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lunedì 19 dicembre 2011

Cosa si augurano i giovani per il 2012

Pubblico un mio articolo uscito questo mese sul giornalino del Circolo del Partito Democratico di Sestri Ponente:

Nel 2010 i giovani erano una generazione senza voce, tutti si chiedevano dove fossero: ci pensavano sonnolenti per via di anni di TV.

Nel 2011 abbiamo guadagnato spazio, è ora chiaro a tutti che i giovani esistono. Con la primavera araba, con gli indignati di Stati Uniti e Spagna, coi tanti precari che chiedono futuro e, non ultimi, con gli “angeli del fango”, i giovani partecipano, fanno originali e interessanti proposte, portano avanti legittime richieste, si sporcano le mani.

Se continueremo a percorrere questa strada, col 2012 arriverà il momento in cui i giovani non avranno solo voce, ma terreno fertile per le loro idee e la capacità di rappresentarle nella società.

La “generazione del futuro” di fronte all'anno prossimo si fa molti auguri, pur consapevole che non è un'epoca di sogni da realizzare, ma, per il momento, di conquiste da difendere.

I giovani vorrebbero, svegliandosi dalle baldorie di San Silvestro, aver la possibilità di conquistare un posto di lavoro e avere uno Stato che investe nell'istruzione: perché i cittadini, ancor di più se giovani, non devono sentirsi voci di bilancio, ma membri di una comunità.

La mia generazione vorrebbe, masticando il carbone della prossima epifania, poter costruire una politica che inizi ad affrontare grandi questioni, per esempio il tema del cibo, tra le radici profonde delle rivoluzioni mediorientali, il tema della cementificazione e la tutela del verde. Per poter toccare questi argomenti, i giovani vogliono la possibilità di influire sulle scelte del paese: i ragazzi chiedono partecipazione!

Gli auguri che i giovani si fanno per l'anno prossimo sono ben più numerosi dei pochi da me scritti, ma ho scelto solo questi auspici perché non c'è maggiore originalità, in questa generazione, che nel voler uscire dalle brutture delle città riscoprendo i territori, e, al tempo stesso, nel sentirsi globalizzati e figli di un'unica cultura europea.

Per capire se queste speranze, volute con impazienza, porteranno con sé qualche sbaglio dovremmo superare ancora molti “San Silvestro” e mangiare altro carbone, intanto non ci resta che lottare.

Alberto Spatola

domenica 4 dicembre 2011

Mettendo a posto la camera...

Mettendo a posto la camera ho trovato una "lettera" scritta per una assemblea d'istituto al liceo Gobetti di circa un anno fa, la pubblico tardivamente volentieri:
Caro Babbo Gobetti,
non ti chiamiamo così per un'eccessiva ironia studentesca, ma perché ci riconosciamo in te come fossi un babbo, un padre. Come un padre che è da esempio, un padre come punto di riferimento, un modello.
In questa giornata, da un'Italia per certi aspetti simile a quella che tu hai vissuto, ti scriviamo non per richiedere doni, ma per esprimere, sfogare, esternare la nostra impazienza e così, in un rito collettivo, squarciamo il velo d'ipocrisia che avvolge la scuola.
Tu, babbo Gobetti, che hai saputo rinunciare a cariche offerte perché mettevi la cultura personale al primo posto, tu che hai saputo essere uno studente modello, ma in modo critico, sei il paradigma di come dovrebbe essere la classe studentesca, la nostra generazione quest'oggi, in quest'epoca: nonostante l'apparente gracilità e debolezza, sei stato, e noi vorremmo essere, un faro di cambiamento e, perché no, di ribellione, in un paese addormentato, che al tuo tempo declinò in un sonno ventennale, mentre noi lo vorremmo tener desto; ed è per questo che ti spieghiamo il perché del nostro prostestare."

Alberto Spatola

sabato 3 dicembre 2011

Iniziativa "Le primarie..."







