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martedì 20 agosto 2013

Rewind: la Croce Verde in Villa Rossi a Sestri Ponente

La Villa Rossi nel corso della sua storia ne ha viste di tutti i colori, ha cambiato pure proprietario nel giro di una notte per via di una giocata d'azzardo non troppo fortunata.
Ma non basta qualche fatto curioso per essere nel cuore di Sestri Ponente, così le associazioni e il Municipio del MedioPonente di Genova le stanno donando a poco a poco identità e vita, dopo anni di lavori singhiozzanti, grazie a numerose riuscite iniziative, dalla pulizia della villa promossa dal Comitato delle mamme della Villa Rossi, alla serata promossa dal CIV e organizzata dal Bar "La piazzetta", di Luca in piazza Tazzoli, e la Macelleria Gallo, di Monica in piazza Dei Micone, con la comparsa di Capitan Ventosa (belin!), passando per il mitico Tipico Ligure, che presto ritornerà e il progetto All'Aria Aperta che ha riempito le giornate di Luglio e Agosto.
Nei prossimi giorni sarà la volta, anzi il ritorno, avendo già contribuito a molte iniziative, della Croce Verde di Sestri con Rewind. La Croce Verde compie 110 anni e sarebbe banale dire che non li dimostra, sta anzi ringiovanendo e dando allegria, oltre all'importantissimo servizio quotidiano, anche grazie ad un Consiglio direttivo da poco eletto che è pronto a sporcarsi le mani, coi suoi numerosi soci, anche per la Villa Rossi, anche in Agosto. Così nasce Rewind la Festa della birra che dal 22 al 24 riempirà i boccali e le serate, lasciandoci solo l'onere di dire grazie!
P.S. Nell'immagine il programma, qui l'evento facebook.

Alberto Spatola, Il Consigliere (del MedioPonente di Genova)

mercoledì 13 febbraio 2013

E tu dove sei?

Open Polis sta portando avanti questo rapido questionario su 25 temi per districarsi in questa campagna elettorale, per farvi capire che #VoiSieteQui. Trovatevi!

mercoledì 18 gennaio 2012

"Economia malata" di tamtàm democratico





Open publication - Free publishing - More crisi italiana

L'ultimo numero di "tamtàm democratico" con molti interessanti articoli, sull'europa, la politica estera ed economica.

venerdì 3 aprile 2009

Spatola's network

http://spatolaa.ning.com/ è ancora in fase di costruzione ma vi invito a visitarlo a di mandarmi suggerimenti, consigli per creare un nuovo spazio in cui discutere e confrontarsi, PARTECIPARE.

mercoledì 24 dicembre 2008

AUGURI

Auguri a tutti gli internauti e non, a tutti i lettori del blog e a chi sta capitando qui per caso...

BUONE FESTE!
SPERANDO CHE IL 2009 
PORTI QUALCOSA 
DI BUONO E DI NUOVO

lunedì 22 dicembre 2008

Ho un sito ragazzi!

Per dieci giorni avrò un sito mica pizza e fichi... solo dieci giorni, poi col cavolo che pago!
Ma nel frattempo mi diverto un po' col web... 
Ciao.

Ecco l'indirizzo del sito: http://spatolaa.sitonline.it/

Alberto Spatola

domenica 7 dicembre 2008

Un anno di Blog!

Un anno di blog! Tra cazzate e battaglie, tra sogni e difficili realtà da mandare giù. L'impegno politico, la scrittura... tutto in questo blog.
Due campagne elettorali, l'ultima una vera e propria battaglia, culminata con un trionfo perché "Quando si spara si spara, non si parla". Non saprei bene come ringraziare tutti coloro che per caso o per curiosità si sono ritrovati tra queste pagine e questi post... Le mie parole rischiano di essere banali... vorrà dire che userò quelle di altri. Riporto tutte "le frasi ogni tanto" che ho scritto in questo anno di spatolaablog, tutte le citazioni, buona lettura.
A presto!

"Considero ancora oggi valido il metodo di lotta di Cristo, che è oggi, quello di Ghandi: la nonviolenza, la mitezza, la persuasione, sono anni che ripeto questo"
PierPaolo Pasolini- "Le belle bandiere" 1960-'65

"Prima pagina, venti notizie, ventuno ingiustizie e lo stato che fa? Si costerna, si indigna, si impegna poi getta la spugna con gran dignità.."
Fabrizio De Andrè "Don Raffaè"

"...Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello..."
Indro Montanelli

"Il bello ci salverà"
Dostoevskij

"dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior"
Fabrizio De Andrè "Via del Campo"

"sii tu il cambiamento che vorresti dal mondo"
Ghandi

«La verità non sta in un solo sogno ma in molti sogni »
(P.P. Pasolini, Il fiore delle Mille e una notte)

“L'uomo è fatto quasi per l'80% di acqua, quindi non c'è da stupirsi se è inquinato”
Carl William Brown

"Parlare oscuramente lo fa ognuno, chiaro pochissimi "
Galilei Galileo

"L'Utopia sta all'orizzonte, mi avvicino di due passi, lei si allontana dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungo mai. Quindi a che serve l'utopia? Serve a questo: a camminare"
Eduardo Galeano

"Onesto è colui che accorda il proprio pensiero alla Verità. Disonesto è colui che accorda la Verità al proprio pensiero."
Proverbio Arabo

"i cattivi esistono perché esistono i buoni; eliminate i buoni e pian piano scompariranno anche i cattivi "
Carl William Brown

"Volli un tetto per ogni famiglia, un pane per ogni bocca, una educazione per ogni cuore, la luce per ogni intelletto."
Bartolomeo Vanzetti

“Lo stato non può processare se stesso”
Leonardo Sciascia

“Ribellarsi è giusto”
Jean-Paul Sartre

"Tutto il male dell'Italia viene dall'anarchia. Ma anche tutto il bene."
Giuseppe Prezzolini

“Immigrati, non lasciatemi solo con gli italiani!”
Anonimo su un muro di caricamento

"Paradiso è un poliziotto inglese, un cuoco francese, un tecnico tedesco, un amante italiano; il tutto organizzato dagli svizzeri. L'Inferno è un cuoco inglese, un tecnico francese, un poliziotto tedesco, un amante svizzero; e l'organizzazione affidata agli italiani"
(John Elliot)

"Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare"
(Paolo Borsellino)

"Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi, è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti."
Umberto Eco

"Una vecchia battuta diceva che in Italia tra riformisti e rivoluzionari non c'è gran differenza: i primi non fanno le riforme, i secondi non fanno le rivoluzioni."
(Fausto Bertinotti)

“... c'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo...”
DeAndrè -il bombarolo-

"La libertà è come l'aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia mancare. Ricordatevi, ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica"
Piero Calamandrei

"Quando si spara si spara, non si parla!"
Ely Walach in Il buono il brutto e il cattivo



Alberto Spatola

lunedì 15 settembre 2008

Spatolaa-Wikinews

Come già vi ho scritto, ho pubblicato un articolo su Wikinotizie sulla legge elettorale europea futura. Ne ho scritti altri due, uno non pubblicato l'altro pure per ora.
Pubblico questi ultimi due articoli, prima l'ultimo, e vi invito, vi consiglio di visitare il sito di Wikinotizie.
P.S.: Ho creato per l'occasione la nuova etichetta "spatolaa-wikinews".

