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domenica 27 aprile 2008

Over the rainbow...riflessioni sul voto

Over the rainbow, oltre l’arcobaleno, è questo che, secondo me, dovrebbe fare il P.D.: andar over the rainbow.
Non dico di spostare il timone democratico verso a sinistra, timone che deve rimanere ben fermo in mano a Veltroni –Non lasciamo spazio ai dino-baro-sauri della vecchia politica come Fioron-scout e Baffino incereni-lema- ma dico che ora il P.D. deve saper rappresentare tutte le forze d’opposizione senza appoggiare gli atteggiamenti affaristico-mafiosi del P.d.L., cioè senza fare piccoli o medi inciucci.
Ed è quindi il momento, storico, per poter far del P.D. quei temi che fino ad ora sono stati prerogativa della sinistra radicale: la Pace, l’ambiente, la lotta alle mafie, la laicità, un nuovo europeismo, etc….
E quindi, senza spostare il timone del partito, si tratta di trasformare “l’ambientalismo del fare” da una bella trovata pubblicitaria a un’idea dell’ambientalismo che dica basta agli incerenitori ma promuova la politica dei “rifiuti-zero”, dica basta a chi vuol riesumare il nucleare ma promuova le rinnovabili; si tratta di non ripetere più in futuro l’esperienza Kosovara di D’Alema; si tratta di non candidare più gente come Crisafulli; si tratta di mettere da parte le intemperanze teo-demiane; di trasformare l’U.E. da un’unione affaristico-economica delle nazioni, ad un’unione dei popoli, si può incominciare creando partiti europei, e sarà-sarebbe una gran bella avventura creare un Partito Democratico Europeo.
Ma non andiamo troppo oltre, visto che se molti di noi speravano nella vittoria è perché si è dato troppo peso “all’andar liberi”. Dalle urne esce fuori un dato certo: alla gente non gl’importa del Partito Democratico che va da solo o che ha uno statuto moderno, generalizzando la gente è egoista pensa al suo particolare pensa “all’Io”, infatti ha votato Lega Nord e “Lega Sud”, a ben pochi importa di “cambiare il paese”, vogliono “rialzarsi” e non sentirsi “le mani dello stato” nelle tasche.
Amare riflessioni.
Ma è così.
E qui esce fuori la debolezza della democrazia indiretta, rappresentativa: il paese è in mano a chi crede alle favole del Berluska e ai sogni d’onnipotenza in casa propria di Bossi. Da parte mia c’è tutta la cristiana comprensione per quest’ultimi ma bisogna ricercare un altro metodo per gestire il potere nelle poleis, per esempio la democrazia diretta affiancata da delle istituzioni rappresentative, “modello svizzera”.
Ma siam sempre lì, mentre noi discutiamo del sistema che è più adatto al paese, Berlusconi governa e il Partito Democratico arriva al 33,2%.
Il P.D. ha preso poco più del vecchio Ulivo (31,1%), l’incremento può essere dovuto semplicemente per l’effetto anti-Berlusconi.
Allontaniamoci dalle riflessioni più squisitamente politiche e analizziamo il voto.
È chiaro non è stata capita la novità del P.Democratico e di Veltroni.
L’elettorato non è pronto per un leader e un partito europeo, ma non usiamo questo fatto come unica giustificazione della sconfitta, e facciamo anche un po’ di autocritica.
Ora come ora il P.D. si presenta come un partito a due facce: una moderna, e non capita, che affascina i partiti di sinistra in Europa, l’altra ancora legata alla vecchia politica che ci scredita verso l’elettorato progressista o “indipendente di sinistra”.
Abbiamo perso infatti, con queste elezioni, una possibilità per accreditarci nei confronti dell’elettorato progressista, c’è riuscita l’Italia dei Valori, anche qui in Liguria, nonostante le candidature. Non illudiamoci, non si può non rappresentare quest’area, perché se no si rischia che già fra un anno – quando alle europee non ci sarà l’effetto anti-Berlusconi e magari la sinistra si riorganizzerà sotto una futuribile guida Vendola- questi elettori di sinistra, ma indipendenti da logiche di partito, ri-votino l’arcobaleno.
¿E quindi che fare? Continuare a guardare al centro e alle piccole-medio imprese o cambiar via? La prima scelta anche se statisticamente vincente si è rivelata politicamente non percorribile e troppo vincolante: …Intanto si è visto il Nord-est… ha votato Lega.
La nuova via, nueva via, è far si che questa nuova casa, il Partito Democratico, questo neonato, prenda maggior identità, non venga più visto come un cartello ma come un vero e proprio partito anche a costo di qualche scissione. A Veltroni bisogna riconoscere il merito di aver messo da parte le divisioni interne, bisogna però saper mettere ora da parte la politica del “ma anche” pur restando un partito plurale. E per i motivi di prima, vista l’analisi del voto, la strada per darci una maggior identità, secondo me non può che essere a sinistra, anche perché c’è un vuoto che il P.D. non può non colmare. Il modo migliore per aumentare il bacino elettorale democratico sarebbe appunto questo: sciogliere le questioni che ancora dividono il partito e grazie alla pluralità del P.D. rivolgersi a tutto il paese, ma se non riesce questa operazione sarà necessario ad aprirsi ad altri partiti, come l’Italia dei Valori, I Verdi, Sinistra Democratica e la Rosa Bianca, in ogni caso non dimentichiamoci che il 15 Aprile è nata le maggior forza riformista che il paese abbia mai visto, ora è arrivato il momento di sostituire la generica dicitura “riformista” con un ben preciso “progressista”… SI PUÒ FARE.

martedì 22 aprile 2008

Ricordiamoli

Here’s to you Nicola and Bart

Rest forever here in our hearts

The last and final moment is yours

That agony is your triumph!

