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venerdì 9 giugno 2017

Diario della campagna, pagina 4 Lettere

In queste ore sto distribuendo molte lettere in giro per le case, è una pagina bella di questa campagna. Intanto perché è fatta di carta, si può toccare, e ha quindi un fascino tutto suo e poi perché è l'occasione, casa per casa, di incontrare persone e ascoltare storie e aspirazioni, parlare chi da tempo non si incontrava. Ho preparato due lettere, una più politica generale, che riporto di seguito, l'altra invece che sta circolando nel mio quartiere, Sestri Ponente e Cornigliano, specifica sul mio territorio, e metto il link in fondo.
Ne approffitto di ringraziare chi mi sta dando una mano a distribuire, si sa, siamo di Genova, dobbiamo pur sempre risparmiare sulle poste!
Buon voto!


 Con Crivello Sindaco per un nuovo centrosinistra

L’11 Giugno, con le elezioni per il Sindaco e il Consiglio Comunale, avremo il futuro di Genova nelle nostre mani, e inoltre possiamo porre le basi per un nuovo campo politico che possa farci tornare a dire che la politica è bella, e il centrosinistra ha ancora qualcosa da dire nel nostro tempo.
Io metto a disposizione la mia candidatura e la mia passione per Genova presentandomi nella Lista Crivello Sindaco per il Consiglio Comunale (scheda azzurra), con lo sguardo rivolto però a un momento storico che vede i nostri valori di solidarietà e progresso sotto attacco.
Ti chiedo, quindi, di essere al mio fianco per mettere Genova al primo posto, per un’amministrazione concreta e capace che con Crivello possiamo sicuramente raggiungere in quanto la sua esperienza parla chiaro. Un esempio: con lui Assessore i fondi europei non sono stati persi, ed è grazie a questo che è stato possibile riqualificare numerose aree della nostra città.
In cinque anni da Consigliere di Municipio io ho avuto modo di apprezzare la capacità amministrativa di Gianni e so che è il miglior Sindaco che Genova possa avere. Quando mi ha chiesto di candidarmi nella sua lista, ho pensato che fosse il miglior modo di rappresentare le mie idee e la nostra città che trova la sua identità nel lavoro e nell’associazionismo.
Solo così, dalle nostre radici, possiamo costruire un campo politico nuovo, in grado di rappresentare il paese che vorremmo, un paese operoso e che offra opportunità.
Ma intanto iniziamo da Genova!
Con l’11 Giugno apriamo un capitolo nuovo.

Sulla Scheda azzurra metti una croce sulla
Lista Crivello Sindaco
scegli e scrivi a fianco
Alberto SPATOLA
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Alberto SPATOLA 

sabato 6 giugno 2015

Scommessa persa, Ora Genova!

