Pagine

lunedì 18 febbraio 2008

Macchia

Macchia è ciò che significa Spot in inglese, come se fosse un elemento inquinante che mal combacia con la normalità, ma è proprio così? La pubblicità si distingue con nettezza dal "resto"?
Prima di iniziare il ragionamento vi do un semplice dato: Sino a due anni il cervello umano non è in grado di distinguere il film, il programma, dalla pubblicità, facendo un tutt'uno micidiale, che trasforma il bambino in un piccolo diavoletto consumista.
Una scrittrice francese ha scritto un best seller, che ha avuto un grande successo tra i lettori d'oltralpe, in cui sosteneva che è meglio non far figli, che la prole è una rovina, i bambini sono dei consumisti alleati del capitalismo che ti inducono continuamente a spendere.
Mi verrebbe da liquidare l'argomento dicendo che anche Lenin e Marx sono stati dei bambini, ma il mio interesse per le mente mi porta a generalizzare un attimo la questione dando ragione alla scrittrice francese quando dice che i bambini sono dei consumisti accaniti, ma la soluzione della questione dev'essere non fare più figli? Oppure i bambini sono "alleati del capitalismo" perchè seguono dei modelli estranei a loro, disegnati dai "grandi"?
I bambini, quando gli mettevano un fucile di legno in mano, volevano essere ballila, Quando vedevano i Pokèmon volevano volare (tutti ci ricordiamo quel bambino che si è buttato giù dalla finestra perchè voleva prendere il volo come Charizard), Quando vedono il Wrestling vogliono esseri lottatori, Ma questo è comune a tutti gli esseri umani senza una opinione, una cultura e dei punti riferimenti, come i bambini che si devono ancora fare un'esperienza propria. Per quale motivo allora i bambini desiderano così tanto questo o quell'oggetto? Non è nella loro natura. È perchè la pubblicità, che sono abituati a vedere sin da piccoli, gli propone un modello per cui se bevi la Cola "l'impossibile diventa possibile", in cui dai "una mano alla fortuna", dove "non è mai troppo tardi", oppure un modello per cui se bevi quel tipo d'acqua, con poco sodio, puoi divenire come quella modella anoressica e se hai la quinta, i fianchi larghi, non vai bene, se bevi quel latte con gli Omega3 sei più intelligente (Non è un caso che abbia scelto solo prodotti liquidi...scoprirete dopo).
Ammaliati da questo mondo parallelo, fantastico e virtuale, poi si cresce in corpi che non si accettano, perchè non corrispondenti al fisico di quell'attrice o quell'attore, passando l'adolescenza in continue e turbolente depressioni (ovviamente la mia è una generalizzazione) senza aver la capacità di aprire gli occhi su un mondo in cui le falde acquifere dei paesi più poveri vengono depredate dalle multinazionali che ti fanno bere quell'acqua per sentirli più vicino a un certo idolo, la stessa multinazionale che "paganizza" il natale trasformando un cristiano scambio di doni all'interno della propria comunità in una corsa frenetica al gadget per soddisfare un dovere imposto, nulla a che a vedere con la generosità (forse ad indignarsi dovrebbe essere il papa anzichè un miscredente come me). Quel giovine, che prima prendevamo in esame, non sarà in grado di capire che per bere un po' d'acqua con poco sodio dovrà distruggere il pianeta, perchè la plastica e il trasporto "dell'oro bianco" incidono tantissimo sul sistema ambientale: aprite un cassonetto giallo (plastica); la plastica che contiene non è principalmente di bottiglie d'acqua?
Quando il nostro ragazzo si alzerà alla mattina, con venticinque anni sulle spalle, dovrà votare, e davanti alla sua tazza di latte con gli Omega3 starà decidendo su quale simbolo porre la sua "X", sarà in grado di capire che quel latte lo ha prodotto un industriale che voleva trasformare la sua azienda nella "Coca-Cola del latte" e così facendo ha creato il più grande crack finanziario italiano, e che, se quell'industriale avesse avuto la fortuna di un suo collega, fondando "Forza Latte" e per legiferando per se stesso, ad personam, ora potrebbe, il nostro ragazzo, lasciare al suo latte decidere cosa fare della sua pensione e dell'aria che respira? Direi proprio di no.
Continuando sull'onda del mio interesse per la mente umana mi immagino "tipo" sulla soglia di cinquant'anni che, preoccupato del suo futuro, perchè ormai non si vede più la tartaruga e i pochi capelli che ha sono bianchi, si lascia prendere dal carisma di un cowboy-president texano molto potente che lo mette in trenta secondi in allarme sul rischio del terrorismo; lo vota lasciando il mondo nelle mani di colui che ha fatto due guerre per accappararsi gas e petrolio. -Piccolo nota: il nostro cinquatenne dopo aver votato "Forza Latte", ha dato la possibilità al suo capo di fargli un contratto a termine e dopo un mese si è ritrovato sul lastrico; è stato poi costretto a delinquere, e questo nostro bravo picciotto ora si trova alle dipendenze del boss John dell'Ohio-.
Infine, dopo essere sopravvissuto alla vita si ritrova a novant'anni con un tumore dovuto allo smog respirato in ottantanove primavere, senza la possibilità di guarire perchè la sua assicurazione sanitaria non gli permette di pagare certi interventi accende la TV su un canale di storia e rivede una vecchia pubblicità italiana del Cynar e guardando quell'uomo beato contornato da macchine che si beve il carciofo "contro il logorio della vita moderna" decide allora di finire i suoi giorni in una rotanda dell'Ohio bevendo litri di Cynar sino a un giorno in cui il Cynar finì con lui.
Dopo aver immaginato questa storia, con una sottile lacrima che mi taglia la guancia, penso a come può essere sostituita la pubblicità, come si può rendere informativa, formativa e non omologante e vado a finire in un altro tema a me caro, l'@-democracy, la rete, i siti, i blog, non sono soltanto mezzi d'informazione, ma possono divenire un vero e proprio business.
Facciamolo resuscitare un attimo il nostro "tipo" e riportiamolo a venticinque anni; se lui è un dormiglione tremendo può fare un blog in cui parla solo di materassi e avere a fianco ai suoi post un riquadro nel quale tutte le ditte di materassi si fanno pubblicità. Questo è un altro modo di concepire lo "spot", non di farlo, com'è la pubblicità progresso che sfrutta gli stessi trucchi delle pubblicità per avvicinare le persone ad argomenti seri, modo di concepire la pubblicità che si spera prenderà sempre più piede.
Altra è la questione per la pubblcità i TV in cui non si può far altro che regolamentarla ma si può creare un'alternativa alla TV commerciale, proponendo una TV pubblica senza spot e con metà canone.
Come?
Basta che la TV pubblica, la RAI, faccia un accordo con tutte le altre reti per cui lei, mamma RAI, non trasmette più la pubblicità, ma loro le danno metà dei proventi pubblicitari. In questo modo il costo della pubblicità aumenta, ma in totale ce n'è di meno; altra conseguenza è che la RAI, non dovendo inseguire gli ascolti, abbandonerebbe i reality show che sono i programmi più costosi da fare.
Per ora queste sono solo intenzioni supportate dalle opinioni di Grillo e Sartori forse è meglio, però, la più radicale soluzione per cui gli spot si diano alla macchia.

Alberto Spatola

A proposito degli argomenti di questo post vi consiglio il libro "Mala costituzione e altri malanni" di G.Sartori... Un grande!