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sabato 23 agosto 2008

Società verticale di gente orizzontale

Pubblico un "tema" che è uscito fuori da una spessa coltre di polvere durante la messa in ordine della scrivania.
Questo tema, ben spolverato, l'ho scritto in riferimento ad un estrapolato (belin che parolone) di Fahrenheit 451, e sfruttando l'attualità del libro, in poche parole ho fatto alcune riflessioni sul nostro presente e qualcosa di più... Buona lettura.

"L'appiattimento delle idee, delle discussioni, prive di contenuti, piene di pregiudizio, è tipico di una società che premia il profitto, il prodotto, il lavoro e non la qualità e il tempo libero.
Infatti se guardiamo la nostra società vediamo che abbiamo un sistema socio-economico che non premia anzi contrasta tutto ciò che non produce, come la cultura. Però, a differenza dalle generazioni passate, la tecnica ci aiuta a diffondere il più possibile i libri e le informazioni.
Ed è proprio questo sistema che è denunciato in Fahrenheit 451; l'unica differenza è che in Fahrenheit questo odio verso ciò che è intelligente, ciò che fa usare l'intelletto, è istituzionalizzato, ufficiale, mentre nella nostra società tutto questo è molto più subdolo e nascosto, ed è il modo più efficace: è regola base per un buon "menzioniere" non far capire di dire bugie, altra regola è che: "una bugia detta più volte diviene realtà".
Lo stesso meccanismo che avviene per la cultura, avviene per la formazione delle città: questo sistema ha distrutto la civiltà contadina per sostituirla con l'urbanesimo omologante, in questo il regime democratico è più "efficiente" dei totalitarismi.
Infatti l'omologazione che avviene in Fahrenheit passa attraverso un regime ma non è necessario ciò, perchè infatti, come si può notare nel nostro democratico paese, la lettura è un piacere di pochi, i giornali sono ridotti a una serie di titoli, la musica è solo canzonette.
Ulisse non ci capirebbe niente in questo terzo millennio, lui che è nato per virtute e canoscenze. Come potrebbe concepire un paese in cui il libro più letto è "ho voglia di te" invece dei poemi "Omerici" o chi per lui? Come potrebbe concepire un paese in cui il nuovo modello femminile è Babi invece di Nausicaa?... Dolce e accorta parola parlò: Io mi t'inchino, signora: sei dea o sei mortale?/ Se dea tu sei, di quelli che il cielo vasto possiedono, / Artemide, certo, la figlia del massimo Zeus/ per bellezza e grandezza e figura mi sembri./ Ma se tu sei mortale, di quelli che vivono in terra,/ tre volte beati il padre e la madre sovrana,/ tre volte beati i fratelli: perchè sempre il cuore/ s'intenerisce loro di gioia, in grazia di te,/ quando contemplano un tal boccio muovere a danza./ Ma soprattutto beatissimo in cuore, senza confronto,/ chi soverchiando coi doni, ti porterà a casa sua./ Mai cosa simile ho veduto con gli occhi,/ né uomo, né donna: e riverenza a guardarti mi vince./ In Delo una volta, così, presso l'ara d'Apollo,/ vidi levarsi un fusto nuovo di palma:/ si giunsi anche là; e mi seguiva innumerevole esercito,/ via in cui m'era destino aver tristi pene./ Così, ammirandolo, fui vinto dal fascino/ a lungo, perchè mai crebbe tale pianta da terra,/ come te, donna, ammiro, e sono incantato e ho paura tremenda/ ad abbracciarti i ginocchi: ma duro strazio m'accora(...)
...Chissà se dopo esser stati per anni nell'isola di Ogigia, in questa società, dopo aver attraversato il meditteraneo, ci si scioglieranno anche a noi "i ginocchi" rivedendo terra, e, a quel punto, un dio magnanimo ci punirà buttandoci nella tempesta e noi feriti, nudi, stanchi, vedremo Nausicaa e riscopriremo la bellezza, la rude bellezza di Artemide, per poi andare a sconfiggere i proci rimasti.
chissà..."

Alberto Spatola