70
3 ALFANO PIETRO 64
4 CAFASSO MAURO 56
5 MONTAUTI MAURO 47
6 PILU LUCIANO 46
7 MANGANARO GIOVANNI FABIO 40
8 TESTINI DOMENICO 39
9 PENZO GABRIELE 38
10 CERVETTO MICHELE 25
11 GIRELLA MARCO 24
12 RAPETTI ENNIO 21
13 MUNIZZI FRANCESCO MARIA 21
14 PINNA MARCO 18
15 PAMPAGNIN CARLO 17
16 ARPICELLI IVAN 14
17 SPATOLA ALBERTO 12
18 GAZZO AGOSTINO 12
19 BOMBINO FRANCESCO 12
20 CONTI ALESSIO 11
21 PARODI FABIO 11
22 RIBECA UGO GIUSEPPE 9
23 GHIGLIOTTI DOMENICO 9
24 BIASIOTTO ALESSANDRO 7
25 PIGNATELLI ROBERTO 6
26 SCIBETTA ROBERTO 5
27 POLI NICOLA 4
28 Tacca antonio 4
29 De maio luigi 4
30 Bartolo vito marcello 3
31 Dolfini pierangelo 2
32 Darretta giulio 1
33 Rossi onorio giobatta 0
34 Panaro gian paolo 0
Alberto Spatola

Scolaro

Camminavo svogliatamente per il dedalo di strade della mia città, inseguendo la via più lunga che mi permettesse di restare in quello stato neutro e non arrivare a scuola. Guardavo “gli zainati” correre veloci, impauriti dal ticchettio dell’orologio che inevitabilmente segnalava l’arrivo del suono della campanella ed io cercavo di non mischiarmi con loro rallentando il passo. Giunsi dalla recinzione e come ogni mattina feci abbaiare i cani scavalcandola, mi tagliai la felpa, uno strappo abbastanza vistoso, ma facilmente cucibile. Ora ero nella zona rossa, nel poligono della scuola pronto ad essere guardato da ogni proffa, da ogni proffo, che cerca di capire il mio numero di matricola nel registro. Entro, apro la porta silenziosamente, come a dire che io con quel luogo non c’entro nulla, incrocio gli occhi di un segretario che fa finta di essere distratto dalle carte, dalla burocrazia scolastica che disbosca un pezzo di Amazzonia ogni giorno, adesso non posso più far finta di non essere della scuola, ci sono dentro. Ormai sono chiaramente un ingranaggio di quel sistema, busso alla porta e con finta allegria saluto l’ora d’inglese e la “R” sul registro con un good-morning, ma in realtà saluto l’orrenda mattina con un leggero mordicchìo delle labbra che mi fa sentir vivo, che mi fa sentir ancora del sangue in corpo e non solo la razionalità nei muscoli che mi trattiene dallo scappare da quel luogo andando chissà dove.
Non successe niente durante i cinque moduli (così il vocabolario scolastico chiama le ore dopo la riforma della Moratti), normale amministrazione, il ritiro di un cellulare, un rimprovero, per un bacio che due ragazzi si sono dati durante la ricreazione, da parte di un proffo, la caduta di una proffa con i tacchi alti giù dalle scale, la solita distribuzione di volantini lenin-marxisti fuori dalla scuola, la solita palla.
Tutto questo per duecento mattine, duecento “R” sul registro come prova che la scuola non ha altri mezzi che mostrare i muscoli, il luogo dove si dovrebbe insegnare la giustizia, la tolleranza e dove invece, a volte, si fa un uso arbitrario della forza: si è deboli con i forti e forti con i deboli. Dove sanno di poter colpire, dove sanno di poter infierire si colpisce e s'infierisce. La scuola è fatta per chi non ne ha bisogno, è fatta per chi intanto nella vita troverà sempre un posto perché è disposto a calarsi, in qualunque caso, le braghe. Le altre persone la scuola le incattivisce, insegna loro le logiche che governano il nostro paese, pochi decidono, tanti obbediscono. E ovunque ti giri vedi che chi usa il potere (qualunque potere) deve corrompere, corrompere, corrompere, farsi corrompere, farsi corrompere, farsi corrompere, entrare nel “clan”, avviluppare e farsi avviluppare dalla piovra.
Dopo queste duecento mattine, dopo queste duecento occasioni mancate, ricordi i proffi che hanno raccontato storie, ingiallite dagli anni, sul ’68 a cui hanno partecipato, anche se ora ne calpestano, forse inconsapevolmente, ogni principio, usando gli stessi mezzi che denunciavano, anche peggiori, visto che siamo in un periodo di restaurazione dove si sta ricreando un potere ancora più vorace. Dopo duecento giornate ero riuscito a scrivere un libro, un’ipotesi di legge elettorale, degli articoli per il giornalino scolastico, post per il mio blog. Mica poco! Avevo disboscato un pezzo di amazzonia, ma non avevo scelta: purtroppo non mi lasciavano far uso del laptop durante le ore di lezione. Dopo duecento giornate avevo visto il calore del riscaldamento scolastico passarmi davanti agli occhi e salutarmi mentre usciva dalle finestre e i sottili muri. Dopo duecento giornate potevo respirare un’aria mia, non la stessa dei proffi. Si andava al mare, si prendeva il treno verso le poche spiagge pulite vicino alla città di Genova, si affittava un pedalò salendoci in cento. Poi la campagna, giri in bici per il basso Piemonte alla ricerca della casa di De Andrè. Si portavano le ruote sempre in posti diversi, sentendo l’odore delle colline coltivate a vite. Dopo essermi sentito in gabbia per nove mesi ora, ero libero! “Scuola” era una parola che non faceva più parte del mio vocabolario, sognavo un mondo migliore, al di fuori delle aule e degli edifici scolastici che tanto mi avevano tolto e che, per l’estate, mi avevano riservato un debito. Un leggero post-it appiccicato sulla schiena che leggermente ti scioglie la pelle, sino a che non riesci più a non far finta di nulla e sei costretto a riconsiderarti dentro il sistema.

Ora ci chiederemo come sia possibile che ci sia, in questo ragazzo, così poco entusiasmo nei confronti della vita. Nel suo racconto solo tristi accenni di vita personale, non ci si sofferma sui momenti allegri se non per rimpiangerli e mai per descriverli. Non racconta minimamente delle sue vacanze sulle spiagge liguri con la sua ragazza, vede gli altri come un inutile disturbo, vede il mondo come qualcosa da mettere da parte, da non considerare. Eppure non è un depresso cronico, travolge ogni persona con la sua ironia, con la sua vitalità, anche se molte volte usa questa ironia per difendersi dalla sua rabbia e la esprime col riso.
Adesso mentre noi analizziamo questa situazione, mentre attiviamo i nostri sensi e le nostre competenze da psicologi, mentre cerchiamo di tirar fuori tutta la comprensione possibile dovremmo pure tirar fuori le lacrime, se non siamo privi di pietà, perché ogni giorno nelle ore in cui non c’è qualcosa a distrarre il nostro ragazzo, si compierà, da settembre, un omicidio, non clinico, ma morale da parte della scuola, nei confronti del nostro ragazzo, e di una generazione intera, uccisa dalla scuola, uccisa dallo stato.
Alberto Spatola