(Joan Baez)

martedì 8 aprile 2008

PERCHÉ VOTARE P.D….


Molti si chiedono, perché votare? Molti si chiedono, perché dover dar credito alla pagliacciata del porcellum?
A.d.r., a domanda risposta, il voto è il metodo con cui la società occidentale, tranne poche eccezioni, regola il modo d’utilizzare il potere all’interno della comunità, della poleis, ma a chi invece vorrebbe un altro metodo per amministrare il potere non resta che combattere. I partiti non sono fatti per fare la rivoluzione, ma per governare. Però Il voto rimane comunque una sua arma, visto che non bisogna perder di vista il presente, che si può cambiare con la propria scheda.
Detto ciò c’è chi può argomentare dicendo che il non-voto è in realtà un voto, è una scelta politica. Risposta secca: illusioni. Il non-voto-consapevole si confonde con quello inconsapevole, stesso discorso per l’annullamento della scheda, Una possibilità: la scheda bianca. (A proposito della scheda bianca vi invito a leggere “Saggio sulla lucidità” di Saramago, chiusa però la parentesi letteraria) la scheda bianca, come l’astensionismo e l’annullamento della scheda, per avere effetto ha bisogno di un forte appoggio, cosa impossibile in queste elezioni, e soprattutto le schede bianche rischiano d’essere usate, come nel 2006, per i brogli, cioè poi trasferite alla coalizione di Berlusconi, come denuncia l’inchiesta di Deaglio (Uccidete la democrazia1- Uccidete la democrazia2- intervista Deaglio- I dati sulle schede).
Arrivati a questo punto c’è a chi può scocciare dover convalidare le scelte dei partiti per le liste, come prevede il porcellum, ed è proprio per questo che vi voglio spiegare perché voterei Partito Democratico.
Come ben dice Weltroni: “Non scegliete quale partito, scegliete quale paese”, e i due che si stanno confrontando sono due paesi profondamente diversi, due paesi da cui non può nascere nessun inciuccio, Uno è un paese stanco e immobile L’altro è un paese moderno e dinamico;
Un paese che sperpera il nostro denaro pubblico L’altro che rimette in ordine i conti e ci ha fatto entrare in Europa;
Un paese che fa della politica estera una barzelletta, corteggiando le cape di stato e facendo le corna nelle foto, L’altro che ha rimesso l’Italia al centro di una politica multipolare;
Un paese che ha svuotato l’anti-mafia che sino al 2001 stava combattendo contro il Sistema L’altro che ha detto chiaramente: “Le mafie non ci votino!”;
Un paese che vuole spaccarsi in due, al Nord con la Lega Nord al sud con “Lega Sud”, L’altro che lo vuole unire dicendo Basta! alle divisioni ideologiche, Basta! ai Guelfi e Ghibellini, Basta! ai Comunisti e Berlusconiani, Noi siamo Democratici con le nostre differenze con le nostre idee;…
…e cento di altri motivi, non solo ideali, ma anche concreti, per votare P.D..
Infatti nel nostro programma vogliamo dare un futuro ai giovani, rendendo il lavoro “atipico”, “precario” un’eccezione utilizzato solo per inserire le persone nel mondo del lavoro: la precarietà non può essere una condizione di vita; vogliamo ridare potere d’acquisto ai pensionati dandogli 400€ in più al mese a chi ha le pensioni più basse.
Soldi, concretezza, non solo idee e parole come sentite, sentiamo da anni.
Rendere l’Italia parte dell’Europa, gli italiani concittadini dei francesi, degli spagnoli rendendo questo paese, il nostro paese, non più clientelare ma rendendolo il paese del merito.
Attraverso serie e radicali riforme, inanzitutto snellendo la burocrazia statale attraverso una semplificazione normativa: diminuiremo di 5000 il numero delle leggi.
Cose concrete non parole.
Dopo la vittoria – che stiamo costruendo in queste ore, letteralmente giorno e notte, in questi attimi, mentre stai leggendo- il nostro programma sarà il vincolo per ogni azione di governo che voi potrete giudicare senza che si possano poi presentare alibi.
Nonostante questa legge elettorale disastrosa, queste elezioni sono più che importanti.
Dal 1861 al 1920 a governare l’Italia sono stati i liberali, i latifondisti, i trasformisti e Giolitti, poi per vent’anni il fascismo e dopo la guerra la Democrazia Cristiana ha dominato la scena politica senza una vera alternanza. Nella II repubblica abbiamo fatto i conti con la falsa speranza del maggioritario e governi ingovernabili per i veti incrociati di partitini e partiti vuoti.
Ora, grazie alla scelta del Partito Democratico di andar LIBERO, ci possiamo considerare una democrazia europea, immatura, ma europea: il 13 e il 14 Aprile sceglieremo tra due proposte di governo… spero che siano ben chiari i limiti dell’altra!
Per la prima volta ci si ripropone di unire il paese, perché è appunto dal 1861 che invece di fare gli italiani, si è disfatta l’Italia e si sono fatti glia affari loro (i poteri).
So bene di essere retorico, so bene che di tutto ciò che ho detto sarà fatto l’1%, ma la direzione è quella: stiamo scavando il solco, si tratta poi di seminare. So bene che la vecchia politica, anche al nostro interno, non si è riusciti a cancellarla in così poco tempo… Ma è solo l’inizio!