Martedì 6 Dicembre alle ore 18

interverrà
STEFANO BERNINI
presso l'atrio di Palazzo Fieschi, Via Sestri

Iniziativa "Le primarie..."
Discussione in merito alle primarie e alla partecipazione dei cittadini alla vita politica e dei partiti.
Il circolo Pd di Sestri Ponente
ospita il gruppo di elaborazione politica
"Work In Progress"
parleranno
Stefano Gaggero, Alberto Spatola, Ugo Truffelli







Evento Facebook

giovedì 24 novembre 2011

Mozione sullo Svolgimento di Referendum Programmatici di Coalizione Contestuali alle Elezioni Primarie per le Elezioni Locali, 21-XI-2011

Il testo della mozione presentata, discussa e votata durante la Direzione del PD Genova del 21-XI-2011, per lo svolgimento, contestuale alle primarie per le elezioni locali, di referendum programmatici su alcuni punti fondamentali del programma di coalizione.

La proposta è stata respinta.

Per leggere clicca qui.

domenica 23 ottobre 2011

Documento sull’Organizzazione del Partito Democratico

Documento sull’Organizzazione del Partito Democratico

La riflessione sull’organizzazione del Partito è tanto utile quanto è lampante la crisi democratica che sta attraversando il paese, se consideriamo come questa involuzione si stia affiancando ad una preoccupante crisi economica. dovremmo facilmente dedurre che i due fenomeni siano in parte collegati e come ne siano in parte collegate le soluzioni.

Senza doversi addentrare in una disanima approfondita, ci possiamo trovare concordi nel dire che vi sia sempre un maggior bisogno di Politica, in grado di fare scelte importanti, in grado di farci uscire da questa situazione, ma le decisioni hanno bisogno di un forte sostegno sociale ed è per questo che nel far le nostre proposte abbiamo seguito una importante riferimento: la partecipazione. Partecipazione che vorremmo sia utilizzata anche nel valutare le idee discusse presso Stabilimenti, vorremmo infatti che le proposte, di questa conferenza programmatica, non siano discusse solo in sede di segreteria o direzione regionale, ma anche, dove possibile, attraverso referendum tra gli iscritti.

Abbiamo quindi trattato i temi che maggiormente hanno animato il dibattito sul documento del Segretario Bersani, scritto in vista della conferenza nazionale sul Partito, molti intorno alle primarie e altri sul rapporto Partito ed eletti nelle istituzioni.

Rapporto iscritti ed elettori

Spesso si descrive il rapporto tra iscritti ed elettori, come un rapporto conflittuale, in virtù di presunte superiorità degli uni in quanto "militanti" e degli altri in quanto "società civile".

Questa prospettiva è probabilmente viziata da una prospettiva particolaristica, che non permette di vedere come se gli elettori hanno acquisito un nuovo ruolo, inedito, un tempo riservato di fatto alla dirigenza, adesso sia arrivato il momento di rivedere la figura del militante: affidandogli nuovi ruoli che vadano oltre quelli tradizionali.

Prima di tutto nei circoli si può notare un forte bisogno di essere partecipi del processo di elaborazione politica in atto, che però difetta nel coinvolgere la base.

Per questo pensiamo sia utile che si istituiscano dei forum tematici di elaborazione politica permanenti in cui mettere in sinergie gli iscritti e gli elettori del Partito e inoltre:

— Proponiamo che vi si istituiscano dei gruppi di lavoro permanenti, in ogni unione municipale, di riviera o di vallata, in cui, attraverso la gestione e la moderazione di un membro delle segreterie dei circoli, si interagisca con gli elettori delle primarie, per coinvolgerli su alcune tematiche e ricevere proposte.

— Proponiamo che sia possibile a tutti gli iscritti partecipare e contribuire ai dipartimenti tematici territoriali, possibilmente visibili sul sito del Partito in streaming.

— Proponiamo che i dipartimenti tematici siano propedeutici alla conferenza programmatica regionale e che quindi ogni autunno concludano il loro lavoro con proposte strutturate sotto forma di documenti politici.

— Proponiamo che tutti i segretari di Circolo siano informati, per mezzo email, ogni qualvolta un dipartimento territoriale si riunisce.

