venerdì 13 febbraio 2009

Carta d'intenti di Stefano Gaggero -Candidato Segretario Territoriale dei Giovani Democratici di Genova-


Carta d'intenti

1. Che cosa sono i Giovani Democratici?

    La prima cosa che dobbiamo chiederci è: "che cosa sono i Giovani Democratici?", più in generale: "che cos'è la giovanile di un partito?".
    La giovanile è, e deve essere, quell'organismo capace di fornire il proprio partito di idee nuove e di una valida classe dirigente.
    Una giovanile che funziona è quel luogo dove ragazze e ragazzi si confrontano ed elaborano politiche.
    Poiché non ha senso un'elaborazione politica che non contribuisca a determinare le scelte della collettività, una giovanile che funziona è anche quell'organismo in grado di imporre le proprie idee e le proprie politiche al suo partito.
    E poiché non hanno senso delle politiche nuove e geniali che siano lasciate in mano a una classe politica vecchia e logora, una giovanile che funziona è anche quell'organismo che ha la forza di far eleggere le sue ragazze e i suoi ragazzi migliori nelle istituzioni pubbliche e che li supporta affinché diventino alti dirigenti del loro partito.
    Tutto questo dovranno essere i Giovani Democratici qui a Genova se vorranno davvero servire a qualcosa, se vorranno davvero lavorare per una società migliore.

2. Come organizzare i Giovani Democratici

    La prima missione che noi Giovani Democratici di Genova ci troveremo ad affrontare, non appena eletto il nostro Segretario, sarà di darci un'organizzazione che ci permetta di realizzare i nostri scopi.
    La prima caratteristica di una simile organizzazione è l'apertura. I Giovani Democratici dovranno essere aperti alla partecipazione di tutte le ragazze e di tutti i ragazzi di Genova e della Provincia, studenti e giovani lavoratori. È necessario rifiutare certe concezioni che vedrebbero la giovanile come un club ristretto di amici aperto alla partecipazione di pochi.
    Ovvia conseguenza dell'apertura è la democraticità: non è davvero aperta e inclusiva quell'organizzazione che non è democratica. I membri dei Giovani Democratici dovranno essere gli unici e veri sovrani della giovanile. Attraverso di loro dovranno passare tutte le decisioni che abbiano rilevanza, dalla scelta del Segretario alla determinazione delle politiche da portare avanti.
    Un'altra caratteristica fondamentale di una vera giovanile è l'autonomia dal partito. I giovani devono influenzare il partito e non viceversa! Per questo i Giovani Democratici dovranno rivendicare con forza e senza timori il proprio ruolo autonomo nei confronti del Partito Democratico, e non dovranno avere alcuna remora a far sentire la propria voce ogni volta che occorra!
    Questione non secondaria implicata dall'autonomia è l'essere dotati di proprie risorse economiche. I Giovani Democratici dovranno pretendere che il Partito Democratico gli assegni una quota delle proprie finanze: non c'è organismo che tenga se non ci sono i soldi a supportarlo!
    I Giovani Democratici dovranno essere presenti nella società. Dovranno rifiutare visioni centralistiche e organizzarsi con numerosi circoli autonomi e vitali, diffusi in tutta Genova e la Provincia. Dovranno essere fortemente presenti in tutte le scuole superiori e nell'Università con proprie liste e propri rappresentanti. Dovranno dialogare e collaborare strettamente con il vario e dinamico mondo dell'associazionismo e del volontariato.
    Infine, l'intera organizzazione dei Giovani Democratici dovrà essere improntata al principio di responsabilità. Responsabilità, prima di ogni cosa, dei suoi membri e, in particolare, dei suoi dirigenti e di chiunque altro ricopra cariche.

3. Quali le idee dei Giovani Democratici?

3,1. Europa

    L'Unione Europea è, generalmente, se non bistrattata, ignorata. I Giovani Democratici di Genova non devono commettere questo errore e dovranno avere la consapevolezza che l'Unione e quella cosa che si permette il nostro attuale vivere in un sistema di prospere democrazie. Sarà nostro compito, anche dal nostro piccolo livello genovese, premere per una sempre maggiore integrazione degli Europei e per una riforma che renda l'Unione un vero Stato democratico.

3,2. Mondo

    I Giovani Democratici di Genova dovranno pronunciarsi con forza sulle questioni internazionali che si pongono e si porranno all'attenzione di tutti i cittadini del modo; i Giovani Democratici di Genova dovranno esprimere la loro volontà di un mondo democratico dove i diritti umani siano garantiti a tutti, dovranno condannare chiunque attenti a un tale ordine internazionale e dovranno ricordare che servono delle Nazioni Unite più forti e capaci di garantire un ordine siffatto.
    I Giovani Democratici di Genova potranno, in particolare, agire sul fronte della solidarietà internazionale, collaborando con le associazioni a ciò rivolte e domandando anche un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali.

3,3. Democrazia

    I Giovani Democratici non dovranno perdere occasione per riaffermare i loro attaccamento ai valori della democrazia.
    Questo richiede, in particolare, di ricordare le origini dell'Italia e dell'Europa democratiche nella resistenza al nazifascismo.
    Richiede di battersi contro ogni forma di discriminazione, sia essa fondata sul sesso, l'età, l'origine sociale, la nazionalità, l'orientamento sessuale, la religione (solo per citare alcune forme di discriminazioni che a Genova e nella Provincia si manifestano in maniera acuta).

