lunedì 15 settembre 2008

Spatolaa-Wikinews

Come già vi ho scritto, ho pubblicato un articolo su Wikinotizie sulla legge elettorale europea futura. Ne ho scritti altri due, uno non pubblicato l'altro pure per ora.
Pubblico questi ultimi due articoli, prima l'ultimo, e vi invito, vi consiglio di visitare il sito di Wikinotizie.
P.S.: Ho creato per l'occasione la nuova etichetta "spatolaa-wikinews".

L’Enel, le pale eoliche e Gela. Ecco cosa sta succedendo nella città della Trinacria.
A Gela e nei comuni confinanti di Licata e Butera l’Enel, in collaborazione con la MONCADA costruzioni di Agrigento, ha presentato un progetto per la costruzione di un campo eolico off-shore che si situerà a tre miglia dalla costa, circa 5Kilometri, nella zona Sud-Ovest della città. Questo campo sarà il più grande del mediterraneo e nella zona maggiormente sfruttabile per la tecnologia eolica il quale usando torri alte 100metri con una potenza compresa tra i 3 e i 5 Megawatt, potrà produrre 1.150 milioni di chilowattora, cioè energia per 400mila famiglie, e risparmiare 800mila tonnellate di CO2 all’ambiente ed avrà un costo di mezzo miliardo di euro.
Il progetto è già pronto, è già stato sottoposto al ministero dell’ambiente con la richiesta di valutazione dell’impatto ambientale.
Ma il sindaco antimafia di Gela, Rosario Crocetta che vive sotto scorta, esponente dei Comunisti Italiani, dice già che il progetto così presentato non s’ha da fare, non lo fa persuaso, e che anche la sovrintendenza ai beni culturali di Caltanissetta si è espressa contro il nuovo impianto eolico.
La posizione del Sindaco è dovuta dal fatto che questo parco eolico andrebbe ad intaccare l’unica zona ancora intaccata dal petrolchimico, quella sudovest, e in questo modo, ponendo a sole tre miglia dalla costa le pale, Gela diverrebbe una città circondata: a Est il paesaggio è offuscato dal petrolchimico e dai suoi fumi, a Sud-Est ci sono i pozzi di estrazione in mare ed anche un pontile di diversi chilometri e a Nord ci sono altri pozzi di petrolio. L'unico spazio vivibile resterebbe quello di Sud-Ovest. Spazio che la città di Gela sta tentando di riqualificare per il turismo, infatti, il Sindaco di Gela, alla domanda, posta dal quotidiano online I love Sicilia, “Le lanciamo una provocazione, quella di cui parla lei non potrebbe diventare la spiaggia dell'energia sostenibile?” lui risponde così: “Assolutamente no, sarebbe una cosa di cattivo gusto. Abbiamo bisogno di far vedere ai visitatori arance, alberi e magari pale… di fico d’india, non eoliche”. Però un punto d’incontro c’è, infatti l’agguerrito Sindaco sarebbe favorevole a far installare subito le pale se l’impianto aiutassero Gela a liberarsi del petrolchimico, ma questo, nel progetto non è previsto, per la città di Gela non è previsto nessun vantaggio se non la servitù dell’impianto eolico.
Questo No bisogna ovviamente inquadrarlo all’interno della situazione dell’intera città la quale da cinquant’anni si ritrova progetti che si scoprono in seguito inutili o dannosi alla città. Ne sono un esempio le malformazioni neonatali e i numerosi morti dovuti alla centrale petrolchimica. I problemi però non vengono solo dal petrolchimico: interi quartieri sorti nella piana in un contesto in cui le unità abitative (abusive) sono superiori alla domanda abitativa stessa, due palazzetti dello sport a 100 metri l’uno dall’altro ed entrambi ancora per lungo tempo non fruibili dalla popolazione, un parco di Montelungo lasciato all’incuria e puntualmente incendiato nel periodo estivo, un polmone verde che si estende dalla villa Garibaldi al parco archeologico di Caposoprano lasciato all’abbandono e costantemente eroso dalla speculazione edilizia. Tutto questo può far capire come Gela non veda di buon occhio l’impianto eolico di cui non né trarrebbe vantaggi.Nessuno del fronte del no però ripone speranza nel parere negativo della sovraintendenza dei beni culturali, perché molto spesso tali veti sono stati rimossi dai Tribunali Amministrativi Regionali, ma Legambiente Sicilia spera, con un confronto aperto “senza pregiudizi, e nell’interesse generale” tra Eni, Enel amministratori locali e regionali, d’ottenere lo spostamento da 5 a 10 Km del campo eolico e il “baratta mento” tra l’inceneritore di petcoke e l’eolico, cioè Legambiente chiede che si costruisca si l’impianto eolico, ma si rottami il molto inquinante inceneritore. In più l’associazione del cigno dice che da anni invita gli amministratori locali a farsi loro stessi promotori di un progetto di parco eolico off-shore che consorzi i comuni del golfo, visto che investire in progetti eolici o fotovoltaici non comporta alcun rischio ed è un ottimo investimento finanziario e per l’ambiente.
fonti: Corriere di Gela; Corriere della sera; Voce d'Italia; Sostenibile; Atene online; AmbientEnergia; I love Sicilia.