Le analisi si sprecano, i litigi da asilo anche, insomma la bruttissima campagna elettorale ligure sta proseguendo sotto nuove forme ancora più acide e sterili dovute al fatto che ormai le urne sono chiuse e la cruda realtà si presenta sotto forma di dati assoluti e percentuali, ma alla fine non è molto diversa da quella che si respira per strada.
Io ho fatto una scommessa, un salto fuori dal cerchio, ho votato Rete a Sinistra, e quella ha perso, non miseramente, ma ha perso.
Non ci voleva un esperto per capirlo, bastava seguire le ultime settimane di campagna, molti come me, di fronte alla sfaldamento generale, si sono rifugiati in un voto personale, ma di progetti politici per la regione non se ne sono visti.
Tutto è stato un enorme concorso di bellezza, un carrozzone di proclami e collocamenti politici nazionali, ha vinto nelle urne quello più aggressivo e unitario, e come al solito ha vinto il “fuori urna”, l'astensionismo, quasi il primo “partito” in assoluto.
Quel che sarebbe servito era un progetto per la Liguria e per il suo capoluogo, Genova.
Perché è il momento di pensare meno alle etichette e più alla città: ora Genova!
C'è un filo rosso nel centrosinistra, anzi un intreccio di diversi colori, fatto di persone che a volte non votano, che restano intorno al PD e alleati se questi sanno produrre qualcosa di nuovo e promettente, come per esempio è apparso Doria nel 2012, ma che se la proposta di centrosinistra non è indipendente dai soliti giochi di potere votano altrove, magari i 5 Stelle, oppure Musso, e se hanno pelo sullo stomaco si rifugiano sempre nel solito voto, tra mille disillusioni e alla ricerca di una buona preferenza da dare. Qualcosa di molto simile a “Fantozzi al voto”.
A questi indipendenti di centrosinistra bisogna dar voce non con una rete di interessi e personalismi, ma con un progetto per Genova!
Indipendenti perché mettiamo la città al primo posto, di centrosinistra perché sappiamo che bisogna uscire fuori da una politica fatta di egoismo, malaffare e concentrata solo sul presente, e invece dobbiamo portare avanti un ABC semplice e chiaro: Ambiente, Benessere e Chiarezza delle regole.
Ambiente perché serve un piano di sicurezza del territorio, non bastano alcune infrastrutture fatte con mille ritardi, ma un forte sostegno al lavoro e a reti d'imprese al fine di investire sul nostro verde in maniera utile a tutta la città e la sua qualità, Benessere perché Genova e la Liguria sono tra le parti d'Italia col peggiore servizio per i pendolari, perché Genova è la città più vecchia d'Italia, ma si continuano a smantellare i servizi alle persone e ogni discorso sul trasporto pubblico locale diventa una trincea tra pubblico e privato, senza accorgersi che abbiamo perdite in società come “Genova parcheggi” che dovrebbero avere insegne d'oro, grazie alle strisce blu e invece hanno i conti in rosso, per cui sarebbe l'ora di riordinare Genova e le sue “partecipate” pensando al servizio e alle persone, Chiarezza delle regole perché non possiamo avere 9 Municipi che servono solo come parafulmine politico e amministrativo per Palazzo Tursi e nessuna chiarezza sul chi ha responsabilità tra uffici e politici, perché è grazie a questa confusione che nasce l'abusivismo, le mafie proliferano e di riflesso fanno breccia le “ruspe leghiste” che colpiscono i deboli (colpevoli e non colpevoli) e fanno finta che le mafie non vi siano (ROMeridionali penseranno), quando invece “basterebbe” chiarezza e rispetto delle regole.
Io voglio portare avanti questo progetto, penso che ora sia il momento per Genova.
L'altra sera in quel di Lubiana durante una cena da me preparata ci siamo confidati tra Erasmus italiani, che ci era venuta voglia di scappare all'estero, ma ora che si avvicina il ritorno a casa, sta salendo la voglia di lottare in Italia.
Lo stesso è per me, e vorrei portare avanti un progetto capace di riportare a Genova ragazzi e ragazze andati via e attirare anche nuovi talenti.
Per cui non mi importa delle possibili epurazioni, assemblee in corso, cantieri per nuove sinistre (come sempre al plurale senza pluralità), quando tornerò troverò il modo di incontrarmi con tutte le persone, gli amici con cui ho condiviso momenti di vita politica e non solo e deciderò come portare avanti al meglio un progetto indipendente di centrosinistra per Genova, perché ora Genova!

Alberto Spatola

venerdì 8 maggio 2015

Lettera ad una sinistra nascente. -Di proclami mi sono rotto le scatole, voglio una utopia concreta-