— Infine il ruolo degli iscritti può essere rivalutato se all’iscritto si da la possibilità di valutare il lavoro degli eletti e dei dirigenti di Partito, ma ancor di più se si istituisce, anche a livello regionale e locale, il referendum com’è previsto all’articolo 28 (Referendum e altre forme di consultazione) dello Statuto nazionale, in modo da ricevere il parere degli iscritti in merito a problematiche che dividono il Partito, su cui non si trovi una sintesi, oppure soltanto a fine consultivo.

Primarie di coalizione e ruolo del Partito Democratico

Nell’analizzare il problema, del rapporto PD e coalizione, si deve sottolineare come la costruzione delle coalizioni, in virtù di vincoli precedenti alle elezioni, sia una pratica tutta italiana, dovuta soprattutto alla legge elettorale vigente per l’elezione del Parlamento. Inoltre, oltre al cosidetto "porcellum", si aggiunge anche una certa remora, culturale e di calcolo politico, che il PD ha nel proporsi in maniera distinta alle elezioni, anche laddove la legge elettorale lo permetterebbe.

Sarebbe quindi utile, per uscire fuori dal giogo delle alleanze, riformare il sistema politico a partire dal livello nazionale, e saperci proporci con candidati e programmi, in modo da fare del PD il rappresentante del centrosinistra.

Se però guardiamo l’esistente e ci si focalizza su come rendere le primarie di coalizione non uno strumento di conta interna al Partito, si possono fare alcune proposte:

— Proponiamo che, seguendo il principio del comma 4 dell’articolo 20 (primarie di coalizione) dello Statuto nazionale, un iscritto al Partito Democratico alle primarie di coalizione si possa candidare solo se correla alla sua candidatura le firme di almeno il quaranta per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale e il venti per cento dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente.

— Inoltre proponiamo che il Partito dia sostegno logistico, organizzativo ai suoi candidati alle primarie di coalizione in modo tale che si crei un vincolo Partito-candidato, iscritti-candidato che scoraggi il sostegno a figure esterne al partito da parte dei militanti e scoraggi iscritti al PD a candidarsi come indipendenti aumentando le divisioni nel Partito.

Registro e Albo degli elettori

In questi quattro anni di Partito Democratico, ogni qualvolta si è proceduto ad elezioni primarie, si sono raccolti i dati degli elettori ex-novo senza mai far riferimento ai dati raccolti precedentemente perché non si è istituito un albo degli elettori.

Oltre alla semplice messa in funzione di uno strumento utile anche per poter coinvolgere gli elettori proponiamo:

— Proponiamo che ci si possa iscrivere all’albo anche presso le sedi dei circoli del Partito e su internet.

— Proponiamo che l’albo venga aggiornato ad ogni elezione primaria senza che venga "azzerato" ogni volta.

— Proponiamo che i dati non sensibili (Nome e Cognome e data di nascita) siano pubblici e con la possibilità di segnalare, anche via internet, agli organi competenti, eventuali persone iscritte ad altri partiti o movimenti politici avversi o concorrenti al Partito Democratico.

— Proponiamo che tutti i dati raccolti siano custoditi secondo gli opportuni vincoli dettati dalla legge sulla privacy, ma vi sia pertanto la possibilità di consultare l’albo, da parte dei candidati alle primarie del Partito, per la pubblicizzazione della loro candidatura e del proprio programma, e da parte dei segretari di circolo per il territorio di competenza.

— Proponiamo che in caso di primarie di coalizioni, si istituisca per l’occasione un registro degli elettori, col solo scopo d’essere utilizzato per la campagna elettorale dell’alleanza.

