giovedì 3 aprile 2008

Lettera di Veltroni a Celentano sulla bellezza

"Caro Adriano, mi ha fatto molto piacere leggere sul tuo blog ciò che hai scritto sul mio impegno in queste settimane di dura campagna elettorale. Le tue amichevoli parole mi incoraggiano.E hanno un valore doppiamente importante, perché espresse da un artista che amo e stimo da sempre, ma soprattutto perché vengono da un cittadino speciale, noto per la sincerità, da tutti riconosciuta, del suo amore per il nostro paese. Il tuo accorato appello politico ha il dono di una passione civile autentica, che viene da lontano.È dal tempo della Via Gluck che canti (con straordinario spirito premonitore), insieme alla bellezza e all'allegria di stare insieme e amare, la rabbia di vedere le nostre magnifiche città imbruttirsi e imbruttirci di conseguenza. Hai ragione, l'ambiente che ci sta intorno decide del nostro stato d'animo, del nostro umore, della nostra pacificazione col mondo.E se stiamo bene dove viviamo, amiamo di più le cose, e le difendiamo. Quando il fondale del quadro è brutto, risultiamo brutti anche noi. Nella mia campagna elettorale, con spirito francamente provocatorio, non mi sono fatto scrupoli a pronunciare mille volte la parola «bellezza».Come si fa a non riferirsi alla bellezza quando parliamo dell'Italia, del suo popolo geniale e laborioso, dei suoi splendori artistici e naturali, del suo futuro. Ti dirò di più Adriano, è proprio in nome di questi valori che, nel mio «viaggio in Italia», vedo riaccendersi gli animi, delusi da tanta politica sbagliata, fatta di rimandi, patteggiamenti e ricatti.Ogni giorno tocco con mano il desiderio di rinascita di tutti gli italiani. O ce la facciamo adesso, o mai più. Il paese aspetta un segnale nuovo e forte dalla politica: l'Italia vera è più bella di quella che vediamo tutti i giorni in televisione. Crediamo in lei. Rinascerà. Non possiamo più permetterci di lasciare che il brutto dilaghi e infesti il verde e il bello del paese.Bisogna costantemente ed esclusivamente cercare il bello che non è e non può essere solo quello che il passato e la storia ci hanno consegnato, ma anche quello della migliore contemporaneità: la grande urbanistica, la migliore architettura.Il nostro territorio è tanto bello da poter essere occupato solo da cose belle. Al principio della quantità che ci ha accompagnato per troppo tempo bisogna accompagnare quello della qualità. L'abusivismo dovrà essere considerato un grave delitto contro la comunità, e bisognerà operare affinché vengano abbattuti i cosiddetti «ecomostri» (condivido con te l'apprezzamento per l'opera di Rutelli), che piagano e scempiano la bellezza di cui tu parli.Indietro non si può tornare, ma si possono razionalizzare opportunamente i centri abitati, tenere sotto costante controllo, sul territorio, ogni intervento edilizio. Sarebbe bene destinare quartieri circoscritti della città allo sviluppo in verticale di alloggi e uffici, alla costruzione di grattacieli che possono essere, oltre che funzionali, molto belli, come quelli di Manhattan e di Shanghai.Così com'è giusto, nelle aree urbane venute su senza nessuna estetica e con spirito brutalmente speculativo, buttare giù e rifare a dimensione umana, pensando a tanti giovani in cerca d'alloggio, di un focolare per la famiglia. Potrebbe anche essere un sano investimento, come giustamente suggerisci.Sono convinto che si possono fare molte più cose di quelle che pensiamo, dobbiamo semplicemente, ma realmente, crederci. Ce la possiamo fare: grazie per la spinta che ci dai. Lo sai meglio di me, tutto dipende da ciò che succederà a mezzanotte e tre. Lasciati abbracciare."
Alberto Spatola