L’Enel, le pale eoliche e Gela. Ecco cosa sta succedendo nella città della Trinacria.
A Gela e nei comuni confinanti di Licata e Butera l’Enel, in collaborazione con la MONCADA costruzioni di Agrigento, ha presentato un progetto per la costruzione di un campo eolico off-shore che si situerà a tre miglia dalla costa, circa 5Kilometri, nella zona Sud-Ovest della città. Questo campo sarà il più grande del mediterraneo e nella zona maggiormente sfruttabile per la tecnologia eolica il quale usando torri alte 100metri con una potenza compresa tra i 3 e i 5 Megawatt, potrà produrre 1.150 milioni di chilowattora, cioè energia per 400mila famiglie, e risparmiare 800mila tonnellate di CO2 all’ambiente ed avrà un costo di mezzo miliardo di euro.
Il progetto è già pronto, è già stato sottoposto al ministero dell’ambiente con la richiesta di valutazione dell’impatto ambientale.
Ma il sindaco antimafia di Gela, Rosario Crocetta che vive sotto scorta, esponente dei Comunisti Italiani, dice già che il progetto così presentato non s’ha da fare, non lo fa persuaso, e che anche la sovrintendenza ai beni culturali di Caltanissetta si è espressa contro il nuovo impianto eolico.
La posizione del Sindaco è dovuta dal fatto che questo parco eolico andrebbe ad intaccare l’unica zona ancora intaccata dal petrolchimico, quella sudovest, e in questo modo, ponendo a sole tre miglia dalla costa le pale, Gela diverrebbe una città circondata: a Est il paesaggio è offuscato dal petrolchimico e dai suoi fumi, a Sud-Est ci sono i pozzi di estrazione in mare ed anche un pontile di diversi chilometri e a Nord ci sono altri pozzi di petrolio. L'unico spazio vivibile resterebbe quello di Sud-Ovest. Spazio che la città di Gela sta tentando di riqualificare per il turismo, infatti, il Sindaco di Gela, alla domanda, posta dal quotidiano online I love Sicilia, “Le lanciamo una provocazione, quella di cui parla lei non potrebbe diventare la spiaggia dell'energia sostenibile?” lui risponde così: “Assolutamente no, sarebbe una cosa di cattivo gusto. Abbiamo bisogno di far vedere ai visitatori arance, alberi e magari pale… di fico d’india, non eoliche”. Però un punto d’incontro c’è, infatti l’agguerrito Sindaco sarebbe favorevole a far installare subito le pale se l’impianto aiutassero Gela a liberarsi del petrolchimico, ma questo, nel progetto non è previsto, per la città di Gela non è previsto nessun vantaggio se non la servitù dell’impianto eolico.
Questo No bisogna ovviamente inquadrarlo all’interno della situazione dell’intera città la quale da cinquant’anni si ritrova progetti che si scoprono in seguito inutili o dannosi alla città. Ne sono un esempio le malformazioni neonatali e i numerosi morti dovuti alla centrale petrolchimica. I problemi però non vengono solo dal petrolchimico: interi quartieri sorti nella piana in un contesto in cui le unità abitative (abusive) sono superiori alla domanda abitativa stessa, due palazzetti dello sport a 100 metri l’uno dall’altro ed entrambi ancora per lungo tempo non fruibili dalla popolazione, un parco di Montelungo lasciato all’incuria e puntualmente incendiato nel periodo estivo, un polmone verde che si estende dalla villa Garibaldi al parco archeologico di Caposoprano lasciato all’abbandono e costantemente eroso dalla speculazione edilizia. Tutto questo può far capire come Gela non veda di buon occhio l’impianto eolico di cui non né trarrebbe vantaggi.Nessuno del fronte del no però ripone speranza nel parere negativo della sovraintendenza dei beni culturali, perché molto spesso tali veti sono stati rimossi dai Tribunali Amministrativi Regionali, ma Legambiente Sicilia spera, con un confronto aperto “senza pregiudizi, e nell’interesse generale” tra Eni, Enel amministratori locali e regionali, d’ottenere lo spostamento da 5 a 10 Km del campo eolico e il “baratta mento” tra l’inceneritore di petcoke e l’eolico, cioè Legambiente chiede che si costruisca si l’impianto eolico, ma si rottami il molto inquinante inceneritore. In più l’associazione del cigno dice che da anni invita gli amministratori locali a farsi loro stessi promotori di un progetto di parco eolico off-shore che consorzi i comuni del golfo, visto che investire in progetti eolici o fotovoltaici non comporta alcun rischio ed è un ottimo investimento finanziario e per l’ambiente.
fonti: Corriere di Gela; Corriere della sera; Voce d'Italia; Sostenibile; Atene online; AmbientEnergia; I love Sicilia.

In vista delle europee e delle amministrative le opposizioni si mobilitano.
Berlusconi, stando ai sondaggi, convince, con il suo governo quasi il 60% degli italiani. Ma le opposizioni cercano, con diverse iniziative, di fermare il consenso del cavaliere:
Il partito Democratico con la manifestazione del 25Ottobre e la petizione Salva l’Italia;
L’Italia dei Valori con la raccolta di firme per il referendum abrogativo contro “il lodo Alfano” ed a un raduno, per la raccolta di firme, in piazza Navona l’11Ottobre;
Grillo, che non vede differenze tra lo “psiconano e topo gigio”, lancia le liste civiche, ora unite da un unico simbolo;
L’U.D.C., con il segretario Cesa, nel caso in cui Berlusconi tolga le preferenze alle europee, dice che il loro simbolo comprenderà la scritta “SI PREFERENZE”.
Il P.D. e l’I.d.V
Ormai separati, Veltroni e Di Pietro si guardano da lontano, uno dalla summer school l’altro dall’incontro nazionale dell’I.d.V. a Vasto, ma si rincontreranno il 25 Ottobre alla manifestazione del P.D..
DiPietro da Vasto ha detto chiaramente che: “(...) il 25 Ottobre il partito democratico fa una manifestazione contro le politiche del governo del centro-destra: Noi siamo persone serie, Noi siamo contro questo governo e parteciperemo anche Noi, con le nostre bandiere, siamo persone serie Noi. Noi non diciamo siccome lo fa Di Pietro non ci vado io, come hanno fatto a Piazza Navona loro, Vergogna! (…)” quindi insieme per un giorno, ma solo per non voler “spaccare il popolo del partito democratico” perché così “si perdono le elezioni” come ha detto l’ex PM.
Da canto suo, il segretario del Partito Democratico Veltroni, vuole rilanciare il suo Partito, attaccando indirettamente l’ex alleato con queste parole: “(…) solo noi possiamo essere l’alternativa nuova, seria, razionale, [al governo Berlusconi] che non fa leva sugli umori e sugli istinti, ma sulla speranza. (…)”.
Grillo unisce le liste civiche
Dalla notte grigio topo, nel CEP, ponente genovese, Grillo lancia il suo movimento con tanto di simbolo e primo incontro, usando un linguaggio politico, il primo congresso.
Il simbolo sarà, secondo le dichiarazioni fatte ai giornalisti, una V, quella del V-Day, contornata da cinque stelle e il primo incontro, tra meet up e liste civiche grilline, sarà a gennaio del 2009; prima delle amministrative su cui Grillo punta molto “per un nuovo rinascimento”.
L’Unione di Centro e le preferenze
L’U.D.C., che fonda le sue radici nella democrazia cristiana, partito che aveva tra i suoi massimi dirigenti Andreotti, il quale fu a lungo imbattuto per numero di preferenze, non ci sta a rinunciare alla scelta del candidato.
La tradizione delle preferenze dell’U.D.C. è anche più recente; basta pensare ai moltissimi voti presi da Totò Cuffaro, detto Vasa Vasa, alle europee del 2004. Insomma il partito di Casini, tranne quando ha votato la legge elettorale, poi denominata porcellum, ha sempre impugnato la bandiera delle preferenze e così vuol rifare alle prossime europee. In questo modo il partito centrista si antepone in modo netto al governo del centrodestra divenendo anche lei una delle tante opposizioni.
Fonti:
Secolo XIX Nasce al CEP il partito di Grillo ;
Rainews24 Veltroni:la destra sta rovinando l'Italia;
Virgilio notizie DiPietro sfida PD: Finito tempo annessioni, decidete su Abruzzo;
Ansa UDC, a europee nuovo simbolo con "si preferenze".