Lettera ad una sinistra nascente suona un po' come scarpe rotte eppur bisogno andar.
Ma qui il tema non è se si deve andare, camminare, questo è fuori di dubbio, la questione è verso cosa, visto che di certo non miro alla rossa primavera.
Perché se no è camminare alla ceca, sballotati da avversari abili nel traccheggiare in questa epoca di cambiamenti, invece la sinistra ha bisogno di una "utopia concreta" in grado di farci trovare la strada.
Lei è all'orizzonte. [...] Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare. [Eduardo Galeano]
Prendendola alla lontana abbiamo bisogno di mettere in soffitta molto del nostro passato e sapere fare una sintesi positiva per il futuro.
Penso che la grande tragedia del secolo scorso sia stata il divorzio tra libertà e giustizia. Una parte del mondo ha sacrificato la libertà in nome della giustizia, e l'altra parte ha fatto l'opposto. [...] Ricucire quel legame rappresenta la grande sfida di questo nuovo secolo. [Eduardo Galeano]
Giustizia e Libertà verrebbe da dire in maniera semplice e nostalgica guardando agli anni '40-'50, guardano a quel secondo dopo guerra, le cui scelte a sinistra, hanno condannato l'Italia all'immaturità politica e non solo. Ma se la sinistra vuole avere un futuro non deve mettersi a rincorrere nè le rosse primavere come vorrebbe qualcuno, nè il Partito d'Azione come vorrei io.
La sfida è più grande delle nostre etichette e ha bisogno di sforzi trasversali, una federazione chiara negli intenti e nei programmi ed elastica nelle categorie, perché non abbiamo bisogno di una nuova gabbia, per alcuni più piccola, per altri più grande, ma di un nuovo campo da arare (verrebbe da dire "da costruire", ma tra i chiari intenti e programmi ci vuole il cemento zero, per cui il campo lo ariamo, anche perché il campo c'è già).
Passando alla pratica dobbiamo già ora chiarire che dobbiamo sconfiggere i crescenti nazionalismi ed egoismi, ponendoci in un ottica europea e quindi interrogarci sulla collocazione in EuroParlamento. Nella GUE -sinistra europea-, per poi chiederci i danni di guerra l'un l'altro? No, grazie. Sembra questione di poco conto, ma SEL si è spaccata anche su questo, al netto dei trasformismi alla Migliore, c'è anche stata una lettera di Fava che solleva molti dubbi ancora attuali, e che posso fare miei nei confronti della "sinistra nascente".
La scelta, per me, non è tra la rassegnazione a una deriva minoritaria in cui non mi riconosco più e l’adesione a un’altra forza politica (il PD ndr): esiste anche il primato della propria coerenza e soprattutto della propria autonomia. Senza alcuna subalternità nei confronti di nessuno. [Claudio Fava]
E a proposito di coerenza ieri Civati citando Piero Gobetti e uscendo dal PD ha detto una cosa ineccepibile.
[...] si può coltivare la coerenza come voleva Gobetti (vero antidoto per lui al potere per il potere), si può banalmente fare quello in cui si crede, che si sente profondamente. [Giuseppe Civati]
E qui si apre un altro tema enorme, molto più vicino a quello che posso far io e a quello che decreterà se la "sinistra nascente" avrà un futuro.
Come evitare che la "sinistra nascente" sia l'ennesima formazione percepita, con gran ragione, come coaugulo di "potere per il potere", per Gobetti, come abbiamo visto, si deve coltivare la coerenza, secondo me non basta.
Ci sono di mezzo due ostacoli, uno è lo studio, la formazione, perché solo una cultura profonda può consentire di coltivare una coerenza sincera e per questo la "sinistra nascente" dovrà afferrare tra le mani meno bandiere e più libri, fare meno petizioni su internet e scaricare più ebook.
L'altro ostacolo sono le persone, gli abitanti della sinistra.
Gli abitanti della sinistra sono divisi in tre categorie a mio parere: gli ideologi, gli strateghi, i costruttori.
Gli ideologi son quelli che aprono per primi il banchetto, che però ha portato un altro compagno, son quelli che parlano più forte e in maniera più radicale, sono i puri che epurano, hanno strani innamoramenti, si dicono da sempre nel movimento, ma hanno provato a candidarsi sempre in liste diverse, qualche volta sono stati eletti e hanno fatto solo del casino.
Gli strateghi son quelli che fanno discorsi vuoti, ma che appaiono pieni di significato, son quelli che hanno la parola d'ordine per far scattare l'applauso quando la riunione va per le lunghe in modo tale che poi in un'altra stanza siano loro a decidere mentre gli ideologici gli danno le pacche sulle spalle, sono quelli che se si aprono un po' scopri che sono più di destra di Renzi, anche, se non soprattutto, nei metodi, e son finiti a sinistra perché isolati e scartati a buon ragione e ora coltivano con morbosità sogni di gloria in partiti piccoli che cercano di ritagliare sulla loro misura, grazie al supporto degli ideologici, che essendo solitamente di età avanzata, riflettono la loro voglia di carriera su questi strateghi.
Se beccate un giovane ideologo è la fine, brucerà tutta la buona militanza intorno a se come un piccolo Stalin di quartiere che gioca alla Siberia, perché solo questo sanno fare giocare, vorrebbero essere degli strateghi, ma sanno fare soltanto sermoni fumosi e polverosi, dopo poco lo capiranno e si metteranno al fianco di uno stratega da pochi soldi divenendo dei lacché bavosi.
Infine i costruttori che sono la maggioranza relativa solitamente, ma devono scontrarsi con l'arroganza degli altri due gruppi e i dubbi dovuti alla volontà di costruire una sinistra di governo pronta ad interrogarsi sul come mettere in pratica i propri principi.
Sono solitamente molto diversi tra loro i costruttori perché sfuggono alle etichette e hanno un background anarchico, pur capendo che il mondo è ben lontano dai sogni libertari e quindi i costruttori soffrono, hanno le facce contrite durante le assemblee e riescono a sorridere grazie ai loro hobbies e guardando alle singole persone.

