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giovedì 31 gennaio 2008

Politica di questi giorni... Discedo in P.D.

Gli innumerevoli lettori di questo blog (meno di uno :-) si saranno chiesti cosa ci fa il banner delle liste civiche di Grillo, il link della lista civica nazionale e del Partito Democratico di Genova, mi par giusto rispondergli.
Il banner delle liste civiche messe in rete da Grillo l'ho messo perchè non mi sento nessuno per sponsorizzare le battaglie di Grillo e invece censurare le scelte politiche di Grillo, come quest'ultima delle liste civiche, scelta che non condivido.
Perchè non la condivido? Intanto chiarisco che a sangue caldo ho commentato il post "liste civiche, si parte" con un: "Entusiasta", ma ragionandoci a sangue freddo e con razionalità ho capito che c'è poco da essere entusiasti. Questa stessa proposta Grillo l'aveva fatta dopo il V-Day dell'8 Settembre, ma fu accolta un po' gelidamente e poi accantonata, ¿ Cos'è cambiato ora invece per raccogliere molti consensi? Semplice, c'è aria di elezioni. È proprio questo che non mi convince, cioè il progetto di Grillo mi pare privo di un progetto politico, infatti condizionabile dagli eventi esterni. Sono d'accordo col Grillo che auspica la creazione di una democrazia partecipata e diretta, anzichè la democrazia rappresentativa, ma anche nell'Ellade antica c'era pur sempre una divisione tra gli aristicratici più radicali e quelli più conservatori, ed è quindi necessaria, anche in un contesto di democrazia diretta, la presenza di movimenti, di "contenitori" politici. Esclusi però i massimi sistemi ci sono altre questioni che non fanno stare in piedi il progetto Grillino. Grillo Aveva creato un rapporto privilegiato con Di Pietro e l'Italia dei Valori, non è che l'idea delle liste civiche brucia questo rapporto con l'I.d.V.? Nonostante sia discutibile "la santificazione" di Di Pietro da parte di Grillo, era, secondo me, più utile intensificare questo rapporto e creare un nuovo movimento intorno all'Italia dei Valori invece che creare questa "rete" che non ha grosse possibilità di vittoria elettorale.
Altra questione è il rapporto tra la lista civica nazionale e la rete di Grillo. Da quel che si può capire dalla fase embrionale dei due movimenti ho intuito che queste due federazioni, le liste civiche di Grillo e la L.C.N., si federeranno a loro volta creando una federazione nella federazione, ciò comporterebbe la presenza di una "corrente" grillina all'interno del movimento, "corrente" che mi pare alquanto inutile.
In ogni caso spero di sbagliarmi, spero pure che avvenga "un'unione delle forze di opposizione dell'attuale sistema politico" così come auspicato dall'L.C.N., ma in altri termini. Quindi, io, condividendo i contenuti espressi sia da Grillo che dalla Lista Civica Nazionale, ho firmato il manifesto della Lista Civica Nazionale e mi sono iscritto alla newsletter delle lste civiche di Grillo, Ma non condivido il progetto politico così come si sta creando.
Quale può essere allora un'alternativa all'attuale sistema politico, un modo per rinnovarlo? Non ho la soluzione, ma penso che l'apertura del P.D. nei confronti dei cittadini con le primarie sia "da non perdere". C'è da dire che il 14 Ottobre "i vertici" hanno fatto di tutto per rendere le primarie il più fasciste possibile: nel progetto dei vecchi partiti c'era quello di fare soltanto due liste collegate a Veltroni, una della nomenklatura e l'altra dei "trombati" della prima, ma per fortuna la SupeRosy ha sparigliato i giochi e già dal 5 Settembre, quando la Bindi ha fatto la pre-primarie, era possibile far parte dell'ambizioso progetto politico del Partito Democratico.