Alberto Spatola

martedì 6 maggio 2008

Rivoluzioniamo la rete

Dall'esperienza di Wikipedia sta nascendo Wiki search, un programma che rivoluzionerà il mondo dei motori di ricerca, con Wikisearch si potrà arrivare là dove gli algoritmi non riescono ad arrivare, grazie alla nostra mente umana. Ma come qualunque cosa che nasce dal web ha bisogno della partecipazione di tutti, quindi, visita il sito!

giovedì 3 aprile 2008

Lettera di Veltroni a Celentano sulla bellezza

"Caro Adriano, mi ha fatto molto piacere leggere sul tuo blog ciò che hai scritto sul mio impegno in queste settimane di dura campagna elettorale. Le tue amichevoli parole mi incoraggiano.E hanno un valore doppiamente importante, perché espresse da un artista che amo e stimo da sempre, ma soprattutto perché vengono da un cittadino speciale, noto per la sincerità, da tutti riconosciuta, del suo amore per il nostro paese. Il tuo accorato appello politico ha il dono di una passione civile autentica, che viene da lontano.È dal tempo della Via Gluck che canti (con straordinario spirito premonitore), insieme alla bellezza e all'allegria di stare insieme e amare, la rabbia di vedere le nostre magnifiche città imbruttirsi e imbruttirci di conseguenza. Hai ragione, l'ambiente che ci sta intorno decide del nostro stato d'animo, del nostro umore, della nostra pacificazione col mondo.E se stiamo bene dove viviamo, amiamo di più le cose, e le difendiamo. Quando il fondale del quadro è brutto, risultiamo brutti anche noi. Nella mia campagna elettorale, con spirito francamente provocatorio, non mi sono fatto scrupoli a pronunciare mille volte la parola «bellezza».Come si fa a non riferirsi alla bellezza quando parliamo dell'Italia, del suo popolo geniale e laborioso, dei suoi splendori artistici e naturali, del suo futuro. Ti dirò di più Adriano, è proprio in nome di questi valori che, nel mio «viaggio in Italia», vedo riaccendersi gli animi, delusi da tanta politica sbagliata, fatta di rimandi, patteggiamenti e ricatti.Ogni giorno tocco con mano il desiderio di rinascita di tutti gli italiani. O ce la facciamo adesso, o mai più. Il paese aspetta un segnale nuovo e forte dalla politica: l'Italia vera è più bella di quella che vediamo tutti i giorni in televisione. Crediamo in lei. Rinascerà. Non possiamo più permetterci di lasciare che il brutto dilaghi e infesti il verde e il bello del paese.Bisogna costantemente ed esclusivamente cercare il bello che non è e non può essere solo quello che il passato e la storia ci hanno consegnato, ma anche quello della migliore contemporaneità: la grande urbanistica, la migliore architettura.Il nostro territorio è tanto bello da poter essere occupato solo da cose belle. Al principio della quantità che ci ha accompagnato per troppo tempo bisogna accompagnare quello della qualità. L'abusivismo dovrà essere considerato un grave delitto contro la comunità, e bisognerà operare affinché vengano abbattuti i cosiddetti «ecomostri» (condivido con te l'apprezzamento per l'opera di Rutelli), che piagano e scempiano la bellezza di cui tu parli.Indietro non si può tornare, ma si possono razionalizzare opportunamente i centri abitati, tenere sotto costante controllo, sul territorio, ogni intervento edilizio. Sarebbe bene destinare quartieri circoscritti della città allo sviluppo in verticale di alloggi e uffici, alla costruzione di grattacieli che possono essere, oltre che funzionali, molto belli, come quelli di Manhattan e di Shanghai.Così com'è giusto, nelle aree urbane venute su senza nessuna estetica e con spirito brutalmente speculativo, buttare giù e rifare a dimensione umana, pensando a tanti giovani in cerca d'alloggio, di un focolare per la famiglia. Potrebbe anche essere un sano investimento, come giustamente suggerisci.Sono convinto che si possono fare molte più cose di quelle che pensiamo, dobbiamo semplicemente, ma realmente, crederci. Ce la possiamo fare: grazie per la spinta che ci dai. Lo sai meglio di me, tutto dipende da ciò che succederà a mezzanotte e tre. Lasciati abbracciare."
Alberto Spatola

martedì 1 aprile 2008

P.D. Sestri's Blog



Da pochi giorni grazie allo splendido lavoro di squadra nato nel circolo di Sestri del P.D. è stato creato il blog P.D. Sestri Ponente, l'indirizzo è http://pdsestriponente.blogspot.com, visitatelo!!!

SE VEDEMU.

Alberto Spatola

martedì 25 marzo 2008

Surfando sul web...

Surfando sul web ho trovato una lettera che un prete, Don Farinella, di Genova, ha mandato alla Madonna di Lourdes... Leggete qua:
DA: Don Farinella
A: Madonna di Lourdes
Genova 04 febbraio 2008. Non ci resta che la Madonna di Lourdes, nella speranza che almeno lei possa fare qualcosa per l'Italia dove Padre Pio protegge il clan Mastella, Santa Rosalia piange il cattolicissimo Cuffaro condannato a cinque anni per complicità in «mafia personalizzata» e Santa Agata di Catania si affida alla mafia per la sua onorata processione. Madonna di Lourdes, confidiamo in te!

In queste ore si sta consumando l'assassinio della democrazia, ma più ancora della decenza e della dignità di una Nazione. Si va a votare, dopo appena due anni dalle elezioni perché deputati e senatori pagati 15 mila euro al mese (oltre al resto) per governare, non hanno saputo trovare il tempo per guadagnarsi lo stipendio. Pagati per governare, hanno spolpato la stessa parvenza della democrazia. Andremo a votare, infatti, con la legge-porcata che ha espropriato il popolo dell'unica ragione che lo rende democratico: il voto. Ancora una volta saranno le mafie dei partiti a redigere le liste dei candidati che il popolo schiavo dovrà votare a piè di lista senza fiatare.


Il dramma e il ridicolo si fondano insieme: Berlusconi che ha voluto la legge-porcata per rendere coscientemente ingovernabile il parlamento e il Paese, ci è riuscito con la complicità dei partiti di ispirazione cristiana che preventivamente hanno fatto i gargarismi con l'acqua benedetta. Ora con la stessa legge-porcata si avranno pseudo-elezioni che costeranno un patrimonio ai cittadini che premieranno chi ha reso ingovernabile l'Italia, dopo avere frodato il popolo con l'esportazione di capitali all'estero, con la frode del fisco, con l'occupazione delle tv private e di Stato, assolvendosi dalla corruzione con le leggi su misura fatte dai suoi avvocati, fatti eleggere al parlamento e quindi stipendiati dallo stesso popolo che dovrebbe essere parte lesa e parte civile. Il popolo masochista invece applaude e gioisce. Il governo Prodi era stato votato per abolire le leggi vergogna, ma la maggioranza era troppo impegnata a litigare per un tozzo di visibilità finendo per lasciare le leggi ad personam insieme alla vergogna.