Svolgimento delle primarie laddove vi sia rischio di infiltrazione mafiose

Laddove vi sia il rischio di infiltrazioni di stampo mafioso può essere utile evitare di procedere ad elezioni primarie per la scelta delle candidature, ma una scelta di tale peso può essere presa solo dal segretario nazionale e solo in virtù di candidature autorevoli di conclamata competenza e moralità. Pertanto per poter far si che vi sia una costante attenzione sulla ingerenza delle mafie nel sistema politico:

— Proponiamo che si istituiscano commissioni antimafia che si occupino di segnalare i casi in cui si vi è il rischio che i risultati delle primarie vengano viziati da infiltrazioni mafiose. Per rendere evidente la consapevolezza che le mafie non siano un fenomeno limitato ad alcune aree del paese, si propone che le commissioni antimafie siano cinque: una per il Nord Ovest (Liguria, Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia), una per il Nord Est (Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia), una per il Centro (Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise), una per il Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), una per l’area insulare (Sardegna, Sicilia).

Rappresentanza territoriale nelle direzioni

Nella relazione del Segretario nazionale vi è la proposta che parte delle direzioni dei diversi ambiti territoriali sia espressione degli organi direttamente inferiori. Questa è una proposta più che condivisibile, ma che va approfondita per evitare che porti ad un indiretto allargamento ingiustificato delle direzioni e che gli organi inferiori (per esempio, per la direzione territoriale, le unioni municipali, di riviera, di vallata, eccetera) non seguano prassi democratiche nell’esprimere i loro rappresentati o che vengano rappresentati in maniera proporzionale.

Pertanto:

— Proponiamo che, l’elezione dei rappresentati degli organi di base, avvenga attraverso un voto ponderato ad ogni elettore che può esprimere due preferenze, uno per genere, nella direzione di competenza.

— Proponiamo infine che l’assemblee di partito siano diminuite nel loro numero, non per tagliare la rappresentanza, ma per non renderle pletoriche e quindi ininfluenti, per far si quindi che, diminuite nel loro numero, vincolino le direzioni a non essere maggiormente allargate rispetto ad ora.

Elezione degli organi regionali del Partito

Con la relazione del Segretario nazionale Bersani si sono aperti diversi interrogativi sul livello regionale del Partito cui è giusto dar risposta.

Con la nascita del Partito Democratico il livello regionale, rispetto ai partiti precedenti, ha acquisito un importante ruolo politico, di elaborazione e di costruzione di nuova classe dirigente, in virtù soprattutto dell’utilizzo dello strumento delle primarie per l’elezione del Segretario regionale e dell’Assemblea regionale. Pensiamo che in virtù di una visione federalista del Partito sia utile mantenere le primarie come strumento per eleggere l’assemblea regionale e il suo Segretario, visione federalista fondamentale per una vicinanza ai territori, anche quelli rurali, che rappresenta una importante fetta della popolazione, dove il PD ha meno voti, e per compensare l’importante ruolo dato agli amministratori con la riforma elettorale del 1993.

Inoltre:

— Proponiamo che l’elezione del Segretario regionale non sia contestuale, ma avvenga due autunni successivi alle elezioni primarie per l’elezione del Segretario nazionale, così come era nelle intenzioni dello Statuto nazionale che prevedeva un fase costituente nazionale di due anni e regionale di quattro, rendendo non contestuali le due elezioni primarie.

— Proponiamo che, come avviene per il Segretario nazionale, il Segretario regionale sia il candidato Presidente di Regione per il Partito Democratico, questo eviterebbe divisioni in sede di possibili primarie di coalizione, darebbe maggiore impulso ad un processo di federalizzazione del Partito che sta dando importanti e interessanti frutti rendendo fondamentali le primarie per l’elezione del Segretario.

Rapporto Partito ed eletti nelle istituzioni

Molti fatti confermano l’opinione comune che negli ultimi anni vi sia sempre meno collaborazione tra gli eletti nelle istituzioni e il Partito, è inutile dire come questa mancanza sia risolvibile con un cambiamento culturale che porti gli organi di Partito ad avere una maggiore autorevolezza e a spersonalizzare il confronto politico ed elettorale.

Per poter però già solo intraprendere un percorso di maggiore collaborazione tra gli organi di Partito e gli eletti nelle istituzioni del Partito Democratico:

— Proponiamo che si istituisca una mailing list tra i capigruppo del PD, i segretari e i responsabili di dipartimento, in cui si comunichi quando vi sono le riunioni di consiglio, di giunta, delle commissioni e relativi ordini del giorno e delibere.