Se vogliamo dar vita alla "sinistra nascente" dobbiamo aiutare i costruttori ad aver coraggio perché questo è il loro momento. Mettano nel dimenticatoio strateghi e ideologici, solo così potremmo mettere da parte le logiche da sommatoria, stile Sinistra Arcobaleno, e il senso di inutilità che ora la sinistra offre all'elettorato che vede in essa l'ennesima formazione di potere per il potere e molto spesso in preda all'incoerenza.
Tutte quelle citate per me sono precondizioni perché si possa scomettere un cent sulla "sinistra nascente" che se avverranno potrebbero mettermi nelle condizioni di dare il mio contributo.
Altrimenti è meglio studiare aspettando tempi migliori. Perché abbiamo bisogno di nuove proposte, di nuovi programmi, di una nuova "utopia concreta", poi i leader arriveranno, anche in maniera inaspettata come in Viva la libertà -Il trono vuoto-, invece di proclami e di giochi di potere ci siamo rotti le scatole, di fare altre battaglie congressuali, nel cortile dietro casa mi sono rotto le scatole.

Alberto Spatola

mercoledì 6 maggio 2015

Finalmente a casa. (mentre quelle politiche sono in macerie)

Ero sul confine con la Slovenia, dalle parti di Gorizia, e ho inviato l'sms che riporto al Segretario regionale del PD ligure Giovanni Lunardon, a cui avevo confidato il mio malessere nel condividere ruoli di responsabilità nel PD in virtù del mio impegno (se pur da oltre confine) per Luca Pastorino e vista anche la mia "analisi" della situazione del PD attuale.
Poi sono entrato in Slovenia e mi son sentito finalmente a casa.
"Alla fine come avrai saputo ho seguito il tuo consiglio, niente autosospensione dagli organi di Partito in cui sono, visto che ho constatato che è opinione comune che questo sia il momento della guerra tra bande e del fraintendimento, e che quindi un gesto di chiarezza e correttezza non verrebbe capito, e che quindi il valore dell'esempio non sia di casa nel PD.
Questo mi fa pensare che siamo sempre più in un Partito irrecuperabile, ma se ci sarà un spiraglio di ricostruzione voglio esserci, sperando di essere nelle condizioni di poter dare il mio contributo, perché è troppo semplice dirmi che sono una colonna portante del PD locale, che non devo mollare, e poi ritrovarmi senza agibilità politica.
A presto e buona campagna!
PS: a Sestri, come sempre, è già partita la caccia al dissidente da parte dei "tuoi", cioè la parte più retriva del Partito appena un goccio meno banditesca dell'altra.
"
P.P.S.: pubblico l'sms non per volontà di trasparenza morbosa, ma perché credo di aver lì ben sintetizzato la mia relazione col PD.

Alberto Spatola

domenica 26 aprile 2015

Lettera ad un Partito perso

La faccio breve.
Potrei rendere la riflessione molto più profonda, ma è della semplicità che siam voraci.
Il PD era una somma di conservatorismi passati che dovevano produrre il progressismo del futuro, una contraddizione all'apparenza, ma che ha guidato molti, o per lo meno così per me è.
Ora che i conservatorismi passati stanno svanendo la logica si presenta al posto del progetto e così è sempre più concreta la nascita del conservatorismo del presente.
Lo so è ingeneroso semplificare l'incalzante attualità con così poche parole, ma l'intollerabilità sta nelle dinamiche locali del PD, il trasformismo ingenito, l'immoralità e piratismo fatto a cultura politica, la mancanza di riflessione per ottenere la riforma, a volte necessaria, ma mal fatta, spesso inutile, ogni tanto chiara espressione di una politica conservativa e di austerity da periferia dell'impero.
So, come amo dire, che è il governo il metro della politica o, meglio ancora, ma stavolta è Don Milani, bisogna avere il coraggio di sporcarsi le mani. Ma qui, come da 150 anni, si tratta più del solito barcamenarsi, poi per carità si è saputo mettere Berlusconi e alcuni tratti del berlusconismo in soffitta, ma dal cambiare si è lontani.
Penso che il PD di oggi sia più presentabile, ha un suo profilo, ma per quanto camaleontico, "Partito della Nazione", non mi va bene, anche e soprattutto perché manca l'ossigeno per portare avanti idee alternative, come sempre è stato, ma prima c'era la speranza di rottamarli.
Per cui arriva il momento delle scelte, il momento del "che fare?", come ho già scritto.
Non mi metterò certo a firmare manifesti dei dissidenti, perché il voto disgiunto si fa, non si dice, ed ad un certo punto bisogna avere il coraggio di chiedersi se si vuole avere responsabilità in una comunità politica anche coi suoi disvalori oppure no, perché la purezza non c'è e non c'è mai stata.
E il cuore dell'interrogarsi è se il PD è un partito che si è perso, o un partito perso?
Fuori di gioco di parole, il PD è irrecuperabile? Vogliamo far la storia facendogli ritrovare la strada o guardandolo all'orizzonte mentre va alla deriva?
Guardando alla Liguria e guardando a queste ore tutto appare senza speranze, ma dobbiamo saper uscire dalla dittatura del presente, come direbbe Zagrebelsky, e così la domanda diventa più complessa.