Alberto Spatola

giovedì 3 aprile 2008

Lettera di Veltroni a Celentano sulla bellezza

"Caro Adriano, mi ha fatto molto piacere leggere sul tuo blog ciò che hai scritto sul mio impegno in queste settimane di dura campagna elettorale. Le tue amichevoli parole mi incoraggiano.E hanno un valore doppiamente importante, perché espresse da un artista che amo e stimo da sempre, ma soprattutto perché vengono da un cittadino speciale, noto per la sincerità, da tutti riconosciuta, del suo amore per il nostro paese. Il tuo accorato appello politico ha il dono di una passione civile autentica, che viene da lontano.È dal tempo della Via Gluck che canti (con straordinario spirito premonitore), insieme alla bellezza e all'allegria di stare insieme e amare, la rabbia di vedere le nostre magnifiche città imbruttirsi e imbruttirci di conseguenza. Hai ragione, l'ambiente che ci sta intorno decide del nostro stato d'animo, del nostro umore, della nostra pacificazione col mondo.E se stiamo bene dove viviamo, amiamo di più le cose, e le difendiamo. Quando il fondale del quadro è brutto, risultiamo brutti anche noi. Nella mia campagna elettorale, con spirito francamente provocatorio, non mi sono fatto scrupoli a pronunciare mille volte la parola «bellezza».Come si fa a non riferirsi alla bellezza quando parliamo dell'Italia, del suo popolo geniale e laborioso, dei suoi splendori artistici e naturali, del suo futuro. Ti dirò di più Adriano, è proprio in nome di questi valori che, nel mio «viaggio in Italia», vedo riaccendersi gli animi, delusi da tanta politica sbagliata, fatta di rimandi, patteggiamenti e ricatti.Ogni giorno tocco con mano il desiderio di rinascita di tutti gli italiani. O ce la facciamo adesso, o mai più. Il paese aspetta un segnale nuovo e forte dalla politica: l'Italia vera è più bella di quella che vediamo tutti i giorni in televisione. Crediamo in lei. Rinascerà. Non possiamo più permetterci di lasciare che il brutto dilaghi e infesti il verde e il bello del paese.Bisogna costantemente ed esclusivamente cercare il bello che non è e non può essere solo quello che il passato e la storia ci hanno consegnato, ma anche quello della migliore contemporaneità: la grande urbanistica, la migliore architettura.Il nostro territorio è tanto bello da poter essere occupato solo da cose belle. Al principio della quantità che ci ha accompagnato per troppo tempo bisogna accompagnare quello della qualità. L'abusivismo dovrà essere considerato un grave delitto contro la comunità, e bisognerà operare affinché vengano abbattuti i cosiddetti «ecomostri» (condivido con te l'apprezzamento per l'opera di Rutelli), che piagano e scempiano la bellezza di cui tu parli.Indietro non si può tornare, ma si possono razionalizzare opportunamente i centri abitati, tenere sotto costante controllo, sul territorio, ogni intervento edilizio. Sarebbe bene destinare quartieri circoscritti della città allo sviluppo in verticale di alloggi e uffici, alla costruzione di grattacieli che possono essere, oltre che funzionali, molto belli, come quelli di Manhattan e di Shanghai.Così com'è giusto, nelle aree urbane venute su senza nessuna estetica e con spirito brutalmente speculativo, buttare giù e rifare a dimensione umana, pensando a tanti giovani in cerca d'alloggio, di un focolare per la famiglia. Potrebbe anche essere un sano investimento, come giustamente suggerisci.Sono convinto che si possono fare molte più cose di quelle che pensiamo, dobbiamo semplicemente, ma realmente, crederci. Ce la possiamo fare: grazie per la spinta che ci dai. Lo sai meglio di me, tutto dipende da ciò che succederà a mezzanotte e tre. Lasciati abbracciare."
Alberto Spatola

martedì 1 aprile 2008

P.D. Sestri's Blog



Da pochi giorni grazie allo splendido lavoro di squadra nato nel circolo di Sestri del P.D. è stato creato il blog P.D. Sestri Ponente, l'indirizzo è http://pdsestriponente.blogspot.com, visitatelo!!!

SE VEDEMU.

Alberto Spatola