— Proponiamo inoltre che le informazioni, comunicate ai segretari e ai responsabili di dipartimento, laddove possibile e utile, siano pubblicate sui siti del Partito Democratico.

— Proponiamo infine che sia esplicito compito dei dipartimenti tematici regionali e territoriali organizzare periodici incontri di rendicontazione dell’operato degli eletti, in cui anche il Partito faccia proposte sull’attività legislativa o amministrativa.

Riconoscimento giuridico dei Partito

Molte volte sono stati presentati disegni di legge che mirano a riconoscere i Partiti a livello politico. È indubbio che sia necessario una regolamentazione del sistema dei Partiti in Italia, in maniera tale che si agevoli le liste già presenti nelle assemblee elettive e che invece faccia richieste maggiori alle liste di nuova presentazione.

In questa direzione ci siamo mossi con la proposta di legge elettorale per l’assemblea legislativa ligure e pensiamo che i codici elettorali possano essere il giusto strumento per riconoscere in maniera indiretta i Partiti.

Costi della politica

Molte volte si confondono gli opportuni tagli ai privilegi e ai costi-sprechi della politica, con tagli alla rappresentanza. Numerose proposte di riforma, a volte anche del PD, hanno invece confuso i due piani facendo sì che questo momento in cui vi è attenzione sui "costi della politica", non sia anche l’occasione di riorganizzare la struttura statale in maniera più efficiente.

Ne sono un esempio gli Enti Locali, a cui si sono ridotti i relativi consigli, ma non si è pensato a riformarli, se non con famosi "tagli orizzontali", come sarebbe utile. Facendo un altro esempio, noi riteniamo che non è con il dimezzamento dei parlamentari che si riducono i "costi della politica", ma attraverso il superamento dell’anomalia del bicameralismo perfetto, sostituendo il Senato con un Consiglio delle regioni i cui membri siano espressione degli Enti Locali.


http://www.wiprogress.org/index.php?option=com_content&view=article&id=40:documento-sullorganizzazione-del-pd&catid=16&Itemid=180

venerdì 7 ottobre 2011

WiRepresent!


VENERDÌ 14 OTTOBRE - ORE 18:00
Circolo ARCI "Merlino" di Sestri Ponente
Via Galliano 16, Genova
(cartina per arrivare al luogo)
Discussione col Prof. Fulvio Venturino, dell'Università di Cagliari, sulla proposta di Regolamento delle primarie.
Divulgazione dei risultati del questionario sulla rappresentanza politica e le primarie.
Presentazione di una
proposta di Legge elettorale regionale per la Liguria.
Vino bianco e focaccia per tutti, dopo il dibattito
.

Puoi contattarci a questo indirizzo email: wiprogress@wiprogress.org.
Ezio Bellentani eziobellentani@wiprogress.org
Alberto Spatola albertospatola@wiprogress.org
Evento Facebook: https://www.facebook.com/event.php?eid=124067237699966

lunedì 3 ottobre 2011

Work In Progress


Nasce "Work In Progress", un gruppo di ragazzi, del Partito Democratico della Liguria, di cui faccio parte.
Un gruppo di ragazzi uniti dal comune desiderio di avvicinare gli elettori al PD, perché sia non solo una casella da barrare ma un'idea in cui credere.
Work in Progress
vuole essere un centro di elaborazione politica, un piccolo laboratorio in cui impegno, partecipazione, libertà, solidarietà, giustizia, ambiente, progresso entrano sotto forma di idee ed escono sotto forma di proposte.
Proposte concrete, di qualità, da calare nella realtà del PD per renderlo sempre più conforme agli ideali in cui crede, gli ideali di chi lo stima, lo vota o vi milita all'interno.
Nelle realtà locali come nel panorama nazionale, vogliamo che la Democrazia diventi la specialità del PD; vogliamo un Partito coerente col suo nome, un punto di riferimento per i progressisti italiani.

Il PD rappresenta il tronco e i rami della sinistra italiana. È tempo che metta i fiori.
Noi ci stiamo lavorando.