Alberto Spatola

sabato 28 marzo 2015

Identità

In molti, in queste ore, mi stanno scuotendo dal torpore dell'Erasmus con la impertinente domanda "che fai?" o addirittura la svolgono nel modo ben più celebre, ma anche sfibrante (per me), "che fare?" [Что делать?].
Ovviamente non si riferiscono alle vite studentesche in quel di Ljubljana, ma il "che fare?" è in ambito politico e ligure.
So quel che ho detto, che non voterò ciò che è emerso dalle primarie di Gennaio, so che dubbi sul come votare non ne ho, secondo i miei principi e conoscenze, so che mi fa male sentire che l'alternativa che sta nascendo con la "Rete a Sinistra" e con Luca Pastorino viene da alcuni bollati come "arrivismo" o irriconoscenza del "delfino". Quest'ultima cosa è quella che più mi urta, perché so la fantasia e la dedizione che ci ho messo, insieme ad altri, per poter dire che con "Pastorino sono anch'io in Parlamento" per poter dire "Luca Pastorino, il tuo parlamentare".
E, tra parentesi, sono entrambi slogan miei.
Ma orgoglio a parte sono i dubbi il metro del mio pensiero.
Ed è per questo che il titolo del post è identità, perché quando traballano t'interrogano/ quando t'interroghi traballi.
Buon interrogarsi a tutti, ci si vede ad urne chiuse e anche un po' dopo!

Alberto Spatola

mercoledì 9 luglio 2014

Consigli di presentazione del bilancio

Post, ex-post sui Consigli municipali in cui la Giunta comunale ha illustrato il bilancio di Genova.
In calce le slide che ci hanno inviato nel pomeriggio, visibili anche qui.

Buona lettura

#MedioPonente


venerdì 6 giugno 2014

PD di Sestri, una analisi del voto.

Ieri sera il Circolo PD di Sestri Ponente ha riunito il suo direttivo e tra i molti interessanti argomenti ha anche affrontato una analisi dell'ultimo voto europeo.
Mi era stato chiesto di fare alcune slide a proposito col "gruppo formazione" del Circolo, questo è il risultato ... Tutto vostro:

 
Alberto Spatola, il Consigliere

lunedì 11 novembre 2013

Seduta Consiglio municipale MedioPonente 11-11-2013

Al volo dopo il pranzo con Civati all'interno del Civaday sarò in Consiglio municipale.

Alle 14,30 un importante Consiglio del Medioponente di Genova monotematico, su la relazione della Giunta sui primi 500 giorni di mandato.

L'ordine del giorno è disponibile qui.

Lo scorso mese avevo scritto "I miei 500 giorni" un personalissimo post sulla mia attività da Consigliere municipale e ora c'è il lavoro di tutta la Giunta municipale, 44 pagine per 500 giorni, un diario attento e studiato di questa avventura che oggi andremo a leggere e votare.

Spero di incontrarvi in tantissimi, in ogni caso c'è:
la diretta streaming;
la diretta Twitter con #Medioponente;
e ultimo ma non ultimo il documento integrale sui 500 giorni della Giunta di Municipio qui.

Alberto Spatola, il Consigliere

mercoledì 23 ottobre 2013

Dalla delusione alla speranza

Se partecipate vinciamo.