3,4. Economia e Lavoro

    Genova e la Provincia hanno notevoli potenzialità di sviluppo economico. In particolare, nei settori delle tecnologie avanzate (si pensi all'IIT e alle sue ricerche nel campo della robotica), della cultura e del turismo. E quasi superfluo, poi, ricordare che l'area metropolitana di Genova avrebbe tutte le carte in regola per svolgere la funzione di porta dell'Europa verso i nuovi mercati, sopratutto dell'Asia.
    Tuttavia, in nessuno di questi settori si è mai cercato di sviluppare tutte le potenzialità della nostra Provincia. Il che con tutti i noti e gravi problemi che ne conseguono (disoccupazione e fuga dei giovani in primo luogo).
    Dovrà essere impegno dei Giovani Democratici il cercare di imprimere un deciso cambio di rotta, in particolare cercando di determinare le azioni del Partito Democratico e le decisioni degli enti locali.
    Inoltre, i Giovani Democratici dovranno confrontarsi con quella che è una vera lotta per la civiltà: la lotta alle morti sul luogo di lavoro. Il porto di Genova è, in particolare, il luogo dove andrebbero concentrati gli sforzi maggiori per combattere questo abominio.

3,5. Affari Sociali

    I Giovani Democratici dovranno dire la loro anche in materia di affari sociali.
    Potremmo scrivere un libro sul tema. Citerò solo due problemi non secondari a Genova e in Provincia, forse i più importanti.
    Il primo problema, problema più generalmente di tutta l'Italia, è la carenza di politiche di sostegno alla famiglia. Questo a Genova si esplica in particolare nella scarsità di asili e di servizi di assistenza agli anziani. È inutile dire come tutto ciò sia a discapito delle giovani coppie.
    Il secondo è che la nostra area metropolitana non è vivibile, non è davvero a misura d'essere umano. Anche su questo i Giovani Democratici devono dire la loro e cercare di far sì che le cose cambino. La non vivibilità della nostra Provincia si manifesta in centomila modi diversi, se volgiamo limitarci degli aspetti che più immediatamente riguardano noi giovani potremmo ricordare l'inadeguatezza delle aree verdi, delle strutture sportive, dei servizi culturali (le biblioteche chiudono a ore impossibili, non c'è un sistema d'internet wireless urbano, i teatri costano troppo, e avremmo anche un patrimonio mondiale dell'Umanità, che però è in gran parte inaccessibile), dei trasporti pubblici.

3,6. Scuola e Università

    Sulla scuola e l'Università tanto sì è detto negli ultimi tempi. I Giovani Democratici dovranno affermare una visione completamente opposta a quella delle riforme Gelmini: l'istruzione è un bene primario e pubblico.
    Relativamente alla scuola, i Giovani Democratici dovranno rifuggire dall'idea di preoccuparsi solo dei licei, e dovranno prestare grande attenzione anche agli istituti tecnici e professionali, che nella nostra città sono, o quantomeno erano e in tal caso dovranno tornare a essere, centri d'eccellenza.
    I Giovani Democratici dovranno garantire ai rappresentanti nelle superiori che fanno loro riferimento il massimo supporto possibile nel garantire una scuola migliore. Analogamente dovrà procedersi nell'Università, nella quale, in particolare, ci si dovrà concentrare nel favorire una riforma dei sistemi interni.

3,7. Giustizia e Sicurezza

    Genova, come tutte le grandi città, e così anche la Provincia, ha problemi di sicurezza. Vero è che Genova risulta una delle aree più sicure d'Italia, ma questo significa poco. Il diritto dei cittadini, infatti, non si esaurisce nell'essere sicuri, ma anche nel sentirsi tali. E poi non possiamo trascurare fenomeni inquietanti come quello della criminalità giovanile, che ha assunto dimensioni non più tollerabili e va affrontato con decisione. I Giovani Democratici dovranno parlare anche di questo.

3,8. Immigrazione

    Genova e la Provincia si sorreggono anche grazie alla presenza di decine di migliaia di persone giunte qui da ogni parte del globo in cerca di un futuro migliore. Tuttavia niente è stato fatto, o comunque è stato fatto molto poco, per favorire l'integrazione di queste persone nella collettività. Si può segnalare soltanto come sia stata permessa la ghettizzazione degli immigrati, che sono finiti quasi tutti a risiedere nel Centro Storico.
    La mancata integrazione genera conflitti e tensioni; alimenta ingiustificabili fenomeni di razzismo e xenofobia tra gruppi contrapposti. I Giovani Democratici dovranno spendersi affinché gli enti locali potenzino il più possibile le loro politiche in favore dell'integrazione dei nuovi cittadini. Il forte supporto dei Giovani Democratici all'idea che il Comune di Genova aveva lanciato di estendere il voto anche agli stranieri da tempo residenti potrebbe essere un buon punto di partenza.

3,9. Ambiente

    La Provincia e la città di Genova potrebbero vantare un ambiente e un paesaggio magnifici (si pensi ai parchi e alle passeggiate di Genova, da Voltri a Nervi, si pensi a molte zone dell'entroterra e al Golfo del Paradiso), ma gran parte di questo patrimonio e trascurato.
    E che dire della raccolta differenziata, pressoché inesistente?
    Anche su questi temi, i Giovani Democratici non potranno esimersi dal portare avanti le loro idee e proposte.

Stefano Gaggero