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martedì 29 gennaio 2008

Regime

Secondo le definizioni enciclopediche i principali poteri sono: "il potere economico", del ricco sul povero, "il potere militar-poliziesco", la violenza verso i deboli, "il potere culturale", dell'acculturato sull'ignorante.
Ma c'è un quarto potere che nel mondo moderno ed occidentale ha sempre più importanza; il potere dei media. Ormai le opinioni, quelle più superficiali perlomeno, si costruiscono con i mezzi d'informazione con brevi spot giornalistici da ufficio stampa in cui si raccolgono solo brevi dichiarazioni di politici e opinionisti servi senza approffondire i fatti e nascondendo le verità. Dopo questi pseudo-notiziari arrivano "programmi-rumenta", "programmi-munnezza", a riempire le TV, a riempire di tenue luce le nostre case e a riempire di abbaglianti inutilità i nostri cervelli con storie di cronoca rosa, nera, verde e viola, mai con indagini, reportage e inchieste. Tutto questo mondo, che non passa solo dal tubo catodico, ma anche attraverso riviste e giornali, stordisce il popolo-bue che vede nella TV solo il luogo in cui sfilano divi da imitare e da prendere a modello per divenire "il tronista" o "la modella" di turno. Purtroppo, o perfortuna, l'Italia non è solo formose veline e calciatori dopati, ma mafie, corruzione, lobbies e malgoverno; tutti questi fatti, però, vengono nascosti o raccontati come normale amministrazione per non dar troppo fastidio a chi sta più in alto.
Non sazi di questo atteggiamento servile dei giornalisti, i politici nostrani, stanno pian piano mettendo il bavaglio all'informazione cercando maldestramente di sembrare candidi di fronte al popolo italiano con leggi da regime, come l'ultima legge Mastella che vieta ai giornalisti di parlare dei processi prima della fine delle indagini preliminari, cioè, una volta passata questa legge, che ha l'appoggio di tutte le forze politiche, noi non potremo più sapere se i nostri governanti sono corotti, mafiosi o cos'altro se non dopo un po', per evitare di far troppo scandalo. La storia del giornalismo ci insegna che le manipolazioni dei fatti non sono mai troppe e già in precedenza, per il caso Andreotti, una prescrizione si è trasformata in assoluzione, per i politici e giornali, mentre le carte processuali chiarivano bene che Andreotti aveva avuto stretti rapporti con Cosa Nostra e che, pur sapendo in anticipo del progetto omicida Corleonese verso il presidente della regione Sicilia Matarella, non ha fatto nulla per fermare l'assasinio di un suo amico di partito. Accuse gravissime e vere, semplicemente prescritte per la bizzarra giustizia italiana. Se i media sono stati in grado di dipingere Andreotti come un martire innocente, dopo questa legge Mastella, che è solo il parafulmine, aspettiamoci di tutto.
Però la TV non parla di tutto questo, preferisce mostrare famosi, ricercatori di fama, in un'isola, o pazzi scatenati rinchiusi in casa osservati perennemente da telecamere per distrarre tutti, o i più possibili, da un mondo in cui pochi vogliono fare gli affari loro e, per assicurarsi l'assordante silenzio del quarto potere, colonizzano TV, giornali e ora ci provano anche con la rete.
Il sistema giornali-TV è un sistema talmente malato e vetusto che è inutile usar le proprie forze per modificarlo, bisogna trovare un'alternativa percorribile e che non abbia bisogno dell'intervento dei potenti. Questa alternativa c'è e si chiama internet. Facciamo degli esempi.
É da poco uscita un'inchiesta del New York Times sull'Italia e i TG, riportando la notizia , hanno debitamente ridimensionato la critica alla classe politica del paese; questo sulla rete non è possibile, lì chiunque può consultare liberamente l'intero articolo del Times, senza filtrature di nessun genere. I libri rimangono un'alternativa ai media per informarsi, ma la rete può rivoluzionare il modo di vendere i libri; c'è già chi vende direttamente i suoi libri senza la mediazione delle case editrici guadagnando anche di più perchè è il lettore a decidere quanto dare direttamente allo scrittore.Questo futuro è futuribile, questo futuro è possibile basta volerlo e conquistarselo per mettere in atto un articolo della costituzione troppe volte calpestato: la libertà d'espressione.
Alberto Spatola
A proposito degli argomenti trattati vi consiglio il libro "Gli intoccabili" di Travaglio e Lodato.