Care, Cari,

con grande piacere ed entusiasmo vi invitiamo alla presentazione della Mozione



'Dalla delusione alla speranza'

di Giuseppe Civati, Candidato alla Segreteria nazionale del PD



che si terrà lunedì 28 ottobre alle ore 18 nel Teatro degli Zingari della Comunità San Benedetto al Porto in Genova, Via Mura degli Zingari 12r.



Interverranno su diversi aspetti della mozione:


Alessandra Ballerini, Consulente CGIL immigrazione

Renata Briano, Assessore all'ambiente Regione Liguria

Gianpaolo Malatesta, Consigliere comunale di Genova

Luca Pastorino, Sindaco di Bogliasco e Deputato PD

Katia Piccardo, Assessore alle politiche sociali di Rossiglione

Lorenzo Cimino, Segretario generale CGIL La Spezia
introduce Domenico Megu Chionetti, della Comunità di Don Gallo



Vi aspettiamo, insieme ai vostri amici: PASSAPAROLA!



Genova per Civati



Manifesto politico 'Il partito delle possibilità


Intervista all'Unità del 10 ottobre 
Evento su Facebook 
Tutti i documenti dei candidati alla Segreteria PD


sabato 28 settembre 2013

Seduta Consiglio municipale MedioPonente 30-09-2013

Lunedì alle 14,30 vi sarà una seduta del Consiglio municipale del MedioPonente di Genova.

L'ordine del giorno è disponibile con la convocazione, qui.

Parleremo di:
Villa Rossi;
AMIU e rifiuti zero;
Linea 160 AMT;
del piano di investimenti del Municipio;
ma prima ancora si voterà per la sostituzione del Consigliere Andrea Mura (PD), dimissionario, con Olindo Repetto (PD).

Disponibile per chiarimenti e se avrò i file ufficiali metterò il link alle mozioni.

Per ora tenetevi pronti per la diretta Twitter con #MedioPonente e lo streaming.

Alberto Spatola, il Consigliere

mercoledì 25 settembre 2013

Genova per Civati, Giovedì 26 h18,15 Via delle Vigne

Continua l'impegno dei genovesi per Civati.
I protagonisti di questa campagna congressuale al fianco (anzi davanti) di Civati sono i sostenitori, i  volontari, che costituiscono comitati in ogni parte d'Italia.
A Genova abbiamo iniziato a Luglio, ma è da che tempo che tra curiosi e affezzionati sognavamo un PD diverso, di cui Civati si è fatto interprete.
Così a Genova siamo ormai una piccola comune, età differenti, bambini, tesserati, delusi, loquaci (a volte troppo) silenziosi, chi bada al sodo, chi vola alto.
Una piccola comune pronta ad accogliere tanti altri, perché la strada è lunga e un po' di compagnia fa piacere ed è fondamentale, per cui l'appuntamento è a domani.
Spero di vederti, Giovedì 26 Settembre alle ore 18,15 presso il Circolo PD del Centro Storico in Via delle Vigne, come l'altra, ancor più operativi con la stessa voglia di cambiare.
Qui l'evento Facebook.

