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martedì 8 aprile 2008

PERCHÉ VOTARE P.D….


Molti si chiedono, perché votare? Molti si chiedono, perché dover dar credito alla pagliacciata del porcellum?
A.d.r., a domanda risposta, il voto è il metodo con cui la società occidentale, tranne poche eccezioni, regola il modo d’utilizzare il potere all’interno della comunità, della poleis, ma a chi invece vorrebbe un altro metodo per amministrare il potere non resta che combattere. I partiti non sono fatti per fare la rivoluzione, ma per governare. Però Il voto rimane comunque una sua arma, visto che non bisogna perder di vista il presente, che si può cambiare con la propria scheda.
Detto ciò c’è chi può argomentare dicendo che il non-voto è in realtà un voto, è una scelta politica. Risposta secca: illusioni. Il non-voto-consapevole si confonde con quello inconsapevole, stesso discorso per l’annullamento della scheda, Una possibilità: la scheda bianca. (A proposito della scheda bianca vi invito a leggere “Saggio sulla lucidità” di Saramago, chiusa però la parentesi letteraria) la scheda bianca, come l’astensionismo e l’annullamento della scheda, per avere effetto ha bisogno di un forte appoggio, cosa impossibile in queste elezioni, e soprattutto le schede bianche rischiano d’essere usate, come nel 2006, per i brogli, cioè poi trasferite alla coalizione di Berlusconi, come denuncia l’inchiesta di Deaglio (Uccidete la democrazia1- Uccidete la democrazia2- intervista Deaglio- I dati sulle schede).
Arrivati a questo punto c’è a chi può scocciare dover convalidare le scelte dei partiti per le liste, come prevede il porcellum, ed è proprio per questo che vi voglio spiegare perché voterei Partito Democratico.
Come ben dice Weltroni: “Non scegliete quale partito, scegliete quale paese”, e i due che si stanno confrontando sono due paesi profondamente diversi, due paesi da cui non può nascere nessun inciuccio, Uno è un paese stanco e immobile L’altro è un paese moderno e dinamico;
Un paese che sperpera il nostro denaro pubblico L’altro che rimette in ordine i conti e ci ha fatto entrare in Europa;
Un paese che fa della politica estera una barzelletta, corteggiando le cape di stato e facendo le corna nelle foto, L’altro che ha rimesso l’Italia al centro di una politica multipolare;
Un paese che ha svuotato l’anti-mafia che sino al 2001 stava combattendo contro il Sistema L’altro che ha detto chiaramente: “Le mafie non ci votino!”;
Un paese che vuole spaccarsi in due, al Nord con la Lega Nord al sud con “Lega Sud”, L’altro che lo vuole unire dicendo Basta! alle divisioni ideologiche, Basta! ai Guelfi e Ghibellini, Basta! ai Comunisti e Berlusconiani, Noi siamo Democratici con le nostre differenze con le nostre idee;…
…e cento di altri motivi, non solo ideali, ma anche concreti, per votare P.D..
Infatti nel nostro programma vogliamo dare un futuro ai giovani, rendendo il lavoro “atipico”, “precario” un’eccezione utilizzato solo per inserire le persone nel mondo del lavoro: la precarietà non può essere una condizione di vita; vogliamo ridare potere d’acquisto ai pensionati dandogli 400€ in più al mese a chi ha le pensioni più basse.
Soldi, concretezza, non solo idee e parole come sentite, sentiamo da anni.
Rendere l’Italia parte dell’Europa, gli italiani concittadini dei francesi, degli spagnoli rendendo questo paese, il nostro paese, non più clientelare ma rendendolo il paese del merito.
Attraverso serie e radicali riforme, inanzitutto snellendo la burocrazia statale attraverso una semplificazione normativa: diminuiremo di 5000 il numero delle leggi.
Cose concrete non parole.
Dopo la vittoria – che stiamo costruendo in queste ore, letteralmente giorno e notte, in questi attimi, mentre stai leggendo- il nostro programma sarà il vincolo per ogni azione di governo che voi potrete giudicare senza che si possano poi presentare alibi.
Nonostante questa legge elettorale disastrosa, queste elezioni sono più che importanti.
Dal 1861 al 1920 a governare l’Italia sono stati i liberali, i latifondisti, i trasformisti e Giolitti, poi per vent’anni il fascismo e dopo la guerra la Democrazia Cristiana ha dominato la scena politica senza una vera alternanza. Nella II repubblica abbiamo fatto i conti con la falsa speranza del maggioritario e governi ingovernabili per i veti incrociati di partitini e partiti vuoti.
Ora, grazie alla scelta del Partito Democratico di andar LIBERO, ci possiamo considerare una democrazia europea, immatura, ma europea: il 13 e il 14 Aprile sceglieremo tra due proposte di governo… spero che siano ben chiari i limiti dell’altra!
Per la prima volta ci si ripropone di unire il paese, perché è appunto dal 1861 che invece di fare gli italiani, si è disfatta l’Italia e si sono fatti glia affari loro (i poteri).
So bene di essere retorico, so bene che di tutto ciò che ho detto sarà fatto l’1%, ma la direzione è quella: stiamo scavando il solco, si tratta poi di seminare. So bene che la vecchia politica, anche al nostro interno, non si è riusciti a cancellarla in così poco tempo… Ma è solo l’inizio!

Alberto Spatola