Oggi il P.D. sta formando il partito nei quartieri, e nei comuni, questo processo da la possibiltà a tutti i cittadini di poter rappresentare i Democratici e le Democratiche del proprio territorio. Ma prima di cantar le lodi, e qualche colpo di fioretto, al neonato movimento politico voglio precisare che la mia critica all'intero sistema politico, ai "vertici" "democratici" e le perplessità sulla discesa in campo di Veltroni rimangono, non mi rimangio nulla, anzi sarò ancora più rigoroso nel giudicare i nostri dipendenti, e me stesso, ora che "discedo" in P.D., aderisco al P.D..
Ora che sono nel P.D. non smetterò di accusare la classe politica di essere collusa gravemente con le mafie, di fare troppe volte interessi di parte, di non saper andar oltre ai vecchi schemi ideologici e proporre soluzioni inefficaci e vetuste ai problemi del bel paese, di non riuscire più a rappresentare i cittadini, non smetterò di accusare la classe politica di essere marcia! Vorrei star qui per pagine e pagine a parlare della decadenza di questo paese che si sente non solo nelle aule parlamentari, ma nelle strade, nei palazzi, quasi in ogni luogo. Però ora vi spiego perchè spero, aderisco, credo al, nel P.D..
L'idea di Partito Democratico è l'idea che può permettere alla Sinistra italiana di superare le vecchie divisioni tra guelfi e ghibellini, e tra massimalisti e riformisti e quindi in grado di proporre nuovi schemi, non vincolanti e dogmatici, in cui ogni persona ci si può ritrovare. A partire da me stesso vedo come le definizioni non rendono, non mi considero nè guelfo nè ghibellino, se mi dovessi definire direi che sono un ateo laico cristiano anticlericale, e nonostante l'uso di ben quattro parole la definizione non rende; se mi dovessi definire non direi nè che sono massimalista nè che sono riformista, ma mi considero progressista, ma anche questa definizione non rende è limitativa visto che consideriamo il progresso solo come un qualcosa di economico, un concetto da lasciare ai socialdemocratici. Invece io considero il concetto di progresso in maniera diversa, gli do un significato più sociale.
Ma è inutile discutere di etichette facilmente scollabili, scucibili, il Partito Democratico deve appunto creare un movimento capace di dar spazio a tutte le persone, di centrosinistra, senza trattino, facendole partecipare alla vita politica del nostro paese... l'Europa. Si l'Europa, perchè, il P.D., si proietta oltre i confini nazionali, oltre le Alpi e pure il Meditteraneo, il Partito Democratico sta suscitando molta curiosità tra i partiti di sinistra dell'Europa, perchè non è usuale che un partito nasca dal voto di 3 milioni e mezzo di persone.
Il metodo delle primarie sta ammaliando diversi leaders (tra cui Lula), in Francia l'alleanza tra la Royal e Bayrou fa pensare a molti che anche i cugini d'oltralpe si stanno preparando a un P.D.Francese, questo è il sintomo di come la sinstra italiana può essere, ancora oggi, un punto di riferimento per le altre sinistre.
Arriviamo ai colpi di fioretto, perchè nonostante l'idea del P.D. è rivoluzionaria, "i vertici" fanno di tutto per rovinarla, svuotarla, far sembrare il nuovo partito un contenitore senza contenuti. Nel manifesto del P.D. si parla sia di laicità che di collocazione europea, due temi scottanti e irrisolti, oltre che di legge elettorale e riforme istituzionali.
Il manifesto lascia molti dubbi sulle prime due questoni: sulla collocazione europea sembra che si sia persa ogni traccia di umiltà, oppure si è perso il senso della realtà, si pensa che si possa costruire un "internazionale democratica" dal nulla , con un solo partito nazionale, il cui fascino colpisce oltreconfine, ma non ha i numeri per creare un gruppo all'europarlamento (per creare un gruppo parlamentare da un solo partito nazionale deve avere almeno 29 seggi, l'Ulivo, comprendente anche lo S.D.I. e la Sinistra Democratica, nel 2004 ne ha presi 25), e quindi visto che le europee saranno fra un anno e mezzo bisogna decidere, o nel gruppo dei riformisti o nel P.S.E., oppure allargare il partito a Di Pietro e ai Verdi, o, altra ipotesi, si riesce a creare veramente un "internazionale (europea) democratica", ma dubito che ce ne siano i tempi e la possibilità.