Tutti sono convinti che l'Unto Cerone tornerà al governo insieme ai suoi famigli, accompagnato da Previti e dagli alleluia della gerarchia ecclesiastica italo-vaticana. Precedono la processione inquisiti, mafiosi e condannati in primo, secondo e terzo grado. Per gli interdetti dai pubblici uffici Previti, Cuffaro, ecc.), si farà una leggina apposita per interdire i giudici dalla loro giurisdizione e cedere la giustizia ai familiari degli inquisiti fino al terzo grado di parentela. Si manda a casa Prodi per fare posto al senatore (prossimo) Cuffaro, uomo integerrimo e di specchiata virtù, certificata dall'autorità infallibile del vice papa, al secolo Casini Pierferdinando in Caltagirone, cristiano spocchioso di chiara moralità coniugale insieme al suo compagnuccio di merende, tal Gianfranco Fini: costoro, insieme al loro padrone e capo, cattolici dichiarati, urbi et orbi, amano tanto la famiglia da averne anche due sul modello poligamico arabo. Il parroco di Montecitorio, Mons. Fisichella, annuisce grato e congratulato. Costoro che hanno votato cristianamente in silenzio tutte le leggi immorali del governo Berlusconi, di cui, fino a ieri, dicevano peste e corna, oggi strisciano ai suoi piedi proni al bacio della sacra pantofola con la benedizione del santo padre e figli devoti, sotto la direzione del cerimoniere devoto Giuliano Ferrara



Il 19 giugno 2007, quindi in epoca non sospetta, in una mia precedente lettera al Governo e alla maggioranza, ora decapitati in Senato per mano del Bruto-Mastella, cattolico inossidabile armato dalla furia vendicativa del ruinismo ecclesiastico, avevo scritto, facile profeta:



«Noi popolo delle primarie e del referendum sulla Costituzione abbiamo contribuito… ad impedire la deriva dell'Italia verso il qualunquismo populista del berlusconismo che ha fatto scempio della legalità e della dignità delle Istituzioni repubblicane… siamo esterrefatti ed increduli perché la maggioranza è immobilizzata dagli interessi contrastanti incrociati, senza capacità di sintesi e di prospettiva. Pensavamo che il governo risolvesse le leggi vergogna e il conflitto d'interessi della precedente legislatura. Vediamo invece che il conflitto e la vergogna aumentano perché ogni singola scheggia di partito cura i propri interessi senza una visione globale dei bisogni della Nazione e dei più poveri. Assistiamo impotenti giorno dopo giorno al suicidio lento del governo che galleggia vittima del veto incrociato di ogni segmento di partito, affondando nel buio della indegnità anche il Paese…La maggioranza di centro-sinistra gestisce il potere in modo arrogante: si parla dei privilegi dei deputati e si girano dall'altra parte; si parla di costo della politica e ci accusano di qualunquismo; decidono la Tav di Val di Susa o la base di Vicenza non solo contro i cittadini locali, ma anche contro loro stessi perché i singoli ministri votano «sì» e subito corrono in piazza a gridare «no»… ridicoli e non credibili. Noi siamo allibiti per l'incapacità di questa maggioranza di trovare una convergenza su alcuni punti essenziali del programma elettorale senza doversi smentire l'uno contro l'altro un giorno sì e l'altro ancora. Guardiamo impotenti allo spettacolo inverecondo: stanno facendo l'impossibile e anche miracoli per riconsegnare l'Italia di nuovo a Berlusconi, dalle cui grinfie (e a che prezzo!) siamo riusciti a sfuggire. Berlusconi dopo le [elezioni] politiche era «finito», ma la maggioranza e la goffaggine del governo lo hanno risuscitato e rinvigorito, cedendogli «già» senza colpo ferire la piazza e l'iniziativa. Alle prossime elezioni, egli vincerà a furore di popolo perché il clima che si respira in Italia oggi è lo stesso del 1922 che vide Mussolini impadronirsi dell'Italia. Un errore e una tragedia durate 20 anni di dittatura, una guerra mondiale e un'emigrazione spaventosa. Governo e maggioranza sono colpevoli perché stanno disprezzando il nostro voto e la delega che gli abbiamo dato, creando le condizioni per uno Stato dinastico che è già dietro l'angolo. Noi disprezziamo e abbandoniamo al loro destino questi politicanti ottusi e senza dignità. Li diserediamo dalla nostra coscienza di popolo e gli chiediamo conto del loro sperpero ideale, istituzionale ed economico. Non vi votiamo per amore, vi tolleriamo per necessità».



Era il mese di giugno del 2007! Il mattino, come sempre, si vede dal buon giorno! Magra consolazione potere dire oggi: «avevo ragione»! Tristezza e desolazione pervadono l'anima e la volontà di non andare a votare perché sarebbe una finta e un insulto all'intelligenza e alla dignità di me persona che non posso decidere nulla se non firmare ciò che inquisiti, condannati e delinquenti decideranno nel segreto (ma non tanto) dei loro luridi interessi.


Mi addolora che in questo attentato alla democrazia vi si possa scorgere la longa manus della gerarchia ecclesiastica cattolica perché il colpo di grazia al governo Prodi, da sempre inviso oltre Tevere, forse perché da quelle parti non si tollerano i «cristiani adulti», è avvenuta in una sincronia di fatti e interventi che dirli casuali significa bestemmiare il Nome santo di Dio. Sull'autobus a Genova ho ascoltato questa affermazione: «Quando mamma-Cei chiama, picciotto-Mastella risponde». L'interlocutore proseguiì: «Con l'indulgenza plenaria all'uomo dell'indulto». Non a caso, la credibilità della struttura ecclesiastica è crollata di 10 punti percentuali.


Ora le destre e le armate di Ruini, il grande regista dell'asse «atei-devoti e devoti-atei» possono avanzare a tenaglia e, travolta la suicida maggioranza del governo Prodi, installarsi nelle casseforti del potere e spartirsi con immorale cupidigia le spoglie di ciò resta del malaffare, del conflitto d'interessi, dell'economia, della cassa e della dignità di un popolo dissanguato.


Onore a Veltroni che con la proposta di dialogare a tutti i costi con Berlusconi gli ha gettato in soccorso il suo salvagente, risuscitandolo dalle secche in cui moriva. Ora che lo statista senza statura ritorna alla mangiatoia, può allegramente sperperare i risparmi e il risanamento economico che l'incauto Prodi ha operato.


Onore a Diliberto, a Giordano, a Pecoraro, a Di Pietro e compagnucci tisicucci che con maestria hanno saputo segare il ramo su cui erano seduti, regalando il Paese per la seconda volta a Berlusconi e intanto continuano a sorridere e a giocare a scarica barile. Avevano una missione storica: impedire per sempre la deriva del berlusconismo, hanno invece lavorato gratis per il suo ritorno. Viene il dubbio che li abbia comprati al mercato dietro casa. Noi chiediamo che non siano ripresentati tutti i capi, vice capi e portaborse della defunta maggioranza. Lo esige la Decenza. Lo pretende l'Etica.


Onore alla Cei, a Ruini, a Bertone, a Betori e a Bagnasco che ora benedicono, senza dirlo espressamente, le falangi fasciste, casiniane, finiane, storaciniane, mastelliane e berlusconiane, dimenticandosi – ahimé! – che tutti questi lanzichenecchi hanno fatto scempio della morale cattolica e della dottrina sociale alla quale pure dicono di doversi ispirare, avendo fatto solo i loro interessi e quelli del padrone, infischiandosene di quelli del Paese, delle famiglie, dei poveri, degli immigrati e di quanti non hanno nemmeno lacrime per piangere come Rachele i propri figli che muoiono di fame e di abbandono.


Onore a tutti i cristiani, figli devoti del papa che in nome dei sacri valori della famiglia e del «sano laicismo» voteranno per cattolici divorziati, concubini, conviventi, mafiosi, condannati, ladri, atei e devoti capaci di vendere Cristo, l'etica e l'onore per meno di trenta denari. Quando si tratta di battere e riscuotere cassa, ciò che conta e la forza del potere , mai la coerenza del cuore e la dignità della coscienza che sono appannaggio degli spiriti deboli.


Non ci resta che sperare in un miracolo! Madonna di Lourdes, pensaci tu, per piacere! Anche in articulo mortis!



Paolo Farinella, prete - Genova



Dopo un lungo viaggio dal paradiso ecco la risposta della Madonna


Da: Madonna di Lourdes

A: Don Farinella


Dal Paradiso 10 marzo 2008 a don Paolo Farinella, prete - Genova.


Raccomandata tramite messaggero angelico.