In vista delle europee e delle amministrative le opposizioni si mobilitano.
Berlusconi, stando ai sondaggi, convince, con il suo governo quasi il 60% degli italiani. Ma le opposizioni cercano, con diverse iniziative, di fermare il consenso del cavaliere:
Il partito Democratico con la manifestazione del 25Ottobre e la petizione Salva l’Italia;
L’Italia dei Valori con la raccolta di firme per il referendum abrogativo contro “il lodo Alfano” ed a un raduno, per la raccolta di firme, in piazza Navona l’11Ottobre;
Grillo, che non vede differenze tra lo “psiconano e topo gigio”, lancia le liste civiche, ora unite da un unico simbolo;
L’U.D.C., con il segretario Cesa, nel caso in cui Berlusconi tolga le preferenze alle europee, dice che il loro simbolo comprenderà la scritta “SI PREFERENZE”.
Il P.D. e l’I.d.V
Ormai separati, Veltroni e Di Pietro si guardano da lontano, uno dalla summer school l’altro dall’incontro nazionale dell’I.d.V. a Vasto, ma si rincontreranno il 25 Ottobre alla manifestazione del P.D..
DiPietro da Vasto ha detto chiaramente che: “(...) il 25 Ottobre il partito democratico fa una manifestazione contro le politiche del governo del centro-destra: Noi siamo persone serie, Noi siamo contro questo governo e parteciperemo anche Noi, con le nostre bandiere, siamo persone serie Noi. Noi non diciamo siccome lo fa Di Pietro non ci vado io, come hanno fatto a Piazza Navona loro, Vergogna! (…)” quindi insieme per un giorno, ma solo per non voler “spaccare il popolo del partito democratico” perché così “si perdono le elezioni” come ha detto l’ex PM.
Da canto suo, il segretario del Partito Democratico Veltroni, vuole rilanciare il suo Partito, attaccando indirettamente l’ex alleato con queste parole: “(…) solo noi possiamo essere l’alternativa nuova, seria, razionale, [al governo Berlusconi] che non fa leva sugli umori e sugli istinti, ma sulla speranza. (…)”.
Grillo unisce le liste civiche
Dalla notte grigio topo, nel CEP, ponente genovese, Grillo lancia il suo movimento con tanto di simbolo e primo incontro, usando un linguaggio politico, il primo congresso.
Il simbolo sarà, secondo le dichiarazioni fatte ai giornalisti, una V, quella del V-Day, contornata da cinque stelle e il primo incontro, tra meet up e liste civiche grilline, sarà a gennaio del 2009; prima delle amministrative su cui Grillo punta molto “per un nuovo rinascimento”.
L’Unione di Centro e le preferenze
L’U.D.C., che fonda le sue radici nella democrazia cristiana, partito che aveva tra i suoi massimi dirigenti Andreotti, il quale fu a lungo imbattuto per numero di preferenze, non ci sta a rinunciare alla scelta del candidato.
La tradizione delle preferenze dell’U.D.C. è anche più recente; basta pensare ai moltissimi voti presi da Totò Cuffaro, detto Vasa Vasa, alle europee del 2004. Insomma il partito di Casini, tranne quando ha votato la legge elettorale, poi denominata porcellum, ha sempre impugnato la bandiera delle preferenze e così vuol rifare alle prossime europee. In questo modo il partito centrista si antepone in modo netto al governo del centrodestra divenendo anche lei una delle tante opposizioni.
Fonti:
Secolo XIX Nasce al CEP il partito di Grillo ;
Rainews24 Veltroni:la destra sta rovinando l'Italia;
Virgilio notizie DiPietro sfida PD: Finito tempo annessioni, decidete su Abruzzo;
Ansa UDC, a europee nuovo simbolo con "si preferenze".

Alberto Spatola