Questo discorso non è un'inutile discussione su alchimie politiche, ma serve per evitare future scissioni di fronte ad out-out obbligati.
Altro problema irrisolto per il Partito Democratico è la laicità e il rapporto stato-chiesa. A questo proposito il manifesto del P.D. dice:"E la laicità dello Stato, così come sancita dalla Costituzione, è garanzia che ogni persona sia rispettata nelle sue convinzioni più profonde e al tempo stesso si possa piena-mente integrare nella comunità nazionale. In questo quadro, riteniamo che i rapporti fra lo Stato e la Chiesa cattolica siano stati validamente definiti dalla Costituzione e che ogni sviluppo di quei rapporti debba muoversi nel solco fis-sato dalla stessa Carta costituzionale." Sarò esigente, ma questa frase non mi soddisfa, e dal '48 che c'è l'articolo 7, ma il Vaticano ha perennemente influenzato la classe politica, e non solo. Il P.D. deve, secondo me, saper andare oltre, deve dar maggior valore ai principi del cristianesimo, ma non lasciarsi influenzare dalla lobby del vaticano. Bisogna invece fare le riforme che servono al paese, come per esempio dare finalmente maggior valore sociale alle donne, garantirgli maggiori diritti, come sta facendo Zapatero in Spagna, che non può essere più considerato un mito solo della sinistra radicale, ma anzi la sua azione di governo, può benissimo essere riproposta in Italia da un P.D. forte, Zapatero non è nè da demonizare nè da santificare, è un politico.
Mi sono lasciato andare un attimo parlando del premier spagnolo, si spera ancora per altri quattro anni, perchè molte volte mi pare insperabile vedere uno Zapatero all'italiana, visto che la sinistra si ritrova ora a dover acclamare come leader Veltroni. La mia critica non è alla persona, ma al modo in cui ha condotto le sue ultime due avventure: la candidatura a segretario e il dialogo sulle riforme. Per quanto riguarda la candidatura a leader del P.D. Veltroni, secondo me, si è lasciato influenzare troppo dai vecchi organi di partito e a creato una lista-polpettone che ha rovinato lo spirito delle primarie, una lista in cui ha lasciato che si presentassero "politici" come la Binetti e DeMita, insieme ai più estremisti degli ex diessini, un polpettone insomma; e pure nel dialogo per le riforme ha lasciato troppo spazio a Berlusconi compromettendo il governo, senza alla fine portare a casa nulla, ci ha fatto solo capire che non si fa problemi a calpestare il manifesto del partito di cui è segretario, manifesto in cui si dice: "Vogliamo una legge elettorale per il Parlamento nazionale che stabilisca un chiaro rapporto fra l’eletto, il territorio e gli elettori, contrasti la frammentazione partitica e favorisca l’evoluzione del sistema politico italiano verso una compiuta democrazia dell’alternanza." Le leggi proposte dal Veltrolusconi si ripropongono di ridurre il numero di partiti e di garantire la governabilità, ma tagliano completamente il ruolo del cittadino-elettore che continuerebbe a votare col sistema delle liste bloccate.
Si spera che in futuro il nostro segretario sappia traghettare il P.D. in un nuovo sistema politico in cui il nostro partito possa tirar fuori la sua "vocazione maggioritaria" e governare il paese rendendolo più giusto, moderno, sostenibile, smentendo le mie perplessità.
Io, con il mio impegno, candidandomi al circolo del P.D. di Sestri Ponente, vorrei appunto evitare che il P.D. diventi solo il trampolino di lancio per gli interessi di pochi, e che invece diventi il partito dei cittadini, degli italiani e dei Sestresi.

Alberto Spatola
Se volete ricevere una copia del manifesto del P.D. mandatemi una e-mail alla mia casella spatolaa@gmail.com specificando come oggetto la richiesta di ricevere il manifesto. Era disponibile sino a qualche tempo fa sul sito del P.D., ma ora non si trova.