Caro Paolo prete,


Sono la Madonna, la mamma di Gesù e rispondo alla lettera aperta che esprimeva disillusione e disorientamento di fronte alle elezioni politiche dell'aprile 2008. Moltissimi cittadine e cittadini non riescono a capire le posizioni della gerarchia cattolica, nonostante la politica di formale «nono coinvolgimento» che il Presidente della Cei ha annunciato con grande enfasi il 10 marzo 2008 nella sua prolusione al consiglio permanente dell'organismo che raggruppa i vescovi italiani. «Non coinvolgimento» apparente, perché poi tutto, l'atteggiamento, il clima, il respiro, il contesto, lo sguardo, tutto converge verso alleanze implicite in nome di valori o singoli temi, perdendo di vista la visione complessiva del «bene comune» che è il criterio di fondo che la stessa gerarchia cattolica scrive nei suoi documenti ufficiali. Nello stesso tempo c'è il rifiuto di fronte alle liste così come sono fatte. Molti si chiedono se sia giusto votare, se sia utile, se sia doveroso. Da persona seria, rispondo e non mi sottraggo al dovere di offrire una valutazione e di dare un consiglio.



1. Questione di metodo: la coscienza del voto


Il voto è l'unico motivo che giustifica una democrazia diretta o parlamentare. Nella prima il popolo (una testa, un voto) sceglie chi deve governarlo e gli si affida per una legislatura; nella seconda il popolo (una testa un voto) sceglie il parlamento che a sua volta dà o toglie la fiducia ai governi, garante il Presidente della Repubblica. Senza il voto libero non esiste democrazia. Questo il dato di diritto. Il fatto in Italia è molto diverso perché gli Italiani sono stati ingannati con premeditazione. Il governo Berlusconi qualche mese prima che finisse la precedente legislatura (2006), consapevole che avrebbe perso le elezioni, ha messo in atto la sindrome di Sansone: «poiché gli Italiani mi ripudiano io li distruggo» e per vendicarsi degli Italiani che lui stesso definì «coglioni» (chiedo scusa per la scurrilità, ma l'uomo è di quel livello), fece l'unica cosa che un uomo senza senso dello Stato e senza dignità civile avrebbe fatto: rese ingovernabile l'Italia. Ci riuscì attraverso uno scippo costituzionale, perché tolse agli Italiani il «diritto di voto», obbligandoli ad approvare liste preconfezionate, fatte nel segreto delle segreterie dei partiti. L'autore di quella legge ignobile in un rigurgito di lucidità, ebbe a definirla una «porcata». Poche furono le proteste di fronte a questo colpo di mano incostituzionale. L'ingovernabilità non è solo figlia della rissosità della sinistra e della tracotanza di Mastella e Dini, ma in primo luogo dalla legge elettorale imposta da Berlusconi e votata da Casini, Fini, Bossi e cespuglietti: tutti hanno un dato comune perché fanno riferimento ai valori cristiani.


Gli Italiani e le Italiane, dunque, di fatto non votano, ma votano per finta perché non scelgono alcuno, ma convalidano soltanto «gli eletti» che altri hanno già scelto, sapendo in anticipo chi sarà eletto e chi no. Nei posti sicuri delle liste, naturalmente, vi sono gli uomini e le poche donne coreografiche di sicura obbedienza e ricattabilità. In questo contesto, l'onore e la dignità vorrebbero che nessuno andasse a votare. Eppure il voto resta l'unico strumento non violento che l'inerme cittadino possiede per dire ancora una parola, una parola strozzata che, forse proprio per questo, diventa un urlo ancora più forte. Berlusconi ha trasformato i cittadini in sudditi, se ne vanta e molti cittadini geneticamente mutati in sudditi lo applaudono, lo votano, lo osannano: è come se un assassinato dicesse al proprio assassino: vai che sei forte, fammi vedere come mi ammazzi bene! L'ultimo regalo che gli Italiani e le Italiane hanno ricevuto da lui è stata la candidatura di Ciarrapico che si vanta di essere fascista mussoliniano per la serie che il degrado non conosce limiti. La motivazione di Berlusconi è disarmante: «ne abbiamo bisogno per vincere perché ha molti giornali importanti» (dichiarazione tg3, ore 14,20 dell'11.03.08): la libertà della stampa e la dignità dei valori ideali sono serviti di barba e capelli. «Famiglia Cristiana» lo definì «anarchico di valori», perché quest'uomo è inaffidabile: crede solo al suo tornaconto. I cristiani sono avvertiti in tempo perché dopo non basterà una confessione a lavare la colpa della complicità che diventa anche apologia del fascismo.


Primo criterio di voto: Non votare quei partiti che con la legge elettorale «porcata» hanno tolto agli Italiani e alle Italiane il potere e il dovere di esercitare il loro diritto costituzionale di liberi cittadini sovrani. Sono i partiti di Berlusconi, Bossi, Casini, Fini e i loro cespugli.



2. Questione di decenza


Berlusconi e Fini oggi sono contro Casini; Casini oggi è contro Berlusconi e Fini: si accusano con parole grosse, s'insultano e si offendono, ma dimenticano che fino a ieri hanno governato insieme per cinque anni. Oggi Casini definisce il suo ex-capo e padrone falso, populista e dedito solo agli interessi suoi e dei suoi amichetti, ma Casini dimentica che lo omaggiava e riveriva come il salvatore della patria. Ha votato tutte le leggi vergogna che Berlusconi ha imposto per difendersi dalla Legge, dai tribunali, dal carcere. Ha votato fedelmente le leggi che hanno salvato Berlusconi dai processi e dalla bancarotta. Ha votato senza battere le ciglia cattoliche e senza gonfiare la cristiana giugulare la legge xenofoba «Bossi/Fini», dichiarata in parte incostituzionale e tutte le nefandezze che hanno fatto solo e ed esclusivamente gli interessi dell'azienda del capo-padrone a danno di quelli degli Italiani e delle Italiane.


Secondo criterio di voto: Non votare Casini che o era falso ieri o è falso oggi. O era gonzo ieri o è gonzo oggi. Come ci si può fidare di uno che in cinque anni non si è accorto con chi aveva a che fare? O c'era o ci faceva.



3. Questione di etica sociale


I partiti di destra che non alcun senso etico, hanno presentato in posti sicuri uomini inquisiti e/o condannati in 1° grado e anche in 3° grado (Cassazione). Sono ripugnanti i delitti contro il patrimonio e l'evasione fiscale (Berlusconi, Dell'Utri), il favoreggiamento alla mafia e alla malavita in genere (Berlusconi, Dell'Utri, Cuffaro, Casini). Queste presenze sono un insulto alla dignità del popolo che lavora, che suda, che è onesto e paga le tasse. Chi vota questi individui uccide se stesso e perde il diritto alla onorabilità e alla decenza. La Politica è Etica, non un lupanare dove i lestofanti fanno i loro intrallazzi. Berlusconi ha evaso il fisco per milioni di euro e ha fatto leggi a favore degli evasori. Da un punto di vista etico significa che egli e i suoi compari hanno rubato a pieni mani all'intero popolo italiano che così è stato costretto a pagare di tasca propria con altre tasse quello che «lorsignori» hanno frodato e portato all'estero.


Il fatto che uomini come Valentino Rossi, Dolce&Gabbana, Versace, ecc. ecc. hanno concluso patti per milioni di euro con il fisco, restituendo agli Italiani e Italiane quello che avevano loro rubato, la dice lunga sui motivi per cui in Italia le tasse sono così alte. Se vince Berlusconi, Fini e Bossi o Casini potete dire addio alla lotta all'evasione fiscale che rende indegno un popolo che vuole essere civile.


