lunedì 23 settembre 2013

La pazzia dell'oca

Sarebbe inutile ripercorrere le due giornate di Assemblea nazionale PD con una rapida successione di stupore, satira e incazzatura.
Anche perché l'assemblea che si è appena tenuta non ha riservato nessuna reale sorpresa a chi è abituato ai luoghi (poco ameni) del PD, assemblee, regole decise all'ultimo, corridoi che stravolgono qualunque logica democratica, passerelle sono all'ordine del giorno.
Quello che invece fa rabbia è il distacco con i problemi e le sfide del paese: come possiamo voler modificare la Costituzione se poi per cambiare qualche comma del nostro Statuto calpestiamo ogni logica, senza nemmeno in realtà riuscirci a riscrivere alcunchè? Come possiamo semplificare la pubblica amministrazione se siamo tanto complicati e attaccati a privilegi vecchi e nuovi nel decidere come chi dev'essere il prossimo Segretario?
E così continuamente si torna sui propri errori senza aver deciso nulla e rimandando, come il più pazzo dei partecipanti al gioco dell'oca.
Purtroppo è una pazzia non solo della dirigenza, ma anche dei tanti piccoli papaveri (copyright Lanteri) che stanno abbracciando quello cool senza sapere cosa significhi, credendo che più centristi si è e più si possa allontare la malattia della sconfitta, quando invece il tempo della terza via è bello che andato e noi lo abbiamo sprecato buttando giù Prodi, e sappiate che alle primarie vince quello più "centrale" non quello più centrista.
Ma si sa quello che importa a queste oche pazze è di rimanere sul tabellone non di avanzare, per fortuna c'è invece chi ha capito che va cambiato il Partito e partita, è il tempo di costruire un popolo, e non carriere, e  per questo hanno fatto un appello semplice: non vuoi più vedere questa classe dirigente del PD? Iscriviti e rompi gli schemi, decidi!
Per fortuna che ci sono persone come +Fabrizio Barca, Felice Casson, +Giuseppe Civati, Laura Puppato e Debora Serrachiani.
Purtroppo è una pazzia non solo italiana, giusto poche ore fa si è concluso lo spoglio elettorale in Germania e il verdetto è abbastanza chiaro. Anche lì la sinistra torna sui suoi errori, coi SocialDemocratici malati, tra molte cose (per esempio nessuna visione di Europa), di mancanza di leadership, infatti hanno proposto al paese l'ex Ministro delle finanze del governo Merkel, quello delle larghe intese, insomma il simpatico Peer Steinbrück, una specie di Zanonato tedesco, che nemmeno noi ci sogneremmo di candidare fra cinque anni alla guida del paese.
O Chissà!
Appunto chissà, chissà quando capiremo che la via per creare una sinistra moderna non è poi così lontana, ma è in noi stessi.

Alberto Spatola, il Consigliere