Alberto Spatola, il Consigliere

lunedì 23 settembre 2013

La pazzia dell'oca

Sarebbe inutile ripercorrere le due giornate di Assemblea nazionale PD con una rapida successione di stupore, satira e incazzatura.
Anche perché l'assemblea che si è appena tenuta non ha riservato nessuna reale sorpresa a chi è abituato ai luoghi (poco ameni) del PD, assemblee, regole decise all'ultimo, corridoi che stravolgono qualunque logica democratica, passerelle sono all'ordine del giorno.
Quello che invece fa rabbia è il distacco con i problemi e le sfide del paese: come possiamo voler modificare la Costituzione se poi per cambiare qualche comma del nostro Statuto calpestiamo ogni logica, senza nemmeno in realtà riuscirci a riscrivere alcunchè? Come possiamo semplificare la pubblica amministrazione se siamo tanto complicati e attaccati a privilegi vecchi e nuovi nel decidere come chi dev'essere il prossimo Segretario?
E così continuamente si torna sui propri errori senza aver deciso nulla e rimandando, come il più pazzo dei partecipanti al gioco dell'oca.
Purtroppo è una pazzia non solo della dirigenza, ma anche dei tanti piccoli papaveri (copyright Lanteri) che stanno abbracciando quello cool senza sapere cosa significhi, credendo che più centristi si è e più si possa allontare la malattia della sconfitta, quando invece il tempo della terza via è bello che andato e noi lo abbiamo sprecato buttando giù Prodi, e sappiate che alle primarie vince quello più "centrale" non quello più centrista.
Ma si sa quello che importa a queste oche pazze è di rimanere sul tabellone non di avanzare, per fortuna c'è invece chi ha capito che va cambiato il Partito e partita, è il tempo di costruire un popolo, e non carriere, e  per questo hanno fatto un appello semplice: non vuoi più vedere questa classe dirigente del PD? Iscriviti e rompi gli schemi, decidi!
Per fortuna che ci sono persone come +Fabrizio Barca, Felice Casson, +Giuseppe Civati, Laura Puppato e Debora Serrachiani.
Purtroppo è una pazzia non solo italiana, giusto poche ore fa si è concluso lo spoglio elettorale in Germania e il verdetto è abbastanza chiaro. Anche lì la sinistra torna sui suoi errori, coi SocialDemocratici malati, tra molte cose (per esempio nessuna visione di Europa), di mancanza di leadership, infatti hanno proposto al paese l'ex Ministro delle finanze del governo Merkel, quello delle larghe intese, insomma il simpatico Peer Steinbrück, una specie di Zanonato tedesco, che nemmeno noi ci sogneremmo di candidare fra cinque anni alla guida del paese.
O Chissà!
Appunto chissà, chissà quando capiremo che la via per creare una sinistra moderna non è poi così lontana, ma è in noi stessi.

Alberto Spatola, il Consigliere

sabato 14 settembre 2013

Genova per Civati, Lunedì 16 h18 Vico delle Vigne.

Civati sta girando nelle piazze e nelle feste democratiche di tutt'Italia, lasciando dietro di sé un forte entusiasmo e l'idea che cambiare si deve e si può, questo viaggio lo ha chiamato Salamella tour e sta per concludersi, ma la sfida continua.
Ha tracciato il percorso da qui al Congresso del Partito Democratico e oltre. “Io vado fino in fondo in questa sfida congressuale”, ha concluso a Genova, “andate fino in fondo anche voi, partecipate, fate la tessera del Partito Democratico e torniamo a parlare della vita dei cittadini, restituiamo il senso altissimo della nostra politica, per cambiare questo Paese”.
Così a Genova andremo avanti col comitato "Genova per Civati" per far si che a vincere questo Congresso non siano le tattiche, ma le idee.
Ci vediamo lunedì 16 alle 18,00 presso la sede del Circolo PD Centro Storico (Vico delle Vigne 14-16 r), per iniziare a mettere in pratica, nell'immediato futuro, le azioni concrete di cui abbiamo discusso nell'ultima riunione del comitato.

Ti aspetto, per farci sapere della tua partecipazione clicca sull'evento Facebook e nel frattempo like alla pagina "Liguria per Civati".
Stavolta come ci daremo la carica? La scorsa riunione avevo dato il via (dopo Luca Pastorino, il tuo parlamentare) così...


Alberto Spatola, il Consigliere

lunedì 9 settembre 2013

In Onda 03/09/2013 - LA COSTITUZIONE DI RODOTÀ



Chi mi avesse perso a In Onda, non ha perso nulla, solo un breve momento di gloria che ha mandato in visibilio amici e parenti (che ringrazio per la gioia), ma è stato un momento utile per ripensare i momenti nefasti in cui si stava scegliendo il Presidente della Repubblica pochi mesi fa.
Momenti drammatici a dir poco, anche col senno di poi, ed è sicuro che da li si debba ripartire per capire quanto ci sia di contradditorio nel centrosinistra italiano e quanto debba essere "da cavallo" la cura di cui abbiamo bisogno.
Una prima dose (blanda) di antibiotico sarà il Congresso del PD, ricordateli tutti quei momenti del Presidente della Repubblica, ricordatevi de la carica dei 101, ricordatevi di Marini e di Napolitano bis.
Se avrete modo, come me intervistato da La7, di ripensare al PD a Rodotà e Prodi, mi sa che non dovrò fare campagna per il Congresso, non avrete dubbi perché intato lui l'ha detto: #NonMiRitiro anzi rilancio.