Casini da parte sua mette a capolista della Sicilia, Cuffaro condannato in 1° grado per mafia. Decenza vorrebbe che chi strombazza etica e valori cristiani non si mischiasse con simili figuri, ma ne ha bisogno perché senza Cuffaro, Casini è in ginocchio, dal momento che il suo partito è in mano alla mafia: se Parigi val bene una messa, un Casini val bene un Cuffaro «vasa-vasa». Forse è alla «famiglia mafia» che Casini pensa quando esalta i valori cristiani della famiglia.


La Destra non farà mai gli interessi del popolo e dei poveri perché i loro interessi sono rivolti ai cosiddetti ceti medio-alti con tendenza al più alto. Berlusconi e Fini avevano promesso che non avrebbero candidato il senatore Nino Strano, siciliano di AN, che il giorno della sfiducia a Prodi, mangiò mortadella e stappò spumante in piena aula del Senato. Tutti condannarono l'insano gesto offensivo dell'onore del Senato. Oggi Berlusconi e Fini fanno eleggere Nino Strano per meriti acquisiti sul campo di battaglia: è un'offesa all'intero Paese.



Terzo criterio di voto: non votare le liste che contengono inquisiti, condannati in qualsiasi grado di giudizio perché anche la «moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto». Non votare quei partiti che appoggiano uomini indecorosi come Nino Strano, e Cuffaro «vasa-vasa». Un cristiano che vota questi figuri, non può in buona coscienza partecipare all'Eucaristia e ricevere l'assoluzione in confessione perché diventa «complice in solido».



4. La Gerarchia cattolica.


Il «Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa» (2004) sintetizza la visione dei cattolici in politica, nel sociale e nella cultura in genere con parole gravi che dovrebbero fare riflettere vescovi e preti, i quali invece fanno finta che queste parole non esistono nemmeno. Pubblicano documenti che essi stessi disattendono. Scrive il «Compendio»:



«Dalla dignità, unità e uguaglianza di tutte le persone deriva innanzi tutto il principio del bene comune, al quale ogni aspetto della vita sociale deve riferirsi…[perché] il bene comune …. non consiste nella semplice somma dei beni particolari di ciascun soggetto del corpo sociale. Essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune, perché indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro… Le esigenze del bene comune derivano dalle condizioni sociali di ogni epoca e sono strettamente connesse al rispetto e alla promozione integrale della persona e dei suoi diritti fondamentali. Tali esigenze riguardano anzitutto l'impegno per la pace, l'organizzazione dei poteri dello Stato, un solido ordinamento giuridico, la salvaguardia dell'ambiente, la prestazione di quei servizi essenziali delle persone, alcuni dei quali sono al tempo stesso diritti dell'uomo: alimentazione, abitazione, lavoro, educazione e accesso alla cultura, trasporti, salute, libera circolazione delle informazioni e tutela della libertà religiosa… Non va dimenticato l'apporto che ogni Nazione è in dovere di dare per una vera cooperazione internazionale, in vista del bene comune dell'intera umanità, anche per le generazioni future… Il bene comune esige di essere servito pienamente, non secondo visioni riduttive subordinate ai vantaggi di parte che se ne possono ricavare, ma in base a una logica che tende alla più larga assunzione di responsabilità. Il bene comune è conseguente alle più elevate inclinazioni dell'uomo, ma è un bene arduo da raggiungere, perché richiede la capacità e la ricerca costante del bene altrui come se fosse proprio. Tutti hanno anche il diritto di fruire delle condizioni di vita sociale che risultano dalla ricerca del bene comune» (Compendio, nn. 164, 165, 166, 167).



Lunedì 10 marzo 2008, nella sua prolusione al Consiglio di presidenza della Cei, il presidente cardinale Angelo Bagnasco ha detto queste testuali parole: «Dobbiamo uscire dall'individualismo, dal pensare egoisticamente solo a se stessi e alla propria categoria nella dimenticanza di tutti gli altri: ce la faremo se anche la politica farà la sua parte. Essa peraltro ha un'insopprimibile valenza di esemplarità. Occorre che il personale politico questo lo tenga presente sempre, abbandonando a sua volta una politica troppo politicizzata, per restituire alla stessa uno spessore etico che solo può fare da collante».


Sono parole gravi, parole solenni che provengono dirittamente dal vangelo e che dovrebbero trasformare i cristiani in testimoni trasparenti di disinteresse personale al servizio del bene degli altri, mentre invece si resta perplessi di fronte alla posizione della gerarchia cattolica che apparentemente dichiara il proprio «non coinvolgimento in alcuna scelta di schieramento politico o di partito» (Bagnasco, Prolusione, n. 6), per poi di fatto appiattirsi sulle posizioni di Casini e, in subordine, della destra, contraddicendo così sia le proprie parole che lo spirito della Dottrina sociale della Chiesa. Cosa vuol dire «non coinvolgimento» se poi Casini deve telefonare al cardinale Ruini per accettare o rifiutare l'offerta di confluire nel polpettone di Berlusconi?


Cosa c'entrano la Chiesa e i «valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano» (Bagnasco, n. 6) con Berlusconi, Bossi, Casini, Fini, Storace, Dell'Utri, Cuffaro «vasa-vasa» e compagnia cantante? Se c'è un rapporto, questo si chiama «abisso». Non sono questi gli assertori di un individualismo di sistema, la negazione della esemplarità nella vita e nella politica? Non sono costoro la negazione di ogni spessore etico dal momento che hanno trasformato l'Italia in un colabrodo di interessi individuali, diffondendo a piene mani e in nome della civiltà cristiana, l'individualismo selvaggio del «si arrangi chi può e chi vuole essere furbo», rubando, frodando lo Stato, il vicino, i poveri, prendendo quello che serve, facendosi furbi senza lasciarsi beccare? Se il presidente della Cei fosse coerente dovrebbe concludere il suo invito e dire: Cattolici non votate questa destra e questo centro di plastica che sono la negazione di ogni principio etico cristiano. Un cristiano che va alle manifestazioni in difesa della famiglia, in coscienza, non può votare per Casini che ha buttato alle ortiche ogni esemplarità e ogni decenza perché per cinque anni ha fatto solo gli interessi immorali e illeciti di uno che della ricchezza individuale ha fatto il proprio idolo, mentre il papa nel Messaggio per la Quaresima, riguardo alle ricchezze materiali ha dichiarato che «netta debba essere la nostra decisione di non idolatrarle» (n. 4,29). Berlusconi non solo le idòlatra, ma le adora con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le sue forze. Egli è incompatibile con l'ombra del cristianesimo, anche se fosse riflessa in uno specchio rotto.


Ruini ieri e Bagnasco oggi non perdono occasione per bacchettare su singoli temi il partito di Veltroni come non hanno risparmiato in nessuna occasione il presidente del consiglio Prodi, che ebbe la colpa di dichiararsi «cattolico adulto» in occasione del referendum sulla procreazione assistita. La Cei non ama i «cattolici adulti», ma predilige i chierichetti immaturi e sempre disponibili all'ubbidienza cieca, pronta e assoluta. Mai si era visto che vescovi e cardinali sconfessassero un presidente del consiglio, credente, praticante, con una sola moglie da sempre e una famiglia fondata sul matrimonio, per dare udienza, credito e appoggio anche elettorale a partiti e uomini politici, finti religiosi per opportunismo, sempre pronti a genuflettersi pur di averne un tornaconto: uomini e donne immorali, evasori, conviventi, concubini, divorziati, drogati e mafiosi.


Il deputato Casini, divorziato e con doppia famiglia è il referente della Cei, tramite il cardinale Ruini, per la politica d'ispirazione cristiana di centro. Difensore della famiglia e dei valori cristiani, egli addirittura è invitato all'università del papa a tenere la prolusione accademica, proponendolo così come modello di cristiano da imitare. I vescovi non si rendono conto che la morale non è un elastico che si allunga o accorcia a piacimento: la morale è coerenza nella verità, quella verità sulla quale il papa stesso ha fatto una enciclica. Nel partito di Casini è capo dei deputati tale Luigi Volontè che, invece di lavorare e guadagnarsi lo stipendio, raccoglie giaculatorie a spese dello Stato italiano e quindi dei poveri che non arrivano alla «terza settimana».


