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venerdì 17 febbraio 2012

Mio intervento nell'assemblea del Partito Democratico di Genova del 15/2/2012

Domenica il messaggio da parte degli elettori è arrivato forte e chiaro, sta a noi non essere sordi nè ciechi. Gli elettori hanno chiesto che ci sia un radicale cambiamento e chi verrà a gestire la federazione dopo Rasetto, che per me non deve fare né passi di lato nè inciucci, ma fare semplicemente un passo indietro, il commissario o chiccessia dovrà sapere cogliere la richiesta degli elettori, con coraggio, e deve saper scegliere per le elezioni candidati autorevoli e radicati nei territori e nella città, perché il nostro obiettivo è vincere.

Per gestire questa situazione non potremmo accettare nomi da Roma, il nostro è un partito regionale, sia ben chiaro che non accetterremmo nessuno catapultato, coi Lusi e con le Melandri non si vince! Noi al Senato in Liguria potevamo vincere se non fosse stato per Lusi e la Melandri e non vogliamo commettere lo stesso errore, questa città la vogliamo governare!

Domenica è stato inoltre chiaro che gli elettori hanno votato contro la classe dirigente del nostro Partito per cui è tempo che si assumano le loro responsabilita. No, no io non ci sto. Non ci sto a dividerci equamente le responsabilità, c'è una classe dirigente che ha fatto degli errori e deve mettersi da parte. Ricordo, vorrei ricordare a tutti che l'attuale Segretario Rasetto, a fianco a me, ha fatto due mandati e già dopo il primo ha ricevuto critiche dalla stessa classe dirigente eppure è stato riconfermato è doveroso che questi ammettano di aver sbagliato e se non lo faranno abbiano la decenza di non aver voce in capitolo nella scelta del successore e non provino a riciclarsi con triumvirati e accordi che tutti capiremmo, anche senza l'aiuto dei giornali, essere un passaggio da una segreteria ad un caminetto caldo e rassicurante, ma non in grado di gestire il nostro Partito.

Ci viene quindi chiesto di fare scelte coraggiose, di cambiare, di innovarci, gli elettori Domenica hanno votato per unirci, non per dividerci e noi dobbiamo essere uniti nel cambiamento, uniti nel rappresentarli, perché la sinistra per vincere ha bisogno di noi a Genova come altrove, la sinistra per vincere ha bisogno di un Partito Democratico della partecipazione, plurale, aperto se pur chiaro nei programmi, il Partito Democratico vero, insomma quello delle primarie!

Grazie

Alberto Spatola