Alberto Spatola, il Consigliere

mercoledì 4 settembre 2013

Venerdì 6 h19 Civati a La Festa PD Genova Porto Antico

Prima o poi (quando?) vi sarà il Congresso del Partito Democratico e, mentre tutti lavorano perché nulla cambi e si convertono al rottamatore convertito a sua volta al riciclo (peccato!), c'è chi vuol costruire il Partito Democratico, da capo, azzerando, costui è Pippo Civati insieme a molti suoi affezionati (tra cui mi schiero).
La sfida è avvincente, ma soprattutto vincente, e servirà il contributo di tutti.
Servirà mettere ordine a questo dibattito folle e non chiedersi "chi sta con chi", ma "cosa si propone al paese e al PD".
Per questo l'appuntamento con Civati è Venerdì 6 alle ore 19 a Genova, al Porto antico.
Son sicuro che vi saranno più ex elettori del PD che elettori attuali, perché la delusione è tanta, ma "la tessera è ignifuga" e stracciare il PD ora sarebbe un grave errore, il PD va vendicato ed è giusto provarci per Civati Segretario e per tutti noi, perché ci meritiamo di meglio.
P.S.: non prometto, ma potrebbe scapparci un live blogging, o uno streaming.
P.P.S: Se volete rimanere aggiornati sulle vicende liguri dei sostenitori di Civati, basta un like a "Liguria per Civati".
P.P.P.S: Facci sapere se ci sarai con l'evento Facebook.
Alberto Spatola, il Consigliere

lunedì 29 luglio 2013

Seduta Consiglio municipale MedioPonente 29-07-2013

Oggi (ormai) alle ore 14,30 vi sarà una seduta del Consiglio municipale del MedioPonente di Genova.

L'ordine del giorno è disponibile con la convocazione, qui.

All'ordine del giorno vi è "solo" il parere sul bilancio del Comune di Genova.

A tal proposito la Giunta (municipale) ha preparato un ordine del giorno, che renderò pubblico quanto prima.

Per ora beccatevi diretta streaming e diretta Twitter tramite #MedioPonente.

Buona notte e buona fortuna.

sabato 20 luglio 2013

Consigli municipali su bilancio comunale

Ieri c'è stata riunione di tutti i Consigli dei Municipi di  Genova tra cui il MedioPonente per illustrare il bilancio.

Condivido con voi le slide di presentazione che ci hanno mandato che potete trovare qui.

La discussione che c'è stata (essendo una seduta comune a tutti i Municipi non c'era diretta streaming) non si presta a riflessioni serene e articolate, per cui vi lascio col commento a caldo che ho scritto su Facebook durante la seduta:
"In conclusione la presentazione del bilancio ai Municipi #MedioPonente e tutta #Genova ne discuteremo poi in Consiglio con odg -all'ordine del giorno- bilancio & cimiteri (mi sa che il binomio non è casuale!)"

P.S.: A proposito di relazione tra bilanci e morte di una città è fallita Detroit,
"Good Night and good Luck".

Alberto Spatola

giovedì 4 aprile 2013

Diretta Consiglio Municipale MedioPonente 04-04-2013

Oggi Giovedì 4 Aprile vi sarà una seduta del Consiglio Municipale de MedioPonente di Genova alle 14,30.

L'ordine del giorno della seduta è disponibile con la convocazione qui (non son riuscito a girare il file, dovrete piegar la testa, sorry).

Gli argomenti son gli stessi dello scorso Consiglio, poiché quello di oggi è un aggiornamento, esclusi i primi quattro già affrontati, con in aggiunta la richiesta di parere sul "regolamento sale da gioco", la versione definitiva della Giunta comunale qui, argomento già affrontato dalla Commissione congiunta I & III nella seduta scorsa.

Quindi dovremo dar parere su variante al PUC per "Torre Campi" e votare mozioni in merito;
parere sul "Regolamento sale da gioco" vedi sopra;
voto su mozione sull'aumento del biglietto di AMT;
voto su mozione su asfaltatura di Via Chiaravagna;
voto su mozione sulla presenza di abusivi in Via Sestri.

Come sempre disponibile, a chi li chiedesse, per chiarimenti sui vari punti.

Come sempre diretta Twitter con l'hastag #MedioPonente.


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mercoledì 13 febbraio 2013

E tu dove sei?

Open Polis sta portando avanti questo rapido questionario su 25 temi per districarsi in questa campagna elettorale, per farvi capire che #VoiSieteQui. Trovatevi!