Il Berlusconismo ha inficiato il tessuto connettivo del popolo italiano, perché vi ha immesso il virus della contrapposizione e del nemico. Nel momento in cui crollavano le ideologie e il mondo iniziativa una nuova èra verso una unità di fondo, in Italia, Berlusconi e i partiti che dicono di ispirarsi ai principi cristiani hanno frantumato le resistenze e alimentato gli spiriti bassi della gente, spingendola con i loro comportamenti, le tv addomesticate e le politiche destabilizzanti ad un esasperato individualismo che vede nell'altro il nemico da distruggere. Casini era in prima fila in questo sfracello etico.


I vescovi non stanno difendendo la libertà di fede che la costituzione garantisce, ma finiscono per avallare un sistema di vita politica, una visione di politica e scelte economiche che collidono con la Dottrina sociale della Chiesa che mette in primo piano la prospettiva del bene comune e l'interesse per i poveri e meno abbienti. Chi deve difendere la famiglia? Berlusconi e Casini e Bossi e loro adepti che l'amano tanto da averne più di una? Chi difende i valori cristiani, uomini come Storace o donne come Santanchè che nega ai cittadini i benefici di convivente di cui lei usufruisce come parlamentare? Chi difende i poveri, e tra i poveri i più poveri, cioè i bambini, la Moratti che, contro ogni diritto naturale e internazionale, espelle i bambini dalle scuole dell'obbligo, se non in possesso dei permesso di soggiorno? Gesù non ebbe il permesso di soggiorno quando emigrò in Egitto, ricercato dalla polizia di Erode che voleva ucciderlo. Se allora Moratti, Berlusconi, Fini e Casini e Bossi fossero stati al posto di Erode, avrebbero sparato a vista su Gesù bambino, profugo per necessità.


Che cosa hanno da dire i vescovi sugli immigrati, che il fascista Fini e il panteista Bossi vogliono eliminare a colpi di cannone? Essi con le loro scelte parziali inchiodati su singoli temi (aborto, convivenze, ecc.) hanno perso di vista la visione globale della politica e si sono asserragliati nella difesa perdente di una religiosità marginale e non più realistica. Compito dei vescovi è convincere le persone con la libertà della predicazione ad incontrarsi con Gesù e il suo vangelo, creare spazi di libertà e confronto, non imporre con leggi dello Stato la propria visione della vita, per la quale dovrebbero essere disposti a dare la loro vita, ma mai a mendicare connivenze e privilegi, specialmente economici, per sé e le loro strutture in cambio di voti passando sopra ogni senso etico.


Tutti i partiti che hanno simboli religiosi o che formalmente s'ispirano ai valori cristiani sono di fatto pagani vestiti con drappeggi religiosi, devoti finti e atei veri. Se i vescovi fossero coerenti dovrebbero vietare a chiunque l'uso politico dei simboli religiosi e l'uso strumentale nella propaganda elettorale di qualsiasi richiamo al cristianesimo. Così non è. Avere tollerato e appoggiato per anni il sistema clientelare di Mastella & Famiglia che nel simbolo aveva addirittura un campanile, significa avere perso il senso dell'orientamento etico e valoriale: hanno appoggiato solo uomo che si è venduto per qualche posto al migliore garante di prebende. Giuda almeno aveva un ideale di liberazione per il suo popolo, Mastella che ideale cristiano aveva?


Nella guerra sotterranea tra Bertone, segretario di Stato vaticano e Ruini, vero manovratore della Cei attuale, appoggiando la destra che ora con la svolta di Berlusconi è diventata estrema destra, la gerarchia cattolica, la maggioranza della gerarchia cattolica, si è venduta l'anima alla massoneria perché il finto programma di Berlusconi è lo stesso che fu trovato nelle cantine di Castiglion Fibocchi di Licio Gelli, venerabile maestro della P2. Qualcuno dice che negli elenchi dei fratelli massoni, oltre alla tessera di Berlusconi (n. 1816), vi fossero anche nomi e tessere di cardinali, vescovi e monsignori. Se l'appoggio della Cei a Berlusconi rientra nei doveri di sostegno tra fratelli massoni, allora la questione è diversa: fedeli sei secoli, come i carabinieri.



Quarto criterio di voto cattolico: Non votare quei candidati e quei partiti proposti, suggeriti o imposti, direttamente o indirettamente dalla gerarchia cattolica che su questo campo ha nulla da dire perché il concordato lo vieta. I cattolici, in obbligo di coscienza, in forza della loro credo, non possono votare liste e candidati che dicono d'ispirarsi ai valori cristiani se quei valori non li rispecchiano con la loro vita. Non possono votare chi urla la difesa della famiglia ed è serenamente divorziato, anche più volte. Non possono votare chi usa simboli o nomi cristiani perché lo Stato deve essere laico e deve garantire libertà di coscienza a tutti.



5. Quinto criterio: la credibilità


La destra ha governato per cinque anni con una maggioranza bulgara alla camera e al senato: questo è l'unico fatto positivo di quel governo. Nessuno dice che fu il più rissoso e il più instabile di tutta la storia repubblicana perché cambiò 14 ministri, tra cui quello degli Esteri, l'ambasciatore Renato Ruggiero, che se ne andò dichiarando che Berlusconi con la sua politica e i suoi gesti plateali irrideva l'Italia nel mondo e nelle cancellerie e snobbava l'Europa. L'avvocato Gianni Agnelli definì il governo Berlusconi la «repubblica delle banane». In economia il governo Berlusconi aumentò il debito pubblico, le spesa corrente dello Stato, dilapidò l'avanzo primario di 5 mila miliardi che gli lasciò il governo Prodi, impoverì l'Italia, si mise contro gli operai che scesero in piazza in tre milioni. Non gli bastò: abbassò le tasse ai ricchi e ai possessori di motobarche, si condonò da solo l'evasione fiscale sanando un debito di 170 milioni di euro circa con 1.800 euro (diconsi mille e ottocento euro) in tre rate, condonò gli evasori fiscali, dissacrò la magistratura, irrise le Istituzioni, saccheggiò la Rai mandando via Enzo Biagi che non potè comprare. Per buon peso, risanò i debiti della sua azienda, distrusse lo Stato di diritto, abolendo il falso in bilancio per salvare se stesso e i suoi famigli a danno dei piccoli azionisti che così pagarono e pagano gli sperperi delle aziende. In politica estera, estromise l'Italia dall'Europa e la portò in guerra al fianco di Bush sulle cui posizioni si appiattì: i morti in Iraq cadono tutti sulla sua coscienza di megalomane. Promise di aumentare al 7% il contributo italiano alla cooperazione internazionale (g8 di Genova) e non mantenne mai la promessa, anzi dirottò quei soldi per finanziare la guerra in Iraq. Un governo che non ha mantenuto un solo impegno di quello che aveva assunto, ma è riuscito a salvare il padre padrone dalla bancarotta e dalla galera, è una accozzaglia a delinquere che un cattolico non può votare nemmeno dopo avere fatto i gargarismi con l'acqua benedetta per nove giorni di seguito.


Quinto criterio di voto cattolico: Votare uomini e donne credibili, che promettono poco e mantengono molto. Non votare chi promette il paradiso in terra perché è un falso e un ingannatore. Non votare chi invece di spiegare il suo programma, parla sempre male degli altri e strappa i programmi dell'avversario, segno di debolezza, ma anche gesto di un pazzo che vede nemici dappertutto perché senza nemici non può esistere. Il cattolico che vota Berlusconi abiura da ogni principio etico e religioso, anzi da ogni parvenza di umana dignità.



6. Una parola su Water Veltroni


Il segretario del partito democratico è certamente serio, fotogenico, televisivo, ma anche è un monsignore: basta guardarlo per vedere subito «le physique du role». Berlusconi gli è debitore in eterno (infatti non lo attacca mia direttamente) perché fu Monsignor Dabliu Veltroni salvare Berlusconi dalla bancarotta, consegnandogli, chiavi in mano, il monopolio televisivo. Era il 4 febbraio 1985. Al senato era in scadenza il decreto sulle tv voluto da Craxi e detto «decreto Berlusconi». La sinistra indipendente fece ostruzionismo e bastava che il Pci prestasse un suo uomo che parlasse per venti minuti e quel decreto non sarebbe mai più passato perché era stato bocciato una prima volta alcuni mesi prima. Dabliu Veltroni, che già studiava da prete, era responsabile dell'informazione di Botteghe Oscure e in questa veste diede ordine ai suoi di fare passare il decreto perché De Mita aveva concesso la direzione di Rai 3 all'allora PCI. Per venti minuti di ostruzionismo mancato, l'Italia si trova con il flagello Berlusconi e le sue tv. Chi volesse conoscere la storia intera visiti il sito: < http://www.peacelink.it/mediawatch/a/24384.html >. Di questo l'Italia deve ringraziare Monsignore Dabliu Veltroni che anche oggi ha assunto i panni ecumenici del «volemose bene tutti». Egli è così buono che non disturba Berlusconi nemmeno con domande birichine per paura di disturbargli la digestione.



Piangere sul latte versato sono lacrime perse e non si può costruire la storia sui se e sui ma. Questa però e la storia ed è bene non dimenticarla, perché gli uomini e le donne non s'inventano. Alla storia si aggiunge anche la promessa che Monsignore Dabliu Veltroni fece diventando sindaco di Roma per la seconda volta: allo scadere del mandato, sarebbe andato in Africa e lavoro per lo sviluppo di quel continente che ama tanto e avrebbe lasciato la politica. Oggi si è dimesso da sindaco e dirige il nuovo partito democratico, in omaggio alle promesse e alla coerenza. Detto questo, per chiarezza, bisogna rilevare che ha saputo dare l'unico e rilevante segno di rinnovamento, almeno iniziale, della politica, scegliendo di non allearsi con quella sinistra (si fa per dire!) recidiva che ha litigato tanto da riconsegnare per la seconda volta l'Italia a Berlusconi. Nelle sue liste bloccate come quelle degli altri, ha svecchiato il parlamento e ha fatto un programma credibile e possibile, anche se ha fatto l'errore di allearsi con i radicali, cortigiane a buon mercato che ieri erano di là, oggi di qua, domani non si sa, con nonchalence, in base al principio liberali, liberista, libertario e socialista: posti e soldi. I principi sono come i digiuni: non si muore mai di digiuni alla Pannella, tutt'al più si rimedia la linea e si abbassa il colesterolo.



Conclusione-consiglio


Se gli Italiani e le Italiane dovessero scegliere onestamente, secondo cosicenza, non dovrebbero votare alcuno degli attuali pretendenti. Non votare però è un brutto segno. E' un insulto a tutti coloro che hanno dato la vita per garantirci questo diritto, anche se mutilato, anche se struprato da Berlusconi e compagnia. Purtroppo oggi il voto ha una valenza che va oltre il voto stesso: ha valore di difesa dello stato di diritto e dello stato costituzionale, democratico e laico. Di fatto oggi non si può votare scegliendo qualcuno, ma vietando a qualcun altro di andare al governo.


Se Berlusconi ritornasse al governo, essendo la sua ultima occasione e non avendo più nulla da perdere per ragioni anagrafiche, farà scempio di ogni regola e di ogni legalità, dissacrerà il parlamento, distruggerà la giustizia, arricchirà i ricchi e impoverirà i poveri, comprerà i vescovi con una manciata di benefici, metterà la museruola ad ogni dissidente, instaurerà una dittatura populista e strisciante perché i mezzi non gli mancano. Quest'uomo, giunto ormai al delirio del culto della personalità e al conseguente delirio di onnipotenza, è pericoloso e bisogna fermarlo. Egli sa che oltre non può andare più: si divertirà a distruggere ogni cosa e ad incrementare la sua ricchezza, la sua iniqua ricchezza.


C'è un solo modo per fermarlo, un solo modo per toglierlo di scena: votare il partito democratico di monsignor Dabliu Veltroni, turandosi il naso e tutto il resto. Non si può nemmeno votare i «cosiddetti» partiti di sinistra che sono responsabili dello sfilacciamento del governo Prodi e della distruzione dell'immagine del governo a causa della loro sistematica rissa. Viene il dubbio che siano stati pagati sottobanco da Berlusconi per la loro scientifica opera di sabotaggio politico e assassinio di uno dei migliori governi degli ultimi trent'anni. L'estrema sinistra ha lavorato per riportare per ben due volte Berlusconi al governo e la seconda volta, risuscitandolo dal coma politico. Errare humanum, perseverare diabolicum.



In sintesi, se io, la Madonna, dovessi essere in Italia e votare seguirei questi criteri, in quanto cittadina e in quanto cristiana:



1. Non voterei per i partiti o liste e/o individui suggeriti o appoggiati, direttamente o indirettamente dall'autorità ecclesiastica perché non ne ha competenza e perché in Italia vige un concordato che vincola le parti a fronte di reciproci benefici. La Chiesa deve pretendere la liberta di parola, di aggregazione, di culto, di insegnamento, senza oneri per lo Stato.


2. Non voterei simboli e scritte che portano il nome «cristiano» o immagini religiose, come croci, campanili: è un uso improprio, segno di ateismo pratico.


3. Non voterei partiti e liste che presentano inquisiti di qualunque genere: il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, giustamente ha detto (aveva il diritto di dirlo) che i politici devono essere «esemplari». Un cristiano non può votare la lista di Berlusconi che ripresenta oltre trenta inquisiti più Marcello Dell'Utri già condannato in via definitiva e per la seconda volta i 1° grado; non può votare Udc di Casini che presenta Cuffaro «vasa-vasa», condannato in 1° grado per associazione mafiosa. I cattolici che li votano tradiscono tutto il loro codice etico.


4. Non voterei liste o partiti che presentano coloro che sono passati da una parte all'altra senza battere ciglio, tradendo gli elettori. Chi tradisce una volta è pronto per la seconda se il prezzo è congruo: non bisogna votare, ad es. De Gregorio, Dini, Bordon, Manzione, ecc.


5. Non voterei i difensori della famiglia che nella loro vita privata sono divorziati o conviventi, se pubblicamente urlano sulla indissolubilità della famiglia fondata sul matrimonio: non possono imporre agli altri i pesi che essi non sono stati capaci di portare. O stanno zitti o si ritirano a vita privata: se non lo fanno, devono mandarceli gli elettori.


6. Non voterei chi vuole imporre agli altri la propria visione della vita sia religiosa che politica, senza tenere conto delle esigenze delle minoranze di qualunque natura e cultura, nel rispetto assoluto della dignità della persona, sia essa residente o immigrata.


7. Non voterei liste o partiti che non abbiano candidato almeno un 30% di presenze femminili.


8. Non voterei liste o partiti che non abbiano almeno un 30% di candidati e candiate sotto i 40 anni.


9. Non voterei liste o partiti che presentano oltre il 30% di candidati con più di tre legislature.


10. Non voterei liste o partiti xenofobi che discriminano uomini e donne in base al sesso, alla religione, alla nazionalità, al bisogno e alla dignità come la lega di Bossi che venera il «dio Po» e rinnega anche la decenza.


Io, la Madonna, voterei per salvare l'Italia dal baratro della barbarie berlusconiana e poi dal giorno dopo le elezioni… sarà un altro giorno.



Con la mia materna benedizione





Maria di Nazaret,



